Sua Altezza

Sua Altezza

di Ellie Clivens

 

316 pagine
6 – 7 ore di lettura
86,000 parole in totale
Data di uscita: 16 dicembre 2020
ISBN: 1230004384755
Lingua: Italiano

Romanzi d’amore, Suspense Romantica Umorismo, Romanzi contemporanei

Disponibile su Amazon e Kobo.

 

Care lettrici, vi attendono gli ex Navy SEALs della Global Security e i loro amici. Buona rimpatriata!

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Sintesi

Quando il tuo migliore amico ti chiede di assumere suo nipote come stagista, tu non hai scelta: accetti all’istante. La pensa così lo sceicco Zayd bin Adham Al-Nassib, indiscusso astro di Wall Street, nonché noto maschilista gelosissimo della sua privacy. Purtroppo per lui, il fantomatico nipote si rivela in realtà una ragazza dal caratterino impossibile e la bellezza mozzafiato, senza contare che qualcuno ha pensato bene di piazzargliela in casa. Rispedirla al mittente non funziona; ignorarla, nemmeno. Tra sistemi di sicurezza violati, furiose litigate, sontuosi galà e incontri proibiti consumati nei luoghi più improbabili, Zayd si troverà a dover proteggere Melanie non solo dalla curiosità dei media, ma anche da chi tenta di rovinarlo. Disgraziatamente, il nostro peggior nemico è a volte la stessa persona che ci guarda ogni mattina dallo specchio, e Sua Altezza finirà per scoprirlo a proprie spese…

Dopo “Missione Amore” e “Strike di Cuori”, ecco un nuovo romanzo autoconclusivo che intreccia il mondo delle società di sicurezza private con quello dell’alta finanza, in un mix di avventure, segreti e ardenti passioni condito d’umorismo.

 

UN ESTRATTO

Capitolo 1

 

New York, 22 settembre 2018

«Oh, ti prego, ti prego! Sì… così… infilati dentro… Dai!» ansimò una suadente voce femminile a lui del tutto sconosciuta.
Sua Altezza lo sceicco Zayd bin Adham bin Rashid Al-Nassib si bloccò esterrefatto a un passo dalla porta da cui era filtrata quell’indecente implorazione.
Che diavolo stava succedendo?
D’accordo, era rimasto a Hong Kong per quindici giorni, ma nel frattempo la sua società non poteva essersi trasformata in una succursale di Sodoma e Gomorra!
Erano quasi le undici di un piovoso sabato sera e agli ultimi piani della Glass Tower, da lui acquistata cinque anni prima, non avrebbe dovuto trovarsi nessuno, eccetto gli addetti alla sicurezza.
Invece, a quanto pareva, due fra i solerti impiegati dell’A.N. avevano avuto la brillante idea di scegliere il suo ufficio per un selvaggio rendez-vous a luci rosse, e chissà come gli stavano riducendo il divano!
Eh, no, col cavolo!
Fuori dalla grazia di Dio, Zayd mollò la ventiquattrore e spalancò il battente, pronto a scagliarsi sugli amanti, ma inchiodò allibito davanti al più inaspettato degli spettacoli: una donna sola soletta, nonché completamente vestita, se ne stava a quattro zampe sotto la sua scrivania, esibendo un notevole, anzi, uno stratosferico lato B inguainato in una tuta.
Il tempo di registrare un lontano botto, seguito da uno strozzato «Ahia!», e la mente gli tornò operativa.
Quant’era stato idiota a non capirlo subito! Lì non c’entravano un’acca gli incontri clandestini tra colleghi: l’intrusa era senza dubbio una spia mandata a piazzargli qualche cimice in ufficio, e dieci a uno non si trattava nemmeno della prima volta.
Ecco da dove veniva la recente fuga di notizie che lo aveva costretto ad anticipare il rientro!
D’un balzo, raggiunse l’infame, intenta a uscire carponi da sotto la scrivania. Che si stesse strofinando la testa dopo una palese capocciata non lo impietosì minimamente: con un ringhio furioso, si diede lo slancio e le atterrò sopra, spiaccicandola sul tappeto.
La reazione fu uno squittio impaurito, accompagnato da una gomitata che per poco non gli incrinò le costole.
All’inferno! La delinquente sapeva il fatto suo, non era una sprovveduta, ma non lo era neppure lui: Blade e gli altri Navy SEALs della Global Security – la società incaricata di proteggerlo – lo avevano preparato ad affrontare qualsiasi minaccia.
Due rapide mosse e bloccò la criminale, rendendo vani i suoi sforzi per sfuggirgli.
Purtroppo, il continuo dimenarsi di un certo sederino non l’aveva lasciato indifferente: in barba alle quattordici ore di volo, il corpo gli rispose con un’immediata, imbarazzante erezione.
Seccatissimo per quell’inammissibile mancanza di controllo, Zayd masticò una sfilza d’imprecazioni nello stesso momento in cui la sua prigioniera s’immobilizzava, esalando un ansito soffocato.
Magnifico! S’era accorta pure lei della clava che d’un tratto le premeva addosso. Se Jeep e Bash – i buontemponi della Global Security – fossero stati lì, si sarebbero spanciati dalle risate, prima di scattargli una foto da trasmettere ai commilitoni per beffeggiarlo in eterno. Fortuna che…
Un improvviso piagnucolio lo distolse da quei foschi pensieri, riportandolo alla realtà. Perché la giovane Mata Hari aveva cominciato a rantolare come se le mancasse l’aria? La stava forse schiacciando? Vabbe’, era un uomo grand’e grosso, mentre lei sembrava un affarino delicato, però…
«No… No, la prego… la prego… non mi faccia del male… Non mi tocchi…» la sentì supplicare col respiro che le usciva rotto dai polmoni, quasi questi non le funzionassero a dovere, paralizzati dalla paura.
Perché sì, l’esile spia aveva paura. Anzi, peggio ancora, era proprio terrorizzata, e non dall’idea d’essere stata colta con le mani nel sacco: a spaventarla a morte era lo spettro di uno stupro.
Appena se ne rese conto, Zayd schizzò in piedi allontanandosi. Dopodiché si sfregò la nuca, senza saper bene come procedere, una cosa per lui davvero insolita. Era un dannato miliardario dall’aplomb leggendario, appreso nelle migliori scuole private del mondo; possedeva e gestiva una società finanziaria dai fatturati astronomici, raggiunti affrontando ogni giorno caterve d’imprevisti, eppure niente di tutto questo, al momento, gli era del benché minimo aiuto.
Impotente, se ne stette a osservare la fonte del suo sconcerto che si rannicchiava in posizione fetale, col corpo squassato dai singhiozzi.
E adesso?

 

 

 

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