La Sindrome di Amadio

 

Amate ridere? Vi piace affrontare la vita con un sorriso? Allora non potete lasciarvi sfuggire questo racconto! Un’ora esilarante al prezzo di un caffè (scontato).

 

  • Formato: Formato Kindle e cartaceo
  • Lunghezza stampa: 27
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B0751JRF1J

 

SINOSSI
In una casa di cura per anziani, il famigerato Dr. Amadio semina il terrore con le sue diagnosi catastrofiche, e il personale scommette ogni giorno su chi verrà inviato d’urgenza in ospedale e con quale mezzo. Colpevole d’aver fatto perdere soldi a troppe persone, il dottore si crea nemici, in reparto, e la vendetta non tarderà a calare su di lui…

VERSIONE CARTACEA

VERSIONE EBOOK, 0,49 euro


Un estratto:
Accarezzò maldestramente qualche paziente sulla testa e sbatté il cappellino del Signor Roncari nella ciotola di mele frullate che il vecchino stringeva fra le mani.
Camilla, un’addetta biondo platino – spoiler, era tinta –, lo guardò perplessa. «Dottore, si sente bene?» azzardò, con prudenza.
«Benissimo.»
Amadio fissava il lago blu con sguardo sognante e, lentamente, si sbottonò il camice.
«Fa caldo, oggi, non trovi?»
«Be’, siamo a maggio… Ma cosa fa?»
«Voglio sentirmi libero, come quelle farfalline laggiù… Volare, volare sui cespugli in fiore…»
«Dottore, si vesta! Annalisa! Dottore, no! O mio Dio!»
Alcune pazienti iniziarono a urlare di gioia e altre scoppiarono a piangere, dolendosi della giovinezza perduta. Da quando non vedevano un uomo in tutto il suo splendore? Da tanto, troppo tempo…
(Sospirone)
Le più furbe le picchiarono sulle braccia, perché tacessero. Che volevano fare, quelle sciagurate? Richiamare tutto il personale, e magari perfino la direzione? Che tacessero, non si vedeva tutti i giorni il medico di reparto sfilarsi camicia, pantaloni e mutande per avventurarsi nudo sul cornicione della villa.

 

Dalla voce dell’autrice

Nel 2014, la curatrice di un’antologia mi ha contattato perché scrivessi un  racconto umoristico da inserire in una raccolta di novelle dal sapore “agrodolce”. Per me, che di solito scrivo altri generi, è stata una sfida intrigante. Ho cercato ispirazione nei racconti di Calvino e Rodari, per capire come impostare il testo, e come tematica ho scelto quella più ovvia: l’ambiente medico, dal momento che ho lavorato in corsia per tanti anni. Perché non ironizzare un po’ sul mio lavoro? E così, pagina dopo pagina questo breve racconto ha preso vita.
Purtroppo, il progetto dell’antologia è sfumato dopo qualche mese per la chiusura della casa editrice che l’aveva commissionato, e ogni autore selezionato si è ripreso il proprio lavoro. Anch’io ho tenuto nel pc questa storia per tre anni, non sapendo bene che cosa farne, finché, qualche giorno fa, ho pensato di rileggerla, sistemarla qua e là, e di pubblicarla nel settore umoristico.
So che è breve e che forse in pochi accetteranno di leggerla, ma spero che chi dovesse avventurarsi fra queste pagine si diverta tanto quanto mi sono divertita io, inventando Amadio e raccontandolo fra le righe.

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