Silfrida, la schiava di Roma

 

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  • Lunghezza stampa: 225
  • Editore: Delos Digital (14 marzo 2017)

 

SINOSSI

Silfrida è una giovane donna Gota, venduta come schiava dagli usurpatori dell’Imperatore Teodosio e poi adottata da una coppia di romani che abita nei pressi di Verona, sulla via Postumia. È timida e timorosa, la evitano tutti a causa della sua origine barbara. Ma il Fato è in agguato e la sua vita verrà sconvolta per sempre. Il Padre che credeva perduto è il temibile Alarico, a capo dell’orda di barbari che invade il nord Italia. Partirà alla sua ricerca accompagnata da un giovane e valoroso guerriero Goto. Ma i legionari romani sono sulle loro tracce, la battaglia del Tanaro incombe. Riusciranno i due giovani a coronare il loro sogno d’amore e ritrovare Alarico?

 

ABSTRACT

Impero Romano 401 d.c. Silfrida e Ghiveric sono due giovani Goti che si amano in cerca della loro gente in un territorio che non conoscono, mentre l’epica battaglia sul Tanaro si avvicina.
A.D. 394

Settembre, nei pressi del fiume Frigidus

C’era una quiete innaturale in quella terra boscosa, rotta solo dal lontano scroscio del fiume impetuoso. Tutti gli animali della zona erano fuggiti all’arrivo degli eserciti. L’astro infuocato era appena sorto quando Alarico si guardò intorno, prima dell’inizio della battaglia. Era un po’ nervoso, incerto sull’esito: la posta in gioco era molto alta. In lontananza intravedeva l’esercito di Eugenio, l’usurpatore. Presto i suoi Goti, affiancati ai Romani comandati dal magister utriusque militiae Stilicone e i milites romani nemici si sarebbero scontrati, decidendo le sorti dell’Impero Romano.
– Attaccate! – comandò Stilicone ad Alarico.
– Gli esploratori non sono ancora tornati a riferirti com’è il terreno, magister Stilicone – protestò seccato il capo dei Goti. – Non voglio inviare i miei uomini allo sbaraglio.
I cavalli avrebbero dato il meglio solo su un terreno pianeggiante; se li avessero lanciati al galoppo sulle colline, i nemici li avrebbero trucidati.
– Non ne abbiamo il tempo. Il nemico è troppo vicino. Avanzate! – ordinò ancora l’ufficiale romano. Gli occhi grigi di Stilicone luccicarono sinistri e il magister gli apparve come un lupo in caccia.
Vuole indebolire le truppe di Eugenio a nostro discapito.
Un sibilo di malcontento uscì dalle labbra di Alarico ma, nonostante l’inquietudine, intimò ai suoi guerrieri di avanzare verso l’avversario. Iniziò il barritus di guerra, il grido terrificante che i Goti utilizzavano per spaventare il nemico. Per rendere il suono più agghiacciante si mise lo scudo sulla bocca, imitato subito da tutti i suoi uomini. Un rumore, come di tuono, riempì l’aria nei pressi del Frigidus. Tuttavia i leoni di Flavio Eugenio non fuggirono in preda al terrore.
– Carichiamo! – impose ai suoi guerrieri, squadrandoli uno per uno quando il canto terminò.
Nonostante la vista degli avversari caduti ai suoi piedi, ad Alarico fu subito chiaro che i pagani di Eugenio avrebbero vinto, in quel giorno di sangue. Stava combattendo accanto a Wulfla e Oderic, due dei suoi più valenti e robusti guerrieri, falciando i nemici come un contadino le spighe di cereali, ma i combattenti dell’usurpatore si stavano difendendo con valore.

 

BIOGRAFIA DELLAUTRICE
Isabel Greenwood è lo pseudonimo di un’autrice che ha all’attivo già numerosi racconti, romanzi e partecipa spesso a concorsi letterari.
È da sempre appassionata di Storia italiana: Impero Romano, alto e basso Medioevo, Rinascimento. Con il suo ultimo romanzo ha deciso di mettersi in gioco con un’opera più romantica.

LINK: il romanzo è pubblicato dalla Delos Digital (nella linea Odissea Romantica)

BOOKTRAILER

 

 

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SCOPRIAMO I SEGRETI DELLA TRAMA E DEI PROTAGONISTI

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  • Isabel, quando hai progettato questa storia?

Circa due anni fa, forse tre contando i saggi letti prima d’iniziare.

 

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente? Hai qualche modello di riferimento, per scriver romance storico?

Quando ho iniziato a tratteggiare la trama di Silfrida, stavo terminando di leggere Quo vadis, un romanzo storico e sentimentale ambientato nel I secolo D.C., una storia d’amore travagliata tra una Licia e un Romano. Con Silfrida ho cercato di creare un’atmosfera simile, anche se il mio romanzo è ambientato nel V secolo e sia i Goti che i Romani erano cristiani.

Silfrida la schiava di Roma è il mio primo romanzo sentimentale, con la presenza di molta azione (la battaglia sul Tanaro e sulla via del Brennero) e fughe.

 

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

L’ ambientazione è storica. Ho cercato di essere realista sia nelle scene di battaglia, sia nelle fughe e nelle dichiarazioni d’amore. Spero di essere riuscita a far immedesimare il lettore in un’epoca così antica.

 

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

Silfrida è una giovane donna gota, bella come un’antica dea greca, disprezzata dagli abitanti del suo villaggio. Per questo è timida, introversa e un po’ paurosa, ma capace di atti di coraggio se messa alle strette.

Ghiveric, invece, è un feroce e burbero guerriero goto, che desidera compiacere Alarico, ma anche generoso e protettivo verso l’innamorata.

Alarico è il re dei goti, molto intelligente ma anche sconsiderato e desideroso di ottenere dall’Imperatore Onorio un riconoscimento militare e della terra da coltivare e chiamare casa.

Stilicone, magister utriusque militiae romano, filobarbarico e non interessato a sterminare i Goti, ma desideroso di annetterli nell’Impero e usali nelle legioni.

 

  • Che cosa desideri comunicare al lettore, con questo romanzo? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

Cos’è il coraggio? Anche una pecorella diventa un lupo per difendere i suoi piccoli. Così si comporta Ereleuva, la moglie di Alarico, e così di comporta Silfrida per aiutare Ghiveric durante il viaggio. Cosa non siamo capaci di fare e sopportare per amore.

Grazie, Isabel, per il tempo che ci hai concesso.
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