L’ALBA DI KELHEVA

 

L’ALBA DI KELHEVA
Storie di maghi, di ladri e di imbroglioni
di Maurizio Matassi (Autore), Luca Oleastri (Illustratore), Giorgio Sangiorgi (a cura di)

ANTOLOGIA PERSONALE ILLUSTRATA

Dalla voce dell’autore

Caro lettore, grazie per avere voluto acquistare una copia di questa strampalata raccolta senza capo né coda. Spero che ti diverta leggerla come ha divertito me scriverla ma, prima di cominciare, vorrei darti qualche delucidazione in merito, e soprattutto spiegarti perché l’ho appena definita “senza capo né coda”.
Ho iniziato a scrivere mosso dal desiderio di regalare una favola nuova nuova alla mia amata figlioccia, e il risultato è il primo racconto del presente fascicolo. In questo racconto, così come nell’ultimo, Ombrarossa, sono piuttosto evidenti i legami con i mondi fantastici che fanno da teatro ai miei giochi di ruolo preferiti, sia per quanto riguarda le ambientazioni, sia per le dinamiche di azione.
Proseguire su questa strada sarebbe stato facile e piacevole, ma il destino mise sulla mia strada una giovane e vulcanica storica della musica, Marta Mautino, che mi convinse a scrivere insieme un romanzo fantasy di ambientazione etrusca. All’inizio, di là dell’originalità della trovata, mi sembrò di essermi trasformato in un alchimista dilettante che cerca la pietra filosofale mescolando il diavolo e l’acqua santa. Marta chiamò “Kelheva” quella terra di sogno e mi mise in condizione di prendere il volo per una serie di ricognizioni sul suo mondo immaginario, allora appena abbozzato, di documentarmi approfonditamente sugli Etruschi “veri”, ma anche di lavorare su me stesso e imparare a scrivere.
Questo libro racconta, infatti, la mia storia di avvicinamento a Kelheva e al mondo della scrittura a un tempo. La gradualità di questo progresso è scandita da fasi, esperimenti e tentativi in cui ho cercato di esplorare tanto le mie possibilità espressive, quanto la sostenibilità dell’accostamento tra il fantasy classico di derivazione tolkieniana e il misterioso mondo degli Etruschi. Il risultato ha prodotto cinque racconti che differiscono per stile e ambientazione. Si parte da un fantasy appena contaminato (L’invenzione degli gnomi), per arrivare alla perfetta
aderenza storica (Il bastone di Farnel), passando per uno “sword & sorcery” quasi howardiano (Ria), il tutto cercando di mantenere uno stile leggero e disimpegnato. Più che di esprimermi, infatti, ho cercato di capire. Se il risultato ti risulterà piacevole ne avrò gioia, diversamente mi auguro che saprai essere indulgente con questo eccentrico scribacchino.
Una nota, importante, sugli Etruschi. Vivevano in un mondo realmente magico: le loro credenze e superstizioni, il loro porre gli dei alla base di ogni manifestazione sensibile, facevano sì che il prodigioso fosse parte integrante e normalissima del loro vissuto quotidiano. Esemplare il passaggio di Seneca: «La differenza fra noi e gli Etruschi è questa: noi riteniamo che i fulmini scocchino quando le nubi si urtano; essi credono che le nubi si urtino per far scoccare i fulmini».
I maghi degli Etruschi si chiamavano fulgurales, o interpreti dei fulmini, ma c’erano anche i netsvis, o aruspici, e i cepen, una sorta di sacerdoti. Questi ultimi portavano sempre con sé il pastorale, chiamato lituo, che è giunto fino a noi dopo essere stato ereditato dai Romani.
Questa precisazione è necessaria alla comprensione de Il bastone di Farnel in cui, per brevità, ho dato per scontati numerosi elementi.
In appendice ho inserito un paio di racconti di tutt’altro genere. Scritto per aderire a un bando della Editrice Scudo, poi pubblicato dalla medesima su una raccolta dedicata, Leontyne parla di una super eroina da fumetto all’americana che è diventata un fumetto vero e proprio insieme ad altri eroi della citata raccolta per merito della passione dei giovani talenti della Cyrano Comics. Nonostante questo genere non sia proprio nelle mie corde, sono abbastanza soddisfatto del risultato e mi sento di proporlo quale “bonus track” di questo piccolo portfolio.
Robot e sortilegi è invece una storia breve sui robot, anch’essa pubblicata dalla Scudo.
Detto questo, ti auguro di cuore una buona lettura.

Maurizio Matassi

Perché leggere la raccolta?  

Esploriamolo assieme all’autore!

• Buongiorno, Maurizio! Quando hai progettato questo libro?

Qualche anno fa ho fatto da baby sitter a una meravigliosa bambina di otto anni, la mia figlioccia. Nuovo a questa attività non trovai di meglio per intrattenerla che giocare con lei una breve partita di D&D che scrissi per lei. La sua interpretazione entusiasta e intelligente mi spinse a redigere, sotto forma di racconto, il resoconto della partita. Il risultato è la prima storia del mio libro, ma anche il motivo che mi portò a decidere di esplorare le mie possibilità espressive nel campo della scrittura.
Non ho mai avuto il tempo di scrivere un vero romanzo, nonostante le idee non mi manchino, ma ogni storia che pubblico la devo a lei.

• Sei stato ispirato da qualche lettura, vecchia o recente?

