IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE

 

IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE

 

Elizabeth Buchan

IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE

Un romanzo magnifico.

The Times

 

Titolo originale: The Museum of Broken Promises – Traduzione di Valentina Zaffagnini

Pagine: 392 – Prezzo: 18,60 € – Ebook: 9,99 €

In libreria dal 9 gennaio 2020

 

Entra in questo museo e scoprirai il passato. Il tuo passato.

 

Esiste un museo, a Parigi, dove non sono custoditi né quadri né statue. In questo museo si conservano emozioni: ogni oggetto – un vecchio telefono, una scarpetta bianca, un biglietto del treno – è infatti il segno concreto di un amore perduto, di una fiducia svanita, di una perdita. Cimeli donati da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore.
Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Poi capisce: lì, la gente è stata costretta a dimenticare cosa sia la libertà. Eppure qualcuno non si rassegna. Come l’affascinante Tomas, incontrato per caso a uno spettacolo di marionette. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove dovrà spingersi per avere salva la vita.
Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per aggiustare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie prendono nuovo slancio, spiccano il volo verso mete inaspettate. E magari ricuciono i fili strappati del destino. Come quelli che la legano a un uomo che aspetta solo un cenno per mantenere la sua promessa…

 

La sua vita non era del tutto completa. Probabilmente non lo sarebbe mai stata, ma non era male. Aveva la sua routine. Aveva il museo. In estate, il sole faceva brillare i tetti. In autunno le tegole erano lucide di pioggia, in inverno a volte orlate di brina, che le faceva sembrare decorate da Fabergé. Quasi tutto il resto restava identico nel corso dell’anno, e a Laure andava benissimo così. Voleva affacciarsi sulla stessa veduta, aprire gli stessi scuri e voltarsi verso le vetrine in cui era custodita l’inquietudine di chi cercava una conclusione. Potevano essere oggetti perturbanti. O commoventi. O divertenti. Quasi sempre lasciavano il segno. Non era insolito che un visitatore dicesse di avere provato un senso di déjà vu, osservando le vetrine. Alcuni confessavano di avere sentito una presenza nella stanza. Altri dicevano che gli oggetti sembravano avere un’anima, con tutta la sua imperfezione e il suo mistero. Si fermò a pulire una macchiolina sulla vetrina vicino alla porta e passò nella stanza accanto. La giornata era cominciata.

 

IL PARERE DELLA CRITICA

 

«Elizabeth Buchan scrive dell’amore giovanile con straordinaria tenerezza. Il museo delle promesse infrante è coinvolgente e scritto in modo splendido.» The Times

«Una storia scritta meravigliosamente e permeata dall’incanto del primo amore.» The Daily Mail

«Per molto tempo ho considerato Elizabeth Buchan una delle più grandi scrittrici contemporanee, e questo splendido romanzo lo conferma.» Peter James

«Semplicemente stupendo.» Elizabeth Fremantle

Elizabeth Buchan è nata a Guildford, nel Surrey, e si è laureata in Lettere e in Storia alla University of Kent. Ha lavorato a lungo come redattrice e editor per il gruppo Penguin Random House, prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Grazie al successo dei suoi racconti e dei suoi romanzi, è stata nominata madrina del Guildford Book Festival e della National Academy of Writing. Attualmente vive a Londra con il marito e i figli.

 

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