Crazy for football

 

VOLFANGO DE BIASI

FRANCESCO TRENTO

Crazy for football

La storia vincitrice del David di Donatello 2017 come miglior documentario.

 

 Un racconto toccante e leggero, di sport e riscatto,

che affronta in modo inedito il tema della malattia mentale.

 

 

 

Storia di una sfida davvero pazzesca

 Un’avventura che nasce dal sogno coraggioso di uno psichiatra “da combattimento”: usare il calcio per aiutare il reinserimento nella società di pazienti con storie di forte disagio mentale. Una storia vera di coraggio e tenerezza che, dopo essere stata raccontata da Volfango De Biasi e Francesco Trento nel documentario vincitore del David di Donatello 2017 Crazy for football, arriva adesso anche in libreria.

Dodici storie di disagio mentale e rinascita, dodici persone che sono riuscite a risalire dai loro abissi emotivi e hanno compiuto un’incredibile impresa: partecipare al primo Mondiale di calcio a 5 per pazienti psichiatrici, in Giappone. Guidati dalla visionarietà temeraria di uno psichiatra romano, il dottor Santo Rullo, e dall’entusiasmo di un giovane regista, i dodici improbabili eroi hanno saputo fare squadra, sfidare i loro mostri e mettere alla prova i loro limiti. La loro storia, raccontata su pellicola da un documentario pluripremiato che questo autunno verrà trasmesso anche dalla Rai, ha ottenuto il sostegno e il plauso del mondo dello spettacolo e dello sport. Il loro viaggio è un percorso in biblico tra sanità e follia, che appartiene a tutti noi.

 

 

La storia vincitrice del David di Donatello 2017 e di una menzione speciale ai Nastri d’Argento. Un racconto emozionante e poetico, di sport e amicizia.

 

«Una bella storia di sport e, dunque, una bella storia di vita, perché il calcio, quando è passione, la vita te la cambia.»Alessandro Del Piero

«Questo è un libro per chi ha un cuore e sta aspettando di metterci una squadra, parola di ultras.»Andrea Vitali

 

Davanti a noi, ora, non ci sono più due schizofrenici, uno psicotico, tre depressi, un ansioso eccetera. C’è un gruppo di giocatori, di amici, che si prepara a un Mondiale. Sono finiti, trascorsi, i mucchi di giorni incolori, le settimane scomparse, sacrificate al nulla. Al loro posto, adesso, c’è questa corsa di gruppo da un lato all’altro del campo, c’è il dribbling tra i conetti, il tiro in porta, la finta venuta male, il tiro sparato alle stelle, la risata. C’è smettere di avere la propria età per qualche giorno, tornare all’età calcio, a quell’adolescenza di ritorno che cancella ogni dato anagrafico e rende tutti bambini. Mentre tra invasioni di campo, scontri tra ultras e polemiche il resto del mondo è ammalato di calcio, da qualche parte c’è anche chi di calcio guarisce. Succede a Osaka, in Giappone, nel primo Mondiale per persone con problemi di salute mentale. Con ritmo e ironia, De Biasi e Trento raccontano la rocambolesca formazione della Nazionale italiana, tra i provini, gli allenamenti con un pugile campione del mondo, le mille difficoltà e il nascere di un’amicizia che sancisce, per i componenti della squadra, la fine della solitudine. Un’avventura follemente bella, abitata da personaggi così perfetti da sembrare inventati. Come Sandrone, il super poliziotto che scortava il presidente della Repubblica finché non ha iniziato a sentire le voci, e si è dovuto dimettere. Come Luís, il portiere che (forse) ha giocato in serie B. Come Stefano, che mentre racconta i suoi tentativi di suicidio alza la testa, guarda i suoi compagni vestiti con le tute degli Azzurri e sospira, incredulo: «Che mi sarei perso». Personaggi indimenticabili, che vi faranno innamorare, ridere, commuovere. E cambieranno per sempre la vostra idea di cosa vuol dire essere «pazzi».

 

 

Volfango De Biasi, regista e sceneggiatore, ha diretto numerosi film campioni di incassi tra cui Come tu mi vuoi (2007), con Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi, e la trilogia Un Natale stupefacente (2014), Natale col Boss (2015), Natale a Londra (2016), tutti con Lillo e Greg. Ha scritto e diretto pellicole di successo e documentari, tra cui Matti per il calcio (2004), Solo amore (2008) e Crazy for football (2017). Questo è il suo terzo libro.

Francesco Trento, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato La guerra non era finita (Laterza, 2014) e Venti sigarette a Nassirya (Einaudi, 2005), di cui ha scritto anche la sceneggiatura per il cinema (Venti sigarette, miglior film al Festival di Venezia 2010, sezione “Controcampo”). È autore di vari film e documentari, tra cui Matti per il calcio, Zero e Crazy for football. Dal 2005 gioca a calcio nella Nazionale italiana scrittori.

 

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