Missione Amore

  Missione Amore

  • Lunghezza stampa: 318
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B07B7717N7

 

La formula di Ellie Clivens: indagini, vecchi segreti, parenti impiccioni e spassosi battibecchi

 

SINOSSI

Una busta da consegnare: questo l’unico favore richiesto dal capo in cambio di una vacanza. Liberty Sullivan non ha esitazioni nell’accettare, tanto più che New York le pare il posto ideale per un certo… progettino cui tiene parecchio. Purtroppo, niente va come previsto: non solo il destinatario della lettera risulta essere uno scorbutico gigante assai poco cordiale e parecchio distraente coi suoi muscoli in bella vista, ma, un attimo dopo averlo incontrato, tutt’intorno a loro si scatena l’inferno tra raffiche di mitra e schegge che volano ovunque. Sarà Raul “Blade” Gutiérrez, ex Comandante dei Navy SEALs, a portarla in salvo. Peccato che lui la creda un’esca assoldata per ucciderlo, trattandola di conseguenza. Fra indagini, vecchi segreti, parenti impiccioni e spassosi battibecchi, Libby, con la sua dolce innocenza, finirà per toccare il cuore indurito di Blade, ma entrambi si ritroveranno presto a fronteggiare uno spietato nemico che trama nell’ombra…
 
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UN ESTRATTO

 «Il mio nome è Libby… volevo dire Liberty Sullivan, e sono nata in un paesino sulle Madonie, Nicareddu, ma da anni vivo a Palermo, nel convento della Vergine Addolorata.»
¡Diablos!» imprecò il cavernicolo, fissandola stralunato. «Sei una mezza suora?»
No, sul serio? Prima la scambiava per una lesbica – e fin qui passi (in giro si trovavano delle lesbiche davvero cool) – ma ora arrivava addirittura a darle della suora.
Della S.U.O.R.A! Il suo ego non si sarebbe mai ripreso…
«Io non sono una monaca!» protestò, incerta se partire lancia in resta spiattellando i dieci… no, cinque… ehm, facciamo due tratti di lei che la distinguevano dalle spose di Cristo, o limitarsi a piangere. Decise saggiamente per l’opzione meno umiliante. «Mi piacciono i bei vestiti e pure gli uomini: ti sembrano robe da monaca?»
Lui la studiò, dubbioso. Dio, quando ci si metteva, c’era da preoccuparsi. Chissà con cosa se ne sarebbe uscito adesso. Forse l’avrebbe accusata d’essere una Madre Superiora in incognito, fuggita dal chiostro per godersi un assaggio del… chiamiamolo “frutto proibito”, quello – per intenderci – nascosto sotto la foglia di fico.
«Se vivi in un convento, sei una brava ragazza, eccetera eccetera, perché stasera ti sei conciata come una zoccola?»
Zo… zoccola?! Che qualcuno le procurasse una lametta per tagliarsi le vene! Anzi, no, meglio tagliarle all’ignorantone a totale digiuno di moda.
«Rimbambito!» gli ringhiò, furibonda. «Un Versace non potrebbe mai e poi mai passare per una mise da zoccola.»
Gesù, altro che donna di malaffare! Tra un po’ sarebbe scesa di un ulteriore gradino sulla scala della perdizione trasformandosi in un’assassina. Con tutte le attenuanti a suo favore, le avrebbero dato sì e no un annetto di carcere, che non fossero addirittura i domiciliari. Ne sarebbe valsa la pena.
«Dolcezza, fidati: quest’abito (o, meglio, questo scampolino di tessuto) urla “Sgancia la grana e sono tua” a qualunque maschio ti passi accanto.»
«Idiota! Dieci a uno, non riconosceresti la differenza tra una seta pregiata e il poliestere.» «Sarà, ma capisco la differenza tra un abbigliamento normale e uno concepito per mandare messaggi non proprio subliminali» concluse l’imbecille.
Il peggio era che stava iniziando a farle sorgere dei dubbi. L’aveva veramente scambiata per una squallida meretrice? E lei che era convinta d’essere al top dell’eleganza, seppur con un pizzico di pepe!
«L’anno scorso è stato il capo più ammirato sulle passerelle…» mormorò abbacchiata, la sicurezza in se stessa che le crollava al pari delle spalle.
«Tesoro, al minimo respiro, ti sbucava fuori tutto» le fu spiattellato in faccia con brutale franchezza.
«Credimi, ho parecchio apprezzato lo spettacolo, ma in un locale ti avrebbero arrestata per oltraggio al pudore.»
Libby sentì la pressione schizzarle a mille. «Oh, Signore! Mi… mi avresti… mentre ero… ero priva di sensi…?»
Il pervertito storse la bocca. «Per tua informazione, non sono incline alla necrofilia. Le donne mi piacciono belle sveglie, non più di là che di qua.»
Ecco, con questo poteva considerarsi raggiunto il punto più basso nella carriera di qualsiasi femme fatale: essere giudicata appetibile quanto un cadavere. Santa Rosalia, sarebbe mai finita quella disastrosa giornata? Purtroppo, qualcosa le diceva che i suoi guai erano appena cominciati…
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Conosciamo ELLIE CLIVENS

Quarantacinquenne, vive col marito, il figlio e una cagnolina scatenata a Verona. Laureata in Economia e Commercio, ha lavorato per qualche anno al Provveditorato della locale Azienda Ospedaliera, prima di approdare come consulente nello studio legale di quello che sarebbe diventato la sua dolce metà. I suoi maggiori hobby sono il giardinaggio e la lettura, passione – quest’ultima – ereditata dalla bisnonna materna, insieme a tutta la sua nutrita biblioteca.

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Della stessa autrice, in questo blog: Lady Dreams
 
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