1976 – L‘urlo dell’Orcolàt

CRONACA ROMANZATA

 

Scheda libro

Titolo: 1976 – L’urlo dell’Oroclàt
Autore: Angélique Gagliolo
Editore: Panda Edizioni (Castel Franco Veneto – TV-)
Edizione: Aprile 2015.
Numero pagine: 78
ISBN: 9788899091309
Prezzo di copertina: € 8,90 cartaceo, € 2,99 e-book


Un estratto

Udì un piccolo tintinnio di vetri. Sollevò la testa e tese le orecchie come una marmotta di vedetta.
Un boato, come l’urlo cavernoso di un orco arrabbiato, mescolato ai suoi passi pesanti.
Il terremoto.
Le pareti iniziarono a oscillare scricchiolando, il pavimento a sobbalzare e sussultare. I muri si aprirono in larghi crepacci, solcando intere pareti. Le travi del tetto si spezzarono, facendo crollare le tegole che fino ad allora erano saldamente sorrette.
Elvira corse giù dalle scale verso l’uscita, chiamando la madre. La luce si spense d’improvviso, avvolgendo tutto nel buio. Solo un rumore lugubre, sordo, pauroso e tutto quello che fino a pochi secondi prima era familiare divenne uno spazio ignoto, in movimento, incostante. Non c’erano più le rassicuranti pareti di casa, ma mostri sibilanti e minacciosi. La ragazza sentì i suppellettili di casa che cadevano incessanti e poi, quando afferrò con mano tesa la maniglia dell’uscio, qualcosa la colpì e la trattene in quell’inferno.
Sessanta interminabili secondi.
Poi la tregua.

 

Perché leggere 1976 Lurlo dellOrcolàt?

Abbiamo intervistato autrice per voi!

 

  • Quando hai progettato questa storia?

La storia vera e propria l’ho progettata molti anni fa. Ho iniziato scrivendo diverse storie che poi ho cancellato. La storia definitiva ha trovato forma alla fine del 2013. L’argomento, invece, ce l’ho dentro praticamente da quando sono nata ed è facile capirne il motivo: sono nata in Friuli proprio nel 1976; non serve aggiungere altro perché “Friuli” e “1976” nella stessa frase portano ad unico pensiero: il terremoto. Uno spauracchio che non ho vissuto direttamente sulla pelle, ma le cui conseguenze le ho viste e respirate sin dai primi giorni di vita, sia come tema ricorrente nei discorsi degli adulti, che con racconti e voci tremanti mi hanno trasmesso questa paura, sia nei tanti cantieri per la ricostruzione che hanno accompagnato tutta la mia infanzia.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?

L’ispirazione è venuta prima dai racconti delle persone che hanno vissuto questa terribile esperienza, che come ho detto, hanno accompagnato tutta la mia vita. Poi ho letto tutti gli articoli che sono stati pubblicati in quarant’anni (nella biblioteca del mio Comune c’è l’intera raccolta) e poi ho letto, credo, tutti i libri sull’argomento, che per lo più sono libri di testimonianza e non di narrativa come invece è il mio.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

Ovviamente, trattandosi di un evento realmente accaduto, ho inteso mantenere l’ambientazione reale, limitandomi ad inventare i personaggi.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

La protagonista è Elvira. Prima è una timida, riservata e normale fanciulla di provincia; inaspettatamente, dopo il terremoto, che oltre ad aver distrutto la sua casa e il suo paese, le porterà via la madre e tanti amici e conoscenti, troverà una notevole forza dentro di sé per reagire e per dare una svolta alla sua vita. In questo percorso l’accompagneranno il padre, uomo pratico e silenzioso e un vecchio amico di infanzia, affascinante e propositivo, oltre ad altri personaggi minori.

  • Che cosa desideri comunicare al lettore, con questo romanzo? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

Devo essere sincera, ho iniziato a scrivere questo racconto solo esclusivamente per liberarmi dal pesante fardello che mi perseguita dalla nascita (qui in Friuli noi del ’76 siamo chiamati figli del terremoto), ma poi mi sono resa conto che la mia storia porta un messaggio di speranza a quanti, purtroppo, hanno appena vissuto questa tragedia e si trovano ad affrontare la parte più difficile del dopo terremoto.

Angélique Gagliolo Biografia

Friulana nata nel 1976 si porta dietro il fantasma del terremoto che ha colpito la sua terra. Vive tra le verdeggianti montagne carniche con il marito e due piccole bambine, sempre affaccendata per conciliare la famiglia e il lavoro a tempo pieno da impiegata. Ama leggere, scrivere e realizzare piccoli lavoretti creativi con le proprie mani.
Ha esordito nel 2008 con Il valore di un libro, edito da Progetto Cultura. Il suo racconto La parente povera è stato inserito nella raccolta Vita da precari – tra creatività e follia, e-book edito da CastelloVolante. Diversi altri suoi racconti sono sparsi per il web o postati sul suo blog www.atelierdiscrittura.blogspot.com.

 

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2 thoughts on “1976 – L‘urlo dell’Orcolàt

    • Federica il said:

      E’ un piacere averti fra noi con una storia così interessante! E sarai la benvenuta anche in futuro 🙂

I commenti sono chiusi.