Un po’ di follia in primavera

Un po’ di follia in primavera

La serie dell’Allieva

di Alessia Gazzola

 

  • Longanesi
  • Release Date: settembre 26, 2016
  • Editore: Longanesi
  • ISBN: 9788830447035
  • Lingua: Italiano
210 pagine
4 – 5 ore di lettura
57,000 parole in totale

«Alessia Gazzola si conferma la regina del medical thriller italiano.»
la Repubblica

«I romanzi di Alessia Gazzola sono, per me, un bel cartoccio di patatine fritte cucinate a regola d’arte, croccanti e dorate, che dalla prima all’ultima pagina ti regalano una bella bolla di problemi altrui di cui impicciarti con l’implicita autorizzazione di chi te li racconta.»
TTL – La Stampa – Marco Malvaldi

«Alessia Gazzola è una scrittrice di incredibile talento. Grande tensione psicologica e un ritmo travolgente, vi terrà svegli tutta la notte!»
Jeffery Deaver

«Scritto bene, intelligente e fa morir dal ridere.»
Luciana Littizzetto

 

Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

La serie dell’Allieva:

L’allieva
Un segreto non è per sempre
Sindrome da cuore in sospeso
Le ossa della principessa
Una lunga estate crudele
Un po’ di follia in primavera
Arabesque
Il ladro gentiluomo

Guarda nella tua mente; cosa vedi?   
Tuffati, non temere il flutto tenebroso;
canta tra i flutti, e cogli per me perle;
sempre più in fondo; e troverai la luce.

Charlotte Brontë

La vita è sogno

 Ho sognato che il tempo era tornato indietro, in un inverosimile rewind.

Nuovamente non sapevo cosa fare della mia vita, proprio come quando, poco prima di laurearmi in Medicina, stavo per dire ai miei che mollavo tutto per una strada alternativa e imprevista, che certamente li avrebbe delusi. Quello stesso giorno, però, avevo un appuntamento con il mio destino e ogni cosa è cambiata: alla fine, mi sono laureata e sono diventata una specializzanda in Medicina legale.

Oggi, che il mio corso di studi volge quasi al termine, sento già la nostalgia per i luoghi che non ho ancora lasciato. Luoghi fisici e luoghi della mente. Il laboratorio, la mia stanza, la biblioteca. Tra poco non mi apparterranno più, sempre ammesso che i luoghi possano davvero appartenerci. Provo una sensazione di perdita incombente e, forse per questo, sogno.

Sogno spesso di ripartire e di ricominciare, come se tutto fosse ancora da vivere e da fare. Ma se non altro il risveglio è dolce, perché se molte cose nella mia vita sono ancora oscure, almeno una è chiara, chiarissima e gioiosa.

Arthur dorme accanto a me. Il mio inafferrabile reporter giramondo ha svuotato la valigia e l’ha posata nel ripiano più alto dell’armadio, se non per sempre, almeno per tre settimane di seguito, il che è davvero un grande risultato.

È accaduto un avvenimento impensabile fino a qualche tempo fa: siamo diventati una coppia. O forse dovrei dire che siamo tornati a esserlo? Lo siamo mai stati? Ma soprattutto, mi chiedo mentre osservo il suo profilo tenuemente illuminato dalla prima luce della mattina – quando tutto in casa è ancora silenzioso, quando ogni cosa di lui mi riconquista per l’ennesima volta –, siamo davvero felici?

«Elis. Chiudi le finestre. I just wanna sleep» mormora nel sonno.

«Vado in Istituto» lo avviso in un sussurro.

«Torni tardi?»

«Non lo so. Ma tornerò molto puzzolente.»

Lui si copre la testa bionda con il cuscino mentre il famigerato Cagnino mi ha già rimpiazzata sul letto. Due minuti dopo entrambi dormono come due gattini sazi di latte. Li guardo con un pizzico di invidia e mi trucco appena, allaccio le scarpe da uomo che adesso vanno tanto di moda e scappo a prendere la metro.

