IL DEMONE DELLO SPECCHIO

 

Titolo: Il Demone dello Specchio
Autore: Diana Mistera
Editore: Lettere Animate
Anno di pubblicazione: 2017
Formato: ebook e cartaceo
Prezzo: ebook 2,99 cartaceo 13,60
Pagine: 282
ISBN: 978-8868827984
Genere: Urban Paranormal Fantasy
Secondo volume della trilogia ORPHEUS

 QUI TROVI IL PRIMO LIBRO DELLA TRILOGIA

 

SINOSSI

 Per Geena, giovane sensitiva e Orpheus, il suo amato rocker, non è semplice trovare del tempo da passare insieme.
Una vacanza in Romania sembra il momento ideale per poter finalmente vivere la loro storia d’amore, ma quella che doveva essere una vacanza romantica si trasformerà ben presto in un incubo.
Alcune carte verranno scoperte. Geena verrà a conoscenza di cose del suo passato che la segneranno per sempre e Orpheus ritroverà i ricordi perduti.

 

Il Demone dello Specchio è l’attesissimo seguito di Orpheus, dove tutto quello che pensavate di sapere verrà capovolto.

 

Estratto 1

 Di tempo ne era trascorso molto da quando aveva dovuto cancellare la memoria di sua nipote per non intralciarne il cammino, e se quella giovane donna era lei il tempo era giunto e con esso l’avverarsi della profezia. Quando cercò di leggerle dentro, incontrò una barriera e notò che Orpheus la stava tenendo per mano. Guardò il giovane. Era incredibile la sua bellezza, il suo magnetismo e c’era qualcos’altro, qualcosa di pericoloso, che scorreva nelle sue vene.
Geena non si accorse che lo sguardo dell’uomo era caduto sul bracciale, ma questo non sfuggì però all’occhio attento del rocker che, spinto da un impeto di protezione, prendendole la mano ed intrecciando le proprie dita a quelle di lei, le si avvicinò all’orecchio sussurrandole:
“Forse è bene che abbassi le maniche del bolero. Ci sono molti spifferi in questi vecchi edifici, non vorrai ammalarti.” e le sfiorò la guancia con un bacio.
Un lampo improvviso sembrò attraversare gli occhi viola di Samyaza, che pensò “Il giovane sa molto più di quello che vuol far credere alla sua donna”
“Sì amore mio sì.” fu la risposta che arrivò nella mente di Samyaza.
“Oh, mia amata sei qui Enaid…”
“Sì con tutte le mie reincarnazioni, e l’ultima mia erede.”
“Cosa intendi con questo?” Chiese allarmato Samyaza
“Mio sposo, guardala. Guardala bene. Siamo in queste due vite parallele per
una ragione. Il tempo è giunto.”
All’improvviso Geena venne avvolta dal profumo della lavanda. Sua nonna era lì per qualche strano motivo, oppure dei fiori di lavanda erano nella stanza e lei non li aveva ancora visti. Si guardò intorno in cerca dei fiori ma non ve ne erano.
Samyaza con voce melodiosa, osservando attentamente la giovane, donna disse:
“Va tutto bene Geena?” Con quanta dolcezza aveva pronunciato il suo nome! La ragazza, senza pensarci su due volte, rispose:
“Sì. Sì. Stavo cercando dei fiori di lavanda. Ho sentito il loro profumo, ma non li vedo. Sa, sono i miei fiori preferiti e sono legati al ricordo di mia nonna. Mi scusi.”
“Doveva essere una figura molto importante per lei, sua nonna.”
“Si lo era moltissimo, ma è il corso della vita. Prima o poi ce ne dobbiamo andare tutti. Purtroppo non siamo immortali, e anche se lo fossimo che faremmo con tutta l’eternità davanti a noi?”
Samyaza sorrise malinconicamente, lui lo sapeva bene cosa comportasse l’essere immortale. Quante volte aveva dovuto osservare la sua sposa invecchiare, ammalarsi, vergognarsi della propria pelle raggrinzita dal tempo e morire.Quante guerre ingiuste erano passate sulla sua pelle, alle quali aveva dovuto assistere senza poter intervenire. Quante morti e quante nascite aveva visto. E quante ancora ne avrebbe dovute vedere. L’essere umano si era appropriato di diritti che non gli spettavano, senza capire che I Guardiani erano vissuti sulla Terra molto prima di tutti loro e avrebbero continuato ad esistere anche dopo.
Allontanandosi da quelle malinconiche congetture Samyaza continuò:
“Come si chiamava sua nonna? Sempre che me lo voglia dire.”
“Si chiamava Enaid, un nome antico. Un nome celtico” A Samyaza gelò il sangue.
“Mia amata è davvero lei…e lui.?”
“Si.” sussurrò Enaid.
Samyaza, cercando di controllarsi, continuò il dialogo telepatico con la sua sposa:
“La gloria e la dannazione del mio sangue! Come è possibile che non mi sia reso conto dei cambiamenti nell’etere? Non siamo pronti ancora!”
“Mio amato, non ti rattristare. Siamo tutti nati dalla polvere delle stelle, non dalle ceneri di Lucifero, la tua gloria sarà quella che vincerà. Purtroppo il meccanismo si è attivato e con esso Nemoch.”
“Si. Nemoch lo avevo sentito. Guarda quanto sono belli. Sono così innamorati. È così triste sapere quello che succederà.”
“Mio amato non è detto che non si possa riscrivere il tutto. Non dubitare. Ti sei ribellato una volta al volere della Matrice, cambiando ciò che era stato dettato come irreversibile, puoi farlo di nuovo. Possiamo farlo insieme. Nulla è definitivo. ”
“Si, ma Lui deve meritarla! La merita? Il prezzo da pagare è alto.”
“Oh su mio sposo, non essere così severo. Oltre ad avere fiducia in te stesso la devi avere anche su di lei. È sangue del nostro sangue. Ti ricordi cosa rispondesti alla Matrice quando ti pose la stessa domanda su di me?”
Samyaza sorrise al ricordo. Enaid continuò: “Piuttosto, invece di preoccuparmi se lui la merita o meno, penserei a come fermare Vlad quando scoprirà le origini del giovane …e Nemoch.”