Non traggo ispirazione dalle altre storie, ma mi sforzo di essere originale. Certo, nel campo del fantasy non è facile inventare qualcosa di realmente nuovo, ma ritengo importante cercare una chiave interpretativa personale e originale. Studio lo stile, invece, e la struttura degli autori che mi piacciono: Fritz Leiber, Michael Moorcock, Tolkien, David Brin, Frank Herbert, Nancy Kress, Ayn Rand, Wu Ming e tanti altri.

• L’ambientazione è reale o di fantasia?

Di norma è di fantasia, ma mi trovo a mio agio anche con le ambientazioni moderne e realistiche, dove però inserisco elementi fantastici: è il caso di Leontyne, frutto di una notevole ricerca storica sia sulle guerre di religione sia sull’immaginario degli anni ’60-70.

• Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?

Bella domanda. In effetti alcune delle storie inserite ne L’alba di Kelheva non sono che presentazioni dei personaggi sui quali mi piacerebbe scrivere un libro vero. Io vado matto per Leontyne, ad esempio, ma ho già in mente una lunga e intrigante storia su Ombrarossa. Anche Yoona è un bel personaggio, ottimo per un libro per ragazzi.

• Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo.

Yoona ha l’innocenza dei bambini, e quel tipo di intelligenza e di sensibilità che riesce sempre a meravigliarti;
Farnel è un simpatico furfante. Una figura positiva nonostante viva di espedienti. Un antieroe;
Ombrarossa ha una personalità complessa. Non è l’eroina super forte e invincibile, ma ha uno spirito indomabile che la porta a raggiungere risultati spesso impensabili;
Leontyne ha 500 anni e un’eredità emotiva pesante, ma riesce sempre a rinnovarsi positivamente pur rimanendo la stessa;
Ria è fuoco. È il mio personaggio più semplice e diretto.

• Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?

Yoona, Ria, Holais e compagnia sono per ragazzi di tutte le età, mentre Ombrarossa e Leontyne sono più adatte, per contenuti e futuri sviluppi, a un pubblico adulto.

• Che tipo di linguaggio ha scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?

Ho cambiato stile di proposito a ogni racconto. Le storie sono state un modo per mettermi alla prova, stilisticamente ed espressivamente parlando, e capire cosa funziona meglio.

• Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

Non ho pretese di riuscire istruttivo, ma si, mi sforzo di inserire elementi tratti dalla mia personale visione del mondo. Mi diverto anche a inserire riferimenti, diciamo, misteriosi: Leontyne, per esempio, è una miniera.

• Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

A volte ho la fortuna di avere in mente una storia e posso dedicarmi subito alla stesura. Altre volte, invece, scrivo un incipit e poi provo a vedere che cosa ne viene fuori. Quest’ultimo metodo, di pura scrittura creativa, dà dei buoni risultati alcune volte, ma butto via anche un sacco di roba. L’importante, comunque, è scrivere sempre, anche se a fine giornata cestini tutto.

Presentazione dell’autore
Maurizio Matassi nasce a Torino nell’ottobre del 1967. Da sempre appassionato di letteratura fantastica, si dedica assai presto alla scrittura, pur limitandosi alla stesura di avventure, più o meno articolate, per Dungeons & Dragons.
Nell’estate del 2010 si lascia definitivamente alle spalle il gioco di ruolo e inizia a dedicarsi attivamente alla narrazione: dopo il suo primo racconto di carattere fantastico – umoristico Robot e sortilegi, incluso nella raccolta Robot ITA 0.1 della Editrice Scudo di Bologna, pubblica ancora con la medesima casa, in una raccolta denominata E-Heroes, Leontyne, che presenta una super eroina all’americana ma dal sapore molto europeo. La protagonista del citato racconto è stata in seguito selezionata per essere inclusa in un progetto editoriale a fumetti, poi concretizzatosi nell’albo E-heroes, l’alba dei super villains edito dalla Cyrano Comics di Verona.
Nel 2014, in occasione della convention Vaporosamente di Torino presenta una favola per ragazzi intitolata La bacchetta dei sogni, di marcata impronta Steampunk, resa disponibile al pubblico in forma di autopubblicazione un anno più tardi. Sempre in tema Steampunk –
Vittoriano, pubblica un piccolo manuale di ricette di epoca risorgimentale, dal titolo Victorian Secrets. Entrambi i volumi escono sotto lo pseudonimo di Aaron Matthews, che contraddistingue la sua produzione dedicata al genere Steampunk.
Nel 2015 pubblica, ancora per i tipi della Editrice Scudo, la sua prima opera: L’Alba di Kelheva, un libro di racconti fantasy rivolto a un pubblico di tutte le età. Lo stesso anno due suoi racconti compaiono nella pubblicazione, di carattere benefico, Penny Stempunk, che include opere di Carlo Tonani e Augusto Chiarle, fra gli altri. I racconti, intitolati Gli occhi dell’eternità e Ospite
d’onore, di genere horror – steampunk, riscuotono un buon successo di pubblico.
È ancora presente sulle pagine di Penny Steampunk, insieme ad autori del calibro di Bruce Sterling, nel 2016 con il racconto horror L’infezione, e nel 2017 con un altro racconto, L’ultima caccia.
É attivo sulle pagine facebook dedicate alla sua produzione fantasy e steampunk, nonché sul sito http://steamwriter.altervista.org/, dedicato alla scrittura di genere.

Chi ha letto questo romanzo lo promuove per

Esprimi il tuo parere e scopri quali voci hanno scelto gli altri lettori!

Precedente Arcani maggiori Successivo Il Battito del Tempo