Lady Dreams

HarperCollins Ed.
ISBN: 9788858970621
Formato: ePub
Protezione: Protetto con Adobe DRM
Data di pubblicazione: 31 Maggio 2017

€ 4,99

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CHI NON RICORDA ELLIE CLIVENS, VINCITRICE DEL PREMIO L’eLit Italian Talents indetto nel 2014 dalla Harper Collins Ed., CON IL ROMANZO MISS DISASTER? la nostra Ellie, penna satirica, romance, avventurosa e dissacrante INSIEME, ritorna con il seguito: Lady Dreams.
 Consigliato alle lettrici che amano il romance con una vena ironica.
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SINOSSI

Ci si può innamorare del tenebroso protagonista di un libro? A volte sì, succede, con conseguenze del tutto inaspettate…Scozia/Louisiana, 1812/1813 – Decisissima a sposare il possente pirata raffigurato sulla copertina di Oceani infuocati, da ben tre anni Lady Evelynn Carrington si è lanciata alla sua ricerca battendo a tappeto il porto di Londra, finché, una bella notte, l’aitante bucaniere non le viene recapitato dritto dritto a domicilio. Riconoscerlo è questione di un attimo, non altrettanto spingerlo a dichiararsi: Sua Altezza il principe Christopher Dariusovič Vorotynskij pare affetto da una deprecabile carenza di loquacità. Ma poco importa; certi sguardi contano più di mille parole, e quando lo schivo filibustiere partirà all’improvviso per una pericolosa missione, a Eve non resterà che seguirlo nascondendosi sul suo veliero. I problemi cominceranno nell’istante stesso in cui lui la scoverà… Tra esilaranti equivoci e sorprendenti colpi di scena, ecco il nuovo romanzo autoconclusivo dell’autrice di Miss Disaster.

 

 

UN ESTRATTO

1

 