 

L’ombra di un dubbio balenò nella sua mente. E se Orpheus a sua volta aveva bevuto il sangue di Nemoch? Era forse questo il motivo per cui lo stava vedendo nello specchio?

 

Estratto 2

 Stephan guardò nuovamente lo specchio ed una fitta lancinante sembrò volergli spaccare la testa in due. Si accasciò al suolo sussurrando:
“Cosa mi sta succedendo? Cosa ci faccio nudo di fronte allo specchio?”
Tornò a guardarsi: un dolore si nascondeva nella profondità del suo sguardo. Lo stesso che era negli occhi di Geena e di Orpheus. Il dolore della solitudine; del dubbio di avere in serbo un destino che non aveva scelto liberamente anche se si convinceva del contrario.
Stephan non aveva mai conosciuto né la madre né il padre. Viveva con quell’insostenibile dolore dentro. Una parte di sé gli era stata strappata via quando ancora era in fasce, cancellando ogni traccia del legame che lo univa alla madre naturale, ad una famiglia, ad una casa. Ogni traccia tranne quello strano crocefisso antico che portava al collo e dal quale non si separava mai.
In cerca dei suoi genitori era andato a Londra, e lì aveva conosciuto Geena.
Era stato, fin tanto ne avesse memoria, sotto le cure di Samyaza, che però a sua volta era sempre stato molto severo nei suoi confronti. Aveva invidiato durante l’intervista, il modo con cui Samyaza guardava Geena, come l’aveva abbracciata quando avevalasciato il castello, o accolta nelle sue stanze durante il momento dedicato alla meditazione. Un confine da sempre proibito a lui. Sapeva chi era davvero Samyaza, ma nel momento in cui gli era stata posta la scelta del libero arbitrio, Stephan aveva preso l’unica decisione che era andata contro al suo mentore e la sua natura. Aveva desiderato farlo fallire per un qualche oscuro motivo.
Ma se poi non era stato così? Se Samyaza sapeva già, quello che alla fine avrebbe scelto? Allora era stato tutto già scritto e deciso, ed il libero arbitrio era stato uno specchietto per allodole.
Dopo che Eva era fuggita da lui, le uniche relazioni durature che aveva avuto erano state con donne più grandi, che puntualmente aveva lasciato quando avevano iniziato ad esigere di più della semplice avventura consumata fra le lenzuola di seta nera.
Un’altra fitta lo colpì alla testa, seguita dalla voce di Nemoch:
“Liberami adesso!”
La croce che portava al collo si mosse di nuovo ed andò a puntare un’area particolare dello specchio che iniziò ad incrinarsi. Il demone stava improvvisamente cambiando tutte le carte in tavola.
Un’ultima occhiata allo specchio: la sua immagine improvvisamente iniziò a frapporsi a quella di Orpheus. L’ombra di un dubbio balenò nella sua mente. E se Orpheus a sua volta aveva bevuto il sangue di Nemoch? Era forse questo il motivo per cui lo stava vedendo nello specchio?
Si accasciò al suolo. In un momento di lucidità pensò che era per lui arrivata la fine. I lunghi capelli neri scesero sul suo volto. I segni della sua iniziazione stavano apparendo sui polsi, sulle braccia, sul torso, come tatuaggi di un artista sconosciuto. Non era mai successo a nessuno dei suoi compagni quello che stava accadendo a lui. Per un momento dubitò di aver preso la decisione giusta; ma non poteva più tornare indietro. Aveva ignorato tutto quello che Samyaza gli aveva insegnato fino a quel momento e adesso ne pagava il prezzo. Il suo grido disperato si levò nel castello. Lacrime color sangue iniziarono a rigargli il viso bianco mentre disperatamente segnava il proprio destino:
“E che dannazione sia!”
Con uno scatto improvviso, afferrò la sedia di legno massiccio e si scagliò con tutta la sua forza contro lo specchio già incrinato, che esplose in mille pezzi, colpendolo al viso. Con il respiro ancora affannato, si passò le dita sul volto, accorgendosi che alcune schegge lo avevano ferito lievemente e osservando altre schegge in terra vide che avevano iniziato a muoversi ed assumere una forma umanoide che si sdoppiò. Una parte entrò dentro di lui e l’altra scomparve nel nulla.
Una risata per nulla rassicurante rimbombò all’interno di tutto il castello. La udì anche Samyaza, che si era ritirato per alcuni giorni in Tibet, per ricaricare le proprie energie e prepararsi alla battaglia. Samyaza si alzò in volo. Il volto rigato dalle lacrime.
“Madre. Perché?”
Iniziò a piovere. Forse anche la Madre stava piangendo con lui.

