101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato

101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato
Marina Minelli

 

Editore: Newton Compton
EAN: 9788854144095
Illustrazioni di Arianna Robustelli
Prima edizione ebook: giugno 2012
Tascabile € 5,02
€ 2,99

Le figlie e le sorelle dei sovrani sono un semplice oggetto di scambio, se non addirittura degli ostaggi; mogli e madri ancora adolescenti, esse riescono a ritagliarsi uno spazio solo se dotate di una personalità fuori dell’ordinario

 

SINOSSI

I destini e le fortune di 101 personaggi femminili che hanno attraversato la storia dell’Europa dal Medioevo ai giorni nostri. I grandi eventi qui lasciano il posto ai momenti privati, alle storie intime grazie alle quali è possibile conoscere la vita, i drammi, le inquietudini morali, amorose e anche religiose di un universo femminile da sempre tenuto in scarsa considerazione. Giovanissime mogli e madri, oggetto di scambio, pedine sullo scacchiere della diplomazia, queste principesse si sono ritagliate uno spazio perché dotate di una personalità fuori dell’ordinario. 101 storie diverse, ma legate da un fil rouge: l’attenzione al singolo individuo e alle sue emozioni all’interno di un grande contesto europeo. 101 vicende emozionanti, tristi, romantiche, tragiche, ma appassionanti come un romanzo, che riportano in primo piano molte donne dimenticate nelle pieghe della storia ufficiale.

 

Introduzione scritta dall’autrice

Partiamo da un dato di fatto: le famiglie reali sono da sempre la mia passione. Non c’è un inizio, è così e basta da quando a otto anni ho acquistato un libro per bambini pubblicato da Mondadori Grandi regine di Giuliana Pistoso, che con l’occasione sentitamente, seppur in ritardo, ringrazio.
Ho anche studiato storia, a Bologna, ma data l’epoca i personaggi reali non avevano molto appeal e così il mio interesse è rimasto appunto confinato al rango dei simpatici hobby. Sono diventata una giornalista, ho scritto di tutto (politica, nera, cronaca, ambiente, spettacoli), ho lavorato in uffici stampa, per politici e istituzioni. Ma ho sempre raccolto libri, foto, documenti, vecchie riviste (e infatti oggi sono la felice proprietaria di una collezione molto interessante e anche di un certo valore), insomma di tutto e di più, cercando di non farmi notare. Tema non gradito, argomento non abbastanza colto, anzi decisamente troppo popolare, ma in senso negativo.
Poi ho deciso di farla finita e nel gennaio del 2009 ho creato il sito www.altezzareale.com, il primo in Italia interamente dedicato ai royal e alle loro vicende più o meno segrete. Così ho detto definitivamente addio a ogni speranza di riservatezza sulle mie “inclinazioni”, ma nello stesso tempo ho scoperto che moltissime persone condividono questa passione. Persone insospettabili, serissime, colte, giovani, meno giovani, ma tutte enormemente incuriosite dal mondo dei royal attuali o dalle storie dei reali del passato. Sarà perché ognuno di noi è cresciuto a forza di Cenerentole e di Principi Azzurri, sarà per il fascino che esercitano castelli, diademi, corone, manti di ermellino e rituali più o meno secolari? O forse semplicemente perché le regine sono sempre e comunque molto meglio delle veline?
Oggi AltezzaReale.com gode di ottima salute, è ben posizionato nei motori di ricerca (viene persino – e immeritatamente – prima del romanzo omonimo di Thomas Mann), i post sono pieni di commenti, la community è piuttosto vivace e i lettori dimostrano di apprezzare i temi scelti, il tono e lo stile del sito.
Non è stato semplice trasferire sulla carta quello che era nato per uno spazio web, sia per questioni di stile e lunghezze, ma anche perché è stato necessario fare delle scelte drastiche. Tutto? No, meglio solo qualcosa, ma cosa? A quel punto mi sono resa conto che quasi inconsciamente per due anni ho scritto soprattutto di donne e quindi la selezione si è quasi fatta da sé.
Tutte queste donne reali, teoricamente privilegiate rispetto alla massa delle figlie di Eva che nella storia – anche recente – ha lasciato tracce davvero poco significative, sono comunque per un puro e semplice motivo “di genere”, condannate praticamente a non esistere come individui.
Ciascuna di queste signore ha avuto, per un verso o per un altro, vita ed esperienze sicuramente poco comuni, ma nessuna di loro è potuta sfuggire alla gabbia e alle costrizioni della condizione muliebre. Le figlie e le sorelle dei sovrani sono un semplice oggetto di scambio, se non addirittura degli ostaggi; mogli e madri ancora adolescenti, esse riescono a ritagliarsi uno spazio solo se dotate di una personalità fuori dell’ordinario o se nel frattempo il loro augusto consorte (o il padre o il fratello) è passato a miglior vita. Solo in epoche più recenti l’emancipazione tocca anche alle donne “reali”, il loro ruolo cambia, i matrimoni sono un po’ meno di interesse e si affacciano sulla scena principesse e sovrane che lasciano un segno forte.
Ad ogni modo qui i grandi eventi della storia ufficiale lasciano il posto alle storie intime grazie alle quali è possibile conoscere la vita, i drammi, le inquietudini morali, amorose e anche religiose di un universo femminile da sempre tenuto in scarsissima considerazione. Tante storie diverse insomma, legate da un fil rouge, l’attenzione al singolo individuo e alle sue emozioni all’interno di un grande contesto europeo.

 

 

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