L’Arabesco

 

Sinossi

1821, Firenze – Torino

Tra l’incantevole Contessina Alida Alabardi, toscana di padre piemontese, e il fascinoso Marchese Raffaele della Spada, suddito sabaudo con tendenze liberali, scatta da subito una scintilla difficile da tenere sotto controllo. Lei è giovane, appassionata di politica e fedele alla casata austriaca degli Asburgo Lorena che guida il Granducato di Toscana. Lui è un nobile furfante, una testa calda, consigliere personale dei Savoia che preme perchè avvengano dei cambiamenti decisivi in Piemonte. In un’Italia risorgimentale scossa da mille tumulti, tra i magnifici scenari di una Firenze ottocentesca e le ambizioni politiche di Torino, si snoda la storia d’amore di due intelletti affini, due anime che si appartengono.

Un omaggio alla Grande Storia dell’Italia, troppo spesso dimenticata, ricca di episodi grandiosi e personaggi dalle vite rocambolesche.

 

ESTRATTO

“Non dovevate seguirmi”.
“Certo che sì, invece. Vi sentirete male, rientrate, non fate il bambino”.
“Avete suonato molto bene”.
“No, è una bugia. Suono male e lo so, l’artista era mia madre. Volete rientrare?”.
“Ho bevuto troppo, stavo prendendo aria”.
“Figuriamoci se un po’ di grappa vi può far sragionare…”.
“In realtà siete voi che mi fate sragionare, mignonne” pronunciò sensualmente sottovoce mentre con passo elegante e sicuro sfilò davanti ad Alida, immobile ed esterrefatta, per tornare in salotto. Rientrò anche lei custodendo nel cuore ciò che le aveva detto con studiata noncuranza. Arrossendo leggermente salutò gli ospiti, salutò suo padre, e annunciò che si sarebbe ritirata. Una volta in camera, non prese sonno subito. Le parole di Raffaele le solleticavano ancora le orecchie infondendole calore e una insana aspettativa. Lui stava solo intrattenendosi giocosamente si ripeteva tra sé… sì, doveva essere così.

 

Perché leggere il romanzo? Esploriamolo assieme all’autrice!

  • Buongiorno, Pitti, quando hai progettato questa storia?

Buongiorno a voi e grazie! Non c’è stato un vero e proprio progetto della storia. Avevo un’idea: ambientare una storia d’amore durante i moti carbonari del 1821. Mia nonna amava moltissimo i film degli anni 40-50 dove si omaggiavano i patrioti carbonari che avevano riscchiato tanto per l’idea dell’Italia unita e volevo ritornare a quel tipo di racconto. La trama della storia è venuta fuori da sola, e i personaggi sono emersi dalle pieghe della loro vicenda assumendo via via il mio carattere o il carattere delle persone che mi stanno vicine.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?

Mi sembra assurdo dire che sono ispirata da Tomasi di Lampedusa. Preferisco dire che Il Gattopardo è stato un libro fondamentale e mi ha instradato verso lo studio approfondito del Risorgimento italiano.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

Reale assolutamente. Non solo: i miei romance storici intrecciano le trame di mia fantasia ad avvenimenti storici reali. Ci tengo molto a far emergere anche i personaggi che sono stati davvero protagonisti delle vicende che narro e per questo mi documento con biografie e saggi. Il mio è un modo per rivedere la storia da un’angolazione differente: di solito si studia per grandi avvenimenti, suo banchi i libri ci narrano della Grande Storia fatta da pochi personaggi. Io invece prendo una lente d’ingrandimento e narro le piccole storie personali dei miei protagonisti rendendo la Grande Storia soltanto uno sfondo di narrazione.

Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?
L’Arabesco è una duologia: la storia d’amore di Alida e Raffaele si sviluppa durante la loro vita e io ho catturato gli anni tra il 18210-21 e il 1830-31, gli anni dei moti carbonari. La gli episodi duologia a sua volta rientra in una serie intitolata “D’amore e d’Italia” che vuole ripercorrere le tappe più importanti del processo di unificazione dell’Italia.

  •  Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

Alida è una fiorentina colta, intelligente, mondana quanto basta ad aver fatto girare la testa all’erede del Granducato di Toscana. Raffaele è una testa calda, un furfante ribelle e intraprendente. E’ un politico smaliziato ma anche idealista e coriaceo nel perseguire i propri ideali.

  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?

Mi piacerebbe che i miei libri rendessero più interessante la storia per i ragazzi, maschi e femmine, delle scuole superiori che la studiano poco volentieri. In realtà mi rendo conto che i miei libri sono romance, quindi tendenzialmente interessano più ad un pubblico femminile.

Che tipo di linguaggio hai scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?

Racconto in terza persona con un linguaggio che vuole essere piuttosto forbito. MI piacerebbe che si dicesse di me che scrivo in un buon italiano e adopero la nostra lingua con originalità, stile e classe.

  • Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

In tutti i libri che ho pubblicato, tre per la precisione e sono in lavorazione con il quarto, serpeggia un sentimento ormai considerato desueto: il patriottismo. Ce ne siamo ormai dimenticati ma c’è stato chi per vedere l’Italia unita, grande e influente ha perso tutto, compresa la vita.

  • Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

Non so bene cosa rispondere. Ho studiato e poi, quando sono stata sicura di quello che scrivevo, ho cominciato la stesura, stando attenta ai tempi, alle date degli avvenimenti e alla veridicità della trama e della narrazione.

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Biografia dell’autrice Pitti Duchamp

Nata ad agosto del 1981 a Firenze. Vive tutt’ora nella provincia di Firenze, nelle colline del Mugello, con il marito e due bimbi. Laureata in scienze politiche Pitti rinuncia alla carriera accademica per darsi al marketing ed alla comunicazione. Dopo diverse collaborazioni arriva la prima bambina e poi subito il secondo figlio e decide di prendersi una parentesi di vita familiare. E’ proprio allora che riscopre la grande passione per la lettura e la scrittura. Appassionata di Burlesque e collezionista di pezzi vintage di arredamento e moda cerca di coniugare i suoi interessi scrivendo e leggendo romance storici.
È amante della storia in particolare quella dell’Europa tra il 1500 ed il 1900, i quattrocento anni che hanno creato la modernità per come la conosciamo oggi in termini di arte, pensiero filosofico e scientifico, socialità. Apprezza nelle persone più di tutto la gentilezza, il garbo e la buona educazione, quel “non so che nel portamento” che fa di una donna una dama e di un uomo un signore. In Self ha pubblicato La gran dama e L’Arabesco – prima e seconda parte.

 

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