 

Perché leggere la saga? Esploriamolo assieme all’autrice!

 

  • Buongiorno, Diana, quando hai progettato questa storia?

Come ti ho detto nell’intervista precedente, è una trilogia che è rimasta latitante nel cassetto per diversi anni, perché io necessito di impulsi visivi quando scrivo, emozioni forti, che poi cerco di importare anche nella scrittura e nella costruzione dei personaggi. Perché leggere IL DEMONE DELLO SPECCHIO, secondo volume della trilogia Orpheus?
Ecco, semplicemente perché se avete letto il primo , e se sono riuscita nel mio intento, cioè quello di incuriosirvi, vorrete leggere cosa accade ai nostri protagonisti. Vorrete conoscere i nuovi Co-protagonisti e se amate il goth, che è solo accennato nel primo volume, in questo secondo volume, vi trasporterò con me nell’oscurità.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?

Per questo secondo volume, ho fatto molte ricerche sul web ed anche su degli scritti in biblioteca sugli Angeli Caduti e sul Libro di Enoch. Ho fato letture sia da Aleister Crowley, da dove mi sono ispirata per la figura di Babalon che di Anton LaVey, oltre che sulle sette massoniche e i loro rituali di iniziazione, queste ultime hanno molto stuzzicato la mia fantasia per la costruzione di Stephan.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

Come per il primo volume, anche IL DEMONE DELLO SPECCHIO, ha delle ambientazioni reali. In questo volume , i nostri Geena ed Orpheus, andranno in Romania, quindi , dato che Geena sta preparando una tesi sui Vampiri, non potevo non mandarla sia al Castello di Bran, che a Poienari che alla tomba del padre di tutti i vampiri: Vlad Tepes. Ovviamente il tutto nel mio stile.

  • Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?

IL DEMONE DELLO SPECCHIO è il secondo volume della trilogia Orpheus, iniziata con un primo volume dal titolo omonimo.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

Orpheus in questo volume svelerà a Geena il suo passato oscuro e Geena scoprirà delle verità che cambieranno radicalmente la sua vita ed il suo modo di pensare, e che arriveranno non senza una crisi per entrambi i protagonisti. Sarà abbastanza forte il loro amore per superarla? Il tutto verrà messo in moto da Samyaza, che Geena va ad intervistare perché è l’ultimo discendente di Vlad, o così dice. In realtà Samyaza è l’ultimo Grigori rimasto sulla terra e Guardiano dello specchio dove ha rinchiuso un potente demone: Nemoch, che però sta pianificando il suo ritorno e Samyaza potrà fare ben poco a causa dell’unica legge per la quale caddero i Grigori: Il Libero Arbitrio. il futuro forse della stessa umanità dipende dall’avverarsi o meno della profezia legata a Geena. Non è la prima vola che Nemoch trova terreno fertile e quindi si libera dallo specchio, una delle sue vittime era stato infatti Vlad. In questo tempo sarà Stephan. Perché riesce a liberarsi nonostante il suo Guardiano sia stato ed è uno degli Angeli più potenti del firmamento, inferiore solamente a Lucifero? Anche questo lo scoprirete leggendo il libro.

Stephan, che abbiamo incontrato nel primo volume a Londra, in questo