DARK AMERICA: Paranormal thriller

DARK AMERICA: Paranormal thriller

  • Lunghezza stampa: 192
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  • Lingua: Italiano
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Dieci racconti ai limiti del reale e molto oltre. I variegati aspetti dell’umana follia.
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Estratto di uno dei racconti contenuti nella raccolta:

 

IL SURFISTA

“Scese nella sala macchine. Esattamente come quand’era bambino, avvertì una sensazione di chiuso, di pericolo incombente. Quei macchinari complicati e per lui astrusi gli incutevano disagio. Cercò la porta per uscire e si fermò un attimo, la mano sul pomello, le orecchie tese ad ascoltare uno strano suono proveniente dall’esterno.
Whoosh… whoosh.
Cosa diavolo è? Sporse fuori il capo e vide qualcosa di piccolo, simile all’ombra di un bambino evanescente che sembrava volare su un monopattino. Strizzò gli occhi e guardò meglio, pensando a uno spasmo oculare. No, non volava come gli era sembrato a prima vista, ma correva sul pavimento del corridoio, velocissimo. Si capiva che era un bambino, ma non era possibile cogliere nessun dettaglio della sua figura, neppure come fosse vestito. Cosa mi dice che si tratti di un bimbo? Lo so, e basta. La piccola ombra si allontanò e scomparve in fondo; Jan uscì dalla sala macchine e percorse il corridoio in cerca della risalita. In quel mentre, l’ombra ricomparve. Aveva evidentemente invertito il senso di marcia e veniva verso di lui.
Jan aguzzò gli occhi ma non riuscì a vedergli il viso, fatto di ombre come il resto. Si appiattì contro la parete per evitare l’impatto, ma lo spazio era molto ridotto e l’avrebbe colpito comunque. Sporse una mano in avanti e urlò: “Fermati!”
Ma non uscì nessun suono. L’ombra lo investì e passò oltre. Jan non avvertì nessun impatto. Nulla. Si voltò indietro. Ė passato attraverso il mio corpo! Deglutì, il cuore a tamburo. Chi sei? La mente confusa e incapace di connettere, aprì meccanicamente varie porte, senza sapere dove andare e cosa cercare. Trovò le cucine, l’infermeria, le cabine dei marinai, con le brande a castello a più piani agganciate le une alle altre con catene di ferro che pendevano dal soffitto, poi trovò una scaletta metallica e salì.
Whoosh, whoosh.
Eccolo di nuovo. Lo vide venire dal fondo, veloce come il vento. D’istinto, Jan aprì una porta e si rifugiò all’interno, chiudendosi dentro. Si trovò in una bella sala, molto più vasta degli altri locali, di certo riservata agli ufficiali. Era accogliente e ben arredata, con un lungo tavolo di legno lucido e alcune poltrone di pelle. In un angolo, una vecchia bandiera americana appesa a un’asta fissata al pavimento. Il suono era cessato e uscì circospetto. Appena fu nel corridoio, lo udì.
Whoosh, whoosh.
Si infilò dentro un’altra porta. Questa doveva essere la cabina del capitano o di un altro pezzo grosso. Vantava un vero letto, ampio e comodo, con lenzuola e coperte.
Avvertì subito una sensazione di freddo intenso; cominciò a tremare e a battere i denti. Le coperte del letto si sollevarono formando un monticello; da quel grumo prese forma un viso.
Quello di Alexa.
Questa volta, dopo il viso, si materializzarono le spalle, il torace, i seni e la figura intera. Il suo bel corpo snello e armonioso che ai tempi lo faceva impazzire. Ma c’era qualcosa che stonava in tanta bellezza: un ventre prominente da donna gravida giunta a termine appesantiva la sagoma che si ergeva in piedi sul letto, statuaria. Alexa lo fissava con occhi acuti, penetranti. Lo stava sfidando. La pancia, prima rotonda e compatta, cominciò a frantumarsi da sola: prima brandelli di pelle, poi di carne sanguinante, di dimensioni sempre maggiori, caddero sulle coperte sempre più fitti, macchiandole di rosso. Jan vomitò senza ritegno. Si vomitò sulle mani, sugli abiti, sul pavimento. Rischiò di soffocare nel suo stesso vomito.
“Questo è tuo figlio, Jan. Il figlio che hai rifiutato e che hai ucciso con me!”
“Noooo!” Scappò urlando, scivolando sul suo stesso vomito.
Nel corridoio udì di nuovo whoosh… whoosh….”

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE


Nata a Venezia, milanese d’adozione, Marialuisa Moro ha sempre avuto la passione della scrittura, che pratica intensamente a partire dal duemila.
Laureata in lingue, ha lavorato nel campo scolastico ed editoriale.
Ha scritto romanzi di genere thriller e noir (Donne cattive muoiono, Premonizione, Dietro la tela, Le montagne stanno a guardare, Storia di follia, Prigionieri dell’acqua, Zoccoli assassini, Girotondo, Incubo, Il peccato porta il tuo nome, Puzzle, Tarocchi, Orrore a Helsinki, Un piccolo scambio, Il pozzo di Alesund, Elli) di vita contemporanea (Io e Zdenka, L’età di mezzo, Questione di soldi) psicologici (Il quaderno) e paranormali (L’uomo sulla panchina), oltre che una raccolta di racconti raggruppati sotto il titolo: “Tu non devi crescere”.
Ha vinto due premi letterari: S. Margherita ligure – Franco Delpino con “L’età di mezzo” e il premio Minerva con “Vite sbagliate”, precedente titolo dell’attuale “Io e Zdenka”.
Le opere citate sono pubblicate in formato ebook (alcune anche in cartaceo) e acquistabili su Amazon kindle store.

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