LA RAGAZZA DELLE MERAVIGLIE

LA RAGAZZA DELLE MERAVIGLIE

di Lavinia Petti

Editore: Longanesi

 

Trama

Napoli, quartiere Forcella. In una fredda notte d’inverno, una neonata viene abbandonata nella Ruota degli Esposti dell’ospedale dell’Annunziata. Al collo ha una catenina di rame con due misteriosi oggetti, una chiave arrugginita e una moneta antichissima. Adottata da una famiglia di estrazione popolare, Francesca Annunziata, che si fa chiamare Fanny, trascorre nelle campagne del Moiariello che sovrastano la città un’infanzia libera e selvaggia, fatta di avventure solitarie alla scoperta di vecchi ruderi e di notti popolate da sogni inquietanti, forse premonitori, che le valgono l’appellativo di janara, strega. Alla vigilia dei suoi quattordici anni, la ragazza scopre per puro caso la verità sul suo passato. Furiosa per quello che considera un vero e proprio tradimento da parte delle persone più importanti della sua vita, Fanny scappa di casa e trova rifugio in una grotta vicino al mare. Per la prima volta è del tutto sola, e ha con sé soltanto gli oggetti con cui è stata trovata. Nonostante l’impresa le paia impossibile, decide di andare alla ricerca dei suoi veri genitori proprio a partire da quegli enigmatici amuleti. E in questa avventura verrà aiutata e ostacolata da una fantasmagorica galleria di personaggi partoriti dagli anfratti più arcani della città.

 

Estratto

Dora era seduta al tavolo della cucina. Con gli occhiali da lettura posati sulla cima del naso, studiava la catenina di rame con cui la bambina era stata abbandonata, e i due oggetti appesi.
Il primo era una vecchia chiave morsa dalla ruggine; attaccata alla testa, un’etichetta con tre lettere scritte a penna: TIN.
Il secondo era un ciondolo. Dora concluse che doveva trattarsi di una moneta antichissima. Da un lato, un conio di segni seghettati, lettere di qualche lingua perduta; dall’altro, un intarsio nel quale riconobbe uno strano essere con la testa umana e il corpo squamato di un pesce.
Una sirena.
A quel pensiero, le sue vertebre vibrarono di freddo e meraviglia. Mentre suo marito giocava con la piccola, Dora prese penna e quaderno. Con molta lucidità, scrisse che la notte del 21 dicembre, il solstizio d’inverno, una neonata era stata abbandonata nella Ruota degli Esposti, da una donna sconosciuta, intorno alle nove di sera. Quella bambina, che adesso era la loro bambina, era stata battezzata Francesca Annunziata Esposito, aveva occhi neri e capelli neri ed era di carnagione olivastra.

 

Biografia

LAVINIA PETTI è nata a Napoli nel 1988. Laureata in Studi Islamici all’Istituto Orientale di Napoli, ha vinto vari concorsi letterari (Premio Tabula Fati, Premio Robot, Premio Book’s Bar, Scrittura Giovane). Nel 2015 ha pubblicato con Longanesi il suo primo romanzo, Il ladro di nebbia (Premio Brancati 2016), tradotto in molte lingue.

 

 

 

 

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