 ***

In ritardo come al solito, approdo in Istituto. È gelido, non solo perché come al solito i caloriferi sono guasti, ma anche perché la più orribile delle donne ne è ormai il capo da quando il vero Supremo è andato in pensione, abbandonandoci tutti in una valle di lacrime. Ed è il caso di dirlo: il potere, alla Wally, ha dato alla testa. Si è tinta i capelli di biondo e lacca le unghie con smalti di colori improbabili. E, nemmeno a dirlo, è più crudele che mai. A volte ho la sensazione che sia solo una rappresentazione, una costruzione di un personaggio, perché non si può essere così implacabilmente spietati. Cioè si può, e infatti esistono i serial killer, categoria alla quale la suddetta professoressa Valeria Boschi sembra avvicinarsi sempre di più. I primi tempi era talmente acida che credevo scherzasse e invece no, niente affatto, e negli anni l’ho capito a mie spese. Adesso la Wally ha una fedelissima allieva che sta plasmando a propria immagine e somiglianza, che sin da quando era appena una neoarrivata animata dall’entusiasmo dell’internato si è distinta per svariati episodi di secchionaggine spinta all’estremo. È Erica Lastella, la perfezione a prova di zeppola, già studentessa modello ora specializzanda rampante, cocca della megera e purtroppo non solo sua…

«Alice Allevi. Riusciresti ad arrivare in ritardo anche il giorno del giudizio.»

Lui, così dannatamente bello, così invariabilmente sadico. Lui, il pavor nocturnus delle giovinette del sesto anno, il principe della sala settoria, l’incarnazione della voluttà.

In altri termini, Claudio Conforti, aka CC.

«Buongiorno, Claudio. Ah, ciao Erica» dico accorgendomi poi della specializzanda piattola che non lo mollerebbe nemmeno se il Morgagni in persona tenesse una lezione di anatomia patologica a suo esclusivo beneficio.

«In obitorio è già tutto pronto per l’autopsia di oggi. Ci sono dieci interni da demoralizzare e ho pensato che un bel cadavere in fase colliquativa fosse il modo migliore per farli rinunciare alla specializzazione.»

«Certamente rinunceranno al pranzo.»

«E speriamo non solo a quello. Vatti a cambiare e non metterci troppo o inizio senza di te.»

C’è da ringraziare il cielo per i tipi come Claudio Conforti, da cui sai sempre cosa aspettarti – è stronzo, insensibile e anche un po’ maiale. In tal senso posso affermare, anche se può sembrare un paradosso, che uno come CC è persino rasserenante.

«Dimenticavo» dice, quando è già arrivato alla porta, «hai preparato un elenco di spunti per il nuovo articolo? Non scrivi da mesi; il fatto che tu ti stia specializzando non ti esonera, o almeno, io non me lo dimentico.»

«No, no, certo. È tutto pronto. Finita l’autopsia ne parliamo, promesso.»

Lui sorride come se non ci credesse affatto. «Le tue promesse, Alice… lasciamole perdere. Ne fai tante e non ne mantieni nessuna. Quanto alle tue idee… Spero sia meglio di quella sul ruolo dello starnuto come causa degli incidenti d’auto…» osserva stringendo gli occhi in un’espressione malefica.

«Ma perché, ho notato soltanto io che quando si starnutisce si perde il controllo del mezzo?»

«Mi rendo conto che le tue capacità alla guida sono così scarse da essere messe in crisi anche da uno starnuto. E comunque, ovviamente la risposta è sì, l’hai notato solo tu.»

Be’, se non altro ho idee poco convenzionali. Mi blocca mentre ho la bocca già aperta per rispondere. «A dopo» chiude secco, con un sorriso che reclama l’ultima parola.

 

L’autrice

Alessia Gazzola, medico chirurgo specialista in medicina legale, è nata nel 1982 a Messina. L’allieva è il romanzo con cui nel 2011 ha esordito nella narrativa e che ha fatto conoscere e amare al pubblico italiano, e a quello dei principali Paesi europei dove è uscito, un nuovo e accattivante personaggio, Alice Allevi. Alice è ancora al centro dei romanzi Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014) e Una lunga estate crudele (2015).

Nel 2016 ha pubblicato Non è la fine del mondo.

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