Dita come farfalle

   DITA COME FARFALLE

di Rebecca Quasi

Editore: Dri Editore
Genere: Regency
Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 10
Vendita: Amazon in esclusiva

 

Sinossi

1818-1819.

Per Lady Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, è naturale sposare per convenienza James Cavendish, duca di Rothsay. E non trova nulla di anormale nemmeno nell’essere del tutto ignorata da lui dopo le nozze. Del resto, unico scopo della loro unione è il mantenimento del casato e il concepimento di un erede, obiettivo che richiede sporadica e taciturna applicazione.
Il tranquillo menage precipita quando, in seguito a un aborto spontaneo, Caroline scopre che suo marito non è l’uomo freddo e posato che si è sforzato di apparire.

 

Citazioni dal testo

 

1

James si staccò dalla parete e le prese il viso fra le mani costringendola a guardarlo.
– Siete una ribelle, Vostra Grazia, una ribelle e un’anarchica, se me ne fossi accorto in tempo, non vi avrei mai chiesto di sposarmi. Grazie a Dio, però, non me ne sono accorto.

2

Caroline sorrise di sbieco, un’espressione così particolare che lui non l’avrebbe più dimenticata.
– Non vi avrei fatto entrare, Vostra Grazia.
Qualcosa di molto simile all’ammirazione attraversò il viso di Rothsay.
Se fossero stati in guerra, l’avrebbe voluta come alleato, se fosse stata un uomo l’avrebbe scelta come amico.

 

3

Aver sperato in una crisi isterica era stato troppo, Caroline era il genere di donna addestrata a non perdere la calma in nessuna circostanza, probabilmente se Wellington avesse avuto un paio di donne del genere tra i suoi generali, avrebbe sconfitto Napoleone più in fretta.
– Non c’è un perché, è così e basta.
– Perché no, allora?
Nessuna umiliazione, andava a testa alta, certa di non pretendere nulla che non le fosse dovuto e, almeno una spiegazione, le era dovuta, questo Rothsay lo sapeva.

 

4

Poi sentì il calore di un corpo alle sue spalle e subito dopo le mani di lui sulle spalle.
– Chi vi ha abbandonata, Caroline?
– A parte i miei genitori, nessuno di importante.
La fece voltare per guardarla negli occhi.
– Quindi io sono nessuno di importante.
Lei non rispose subito, ma non si liberò dalla sua stretta né la ricambiò. Restò inerme dentro quella morsa calda e solida. Su quello che stava provando ci avrebbe riflettuto dopo.

5

– Una signora non esce mai dalla propria stanza in camicia da notte – la riproverò Caroline.
Emma scoppiò a ridere e si fece prendere in braccio da suo padre.
– Sa tutte le regole, lei. Regole per ogni cosa, è incredibile. – disse la bambina con ammirazione.
– Le conosce e se ne infischia. – aggiunse il duca.

 

6

– Speravo vi assomigliasse. – lo interruppe, – Pregavo che fosse uguale a voi, che avesse i vostri occhi verdi, i vostri tratti decisi. Lo avrei reso l’uomo che non avevo. Non mi davo pace della vostra indifferenza. Se mi aveste odiata, o trovata antipatica, sarebbe stato più accettabile, voi invece mi trattavate come una domestica e non capivo il perché. E così avrei voluto fabbricare un voi perfetto.

7

Il cuore e l’anima di sua moglie non smettevano mai di stupirlo. E stordirlo.
Si portò alle labbra la mano di Caroline e la baciò trascurando ogni distanza imposta dal galateo. Indugiò su quella pelle liscia e calda in modo che fosse chiaro come si poneva rispetto a… a cosa? A tutto.
A quell’estate rivoluzionaria, a quel matrimonio che deviava e deragliava ogni volta che si incontravano, alla distanza che non voleva mai più porre tra sé e la donna che aveva avuto l’intuizione geniale di chiedere in moglie.

8

– Vedete, quando le cose vanno per il verso giusto, una ragazza viene baciata per bene prima di sposarsi.
– Io non credo proprio che sia la procedura corretta.
– Io invece credo di sì. E siccome sono stato inadempiente, permettetemi di rimediare.
Era sulle sue ginocchia e lui la teneva stretta per cui non se ne sarebbe andata tanto facilmente, ma James intuiva che era quello che avrebbe voluto fare.
Per non spaventarla le posò le labbra su uno zigomo e poi sulla punta del naso, quei gesti la rilassarono, tanto che la sentì tornare soffice dentro il suo abbraccio.

 

9

Il duca si alzò tenendola fra le braccia, attraversò la stanza e la depose sul letto.
Avrebbe voluto baciarla di nuovo, ma l’esperimento era riuscito un po’ troppo bene e c’era il rischio che si andasse oltre la prima lezione.
– Quando ci occuperemo della seccatura dell’erede – disse James fissandola negli occhi  – vi prometto che non sarà affatto una seccatura.
– Farete bene a mantenere la vostra promessa, Vostra Grazia.

10

– Non prendo ordini da voi!
– Che intenzioni avete?
– Non vi riguardano le mie intenzioni.
– Mi riguardano eccome! Siete mio marito, mi dovete protezione. Potete ignorarmi, mandarmi  a vivere nelle Indie Orientali, potete non rivolgermi la parola, ma avete l’obbligo di provvedere a me e non vedo come possiate farlo ridotto così.

L’autrice:

Dopo numerosi successi e continui apprezzamenti entusiastici da parte dei lettori, Rebecca Quasi si cimenta, aggiungiamo noi con successo, in un Regency vero e proprio.
Pur rispettando i canoni stringenti di questo particolare genere, riesce a dare vita ai suoi personaggi, descrivendoli accuratamente dal punto di vista sia psicologico che emozionale, rendendoli autentici e veramente interessanti. Come del resto aveva già dimostrato di saper fare egregiamente nelle sue pubblicazioni più contemporanee.

 

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