I ditteri presentati a Valle Aurelia

 

 

il 30 novembre presentazione del romanzo

“I ditteri”

di Marco Visentin alla Biblioteca di Valle Aurelia a Roma

 

È alla Biblioteca Comunale di Valle Aurelia il terzo appuntamento romano con la presentazione del romanzo di Marco Visentin dal titolo “I ditteri” (Licosia editore), giovedì 30 novembre alle ore 17,30, nella sede di via di Valle Aurelia 129.
L’incontro, che segue quelli dello scorso 22 giugno presso il Casale Podere Rosa e del 17 ottobre alla libreria Equilibri, più altri tenuti nelle Dolomiti in Trentino, chiude un cerchio simbolico con il Comune di Roma: l’idea narrativa e il primo capitolo del romanzo sono stati selezionati nella rassegna di arte giovanile del Comune, Enzimi, e premiati con un corso di scrittura creativa della Scuola Holden; ora il romanzo vede la prima presentazione in una struttura dello stesso Comune dal quale era stato assegnato il premio.
Il libro, il cui titolo indica il nome scientifico dell’ordine di insetti cui appartengono le mosche e le zanzare, racconta la storia di una entomologa che ipotizza che le mosche comunichino fra di loro non solo attraverso i movimenti nello spazio e le secrezioni, ma anche attraverso la telepatia, e che questa facoltà sia trasferibile all’uomo. L’ambientazione del romanzo è in un futuro che porta alle estreme conseguenze gli stati alienativi propri della società contemporanea.
Ho vissuto i primi 27 anni della mia vita nel quartiere Aurelio – ricorda Marco Visentin –, tra via Baldo degli Ubaldi e l’inizio di via Boccea, e ho avuto sempre la biblioteca di Valle Aurelia come punto di riferimento, sia per la lettura d’evasione, sia per i miei studi. Tornare da autore per presentare il mio romanzo che sta avendo una così buona accoglienza da parte della critica (1) e del pubblico è davvero una bella soddisfazione”.
Pagina Facebook dell’evento I ditteri di Marco Visentin alla Biblioteca di Valle Aurelia

(1) Hanno scritto de I ditteri:
– “Ne I Ditteri sono cuciti insieme elementi, pensieri, possibilità ed evocazioni future che difficilmente sarebbero potute esser accostate in uno stile più ordinato”. (Flavia Vittorini, Media & sipario)
– “Un libro adatto ad una lettura pensata, ragionata, riflessa”. (Chiara Pompeo, Isola dei Libri)
– “Stile lineare, senza troppi fronzoli, ma dove trovano posto fantasia e sarcasmo, bilanciati finemente tra loro”. (Francesca Buffo, Periodico italiano magazine)
– “La scrittura è curata nei minimi dettagli, si riesce ad entrare nel libro con i pensieri” (Sara Cacciarini, Culturamente)
– “Una scrittura efficace e ritmata che attraversa diverse modalità di espressione in un racconto estremamente eclettico” (Riccardo Muzi, EcoDelCinema)
– “Sullo sfondo di teorie e filosofie, i personaggi vivono l’alienazione dell’attuale società.” (Manlio Triggiani, Gazzetta del Mezzogiorno)
– “Prosa ricercata, scabra, dura, feroce e ammaliante” (Gabriele Ottaviani, Convenzionali blog)

 

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