Kilgar Castle, Isola di Mull, Scozia

23 novembre 1812, ore 01.15

«Oh, cavoletti!» ansimò esterrefatta Lady Evelynn Carrington.
Incurante del rischio di essere scoperta, abbandonò il nascondiglio fornito da una statua e ficcò la testa tra due panciute colonnine del ballatoio.
Tale era il suo slancio che per un pelo gli occhiali non le finirono dritti dritti sulla zucca degli ignari ospiti del maniero, radunati nel sottostante salone per festeggiare l’ottantesimo compleanno del nonno – il loro laird – e la nascita dei tre gemelli del cugino Justin.
Per mero riflesso, Eve si rischiaffò sul naso le preziose lunettes, ma la sua mente non andò oltre, troppo assorbita com’era dal gigante appena entrato nell’affollato vestibolo del castello.
Santa Vergine benedetta! Mai avrebbe creduto che esistesse qualcuno in grado di rivaleggiare con Juz per altezza e possanza. A impressionare di più nel nuovo arrivato non era però la stazza mastodontica, quanto piuttosto l’aura letale che lo ammantava, spingendo chiunque incrociasse il suo cammino a farsi subito da parte.
Col fiato in gola, Eve lo vide agguantare un bicchiere dal vassoio di una servetta terrorizzata e attraversare il salone sino a raggiungere uno dei pilastri, di fronte al monumentale camino.
Bastò un secondo perché attorno a lui si creasse il vuoto, in un fuggi fuggi disordinato di gonne e kilt.
Lo sconosciuto non sembrò nemmeno badarvi: assorto nei propri pensieri, ruotava la coppa tra le dita, simile a un enorme, temibile felino intento a leccarsi una zampa con pigra indolenza, indifferente al panico scatenato fra le circostanti gazzelle, poco propense a trasformarsi nel suo dessert.
Eve deglutì a fatica. Capiva anche troppo bene le spaurite gazzelle… ehm, gli invitati del nonno. Lei era a una certa distanza dal forestiero, eppure ne avvertiva lo stesso il soverchiante impatto.
Scombussolata, lo passò in rassegna dalla punta degli stivali agli stretti pantaloni che gli avvolgevano le cosce muscolose, salendo sempre più su, fino alla camicia tesa sul petto possente: fatta eccezione per la pelle dorata dal sole, tutto in lui era nero come la pece, compresi i capelli che gli ricadevano selvaggi sulle spalle.
In quel mentre, il Signore Oscuro rovesciò la testa all’indietro per ingollare una generosa sorsata di whisky.
Col loro guizzante riverbero, le fiamme del camino gli accarezzarono il volto, mettendo in risalto la linea decisa della mascella. Ma non fu l’unica cosa che le lingue di fuoco rivelarono: un inaspettato luccichio balenò per un attimo tra le fluenti ciocche corvine.
Eve trattenne il respiro.
No, non era possibile, la coincidenza sarebbe stata troppo stupefacente!
Nel riabbassare il capo, l’inconsapevole oggetto delle sue attenzioni scosse la propria chioma ribelle, dissipando così anche l’ultimo dubbio.
Per tutte le biblioteche d’Egitto, lo straniero esibiva sul serio un cerchietto d’oro al lobo sinistro; non era un miraggio!
Mentre il cuore prendeva a batterle peggio del martello di un fabbro invasato, Eve gemette davanti all’incarnazione dei suoi sogni divenuti realtà.
«Oh, capperini, è lui: un vero pirata, lo stesso dei miei libri. Finalmente l’ho trovato!» sussurrò incantata non appena recuperò l’uso della favella, nonché delle facoltà mentali.
Ancora stentava a crederci. Dopo un sacco di anni (ben tre!) passati a rincorrere il suo paladino, la sorte glielo aveva recapitato bello bello a domicilio, alla faccia delle cupe premonizioni di Miss Cooper, che le prospettava un futuro da eterna zitella.
D’ora innanzi, l’arcigna istitutrice l’avrebbe piantata di rammentarle a ogni piè sospinto i trascurabili… incidenti in cui era incappata mentre, da impavida eroina, esplorava il mondo – arrivando una volta addirittura ai docks di Londra! – per scovare lui.
Traboccante di malcelato orgoglio, Eve si complimentò con se stessa per non aver mai vacillato nella propria incrollabile convinzione che là fuori, da qualche parte, la attendesse il suo pirata gentiluomo.
Che importava se infine era stato lui a rintracciare lei, anziché il contrario! Gli originari piani celesti dovevano aver subito una piccola modifica per ovviare all’intromissione del fratello (noto guastafeste), che in pratica l’aveva segregata, impedendole di condurre a termine l’impresa per la quale era nata.
Ma niente e nessuno, nemmeno Philip, poteva opporsi al destino. Data la momentanea reclusione di Eve, il suo cavaliere senza macchia e senza paura le era stato spedito direttamente a casa.
Di lì a poco, attirato dalla forza dirompente del loro legame, lui avrebbe sollevato gli occhi su di lei, riconoscendola all’istante per ciò che era: la donna con cui avrebbe condiviso ogni lacrima, ogni sorriso… no, di più, ogni respiro, sino alla morte, e oltre.
Mmh… Forse era il caso di riformulare la frase, o se non altro di eliminare quell’oltre: non le risultava che da defunti si continuassero a usare i polmoni.
Ma adesso stava divagando.
Dunque, vediamo, dov’era rimasta? Ah, sì, alla donna con cui…con cui…
Perdiana! L’amore doveva averle spappolato il cervello perché le parole non le venivano; un evento, questo, senza precedenti. Eppure era sempre stata persuasa che l’innamoramento fosse la principale fonte d’ispirazione per qualsivoglia individuo.
Ne sapeva qualcosa la povera Beatrix che, non avendo ancora ricevuto il richiamo del compagno predestinato, era costretta a ricorrere alle illuminate riflessioni di Eve per scrivere ogni singola riga del proprio epico romanzo.
Quell’impareggiabile scritto non avrebbe visto la luce, se ora la sua musa si fosse smarrita nei tortuosi meandri della passione.
Per Trixie sarebbe stata un’immane tragedia: privata del rifugio offerto da carta, penna e calamaio, la meschina non avrebbe tardato a spezzarsi sotto il giogo del padre, l’orrido Marchese di Pembroke.
No, questo Eve non poteva permetterlo. Per quanto presa lei fosse, non avrebbe scordato la sua migliore amica. Si sarebbe adoperata affinché l’insicura, timida Beatrix eclissasse la fama di Shakespeare e Lord Byron, sino a raggiungere le vette eccelse della più grande autrice mai esistita, Madame X.
Che soltanto pochi eletti avessero avuto l’onore di leggere le opere dell’enigmatica prosatrice (capolavori del calibro di Sarò per sempre tua e Sedotta dal bucaniere) costituiva ancora un mistero. Be’, forse molto dipendeva dalle peripezie necessarie per reperire siffatte meraviglie, roba al cui confronto l’Odissea pareva un giretto in salotto.
In realtà, solo il compianto cugino Frederick – così adorabile, nonostante l’immeritata cattiva fama – aveva goduto degli agganci giusti per procurarsene una copia.
Tutto era iniziato tre anni prima, il giorno del quindicesimo compleanno di Eve, quando Fred le aveva regalato in segreto Oceani infuocati.
Era bastato un secondo, il tempo di gettare un’occhiata alla copertina del libro, perché l’intero mondo per lei svanisse, finendo col concentrarsi nella figura di un tenebroso gigante nerovestito, dai lunghi capelli corvini scompigliati dal vento, che lasciavano scorgere uno scandaloso cerchietto d’oro al lobo sinistro.
Sullo sfondo di un mare in tempesta, lo sguardo bruciante dell’aitante pirata l’aveva trafitta dalla prua del suo veliero, rubandole il fiato… e, con esso, il cuore.
In quell’istante, Eve era stata pervasa dall’assoluta certezza che, nella sua vita, non vi sarebbe stato nessun altro all’infuori di lui.

 

 

Conosciamo ELLIE CLIVENS

Quarantacinquenne, vive col marito, il figlio e una cagnolina scatenata a Verona. Laureata in Economia e Commercio, ha lavorato per qualche anno al Provveditorato della locale Azienda Ospedaliera, prima di approdare come consulente nello studio legale di quello che sarebbe diventato la sua dolce metà. I suoi maggiori hobby sono il giardinaggio e la lettura, passione – quest’ultima – ereditata dalla bisnonna materna, insieme a tutta la sua nutrita biblioteca.

 

 

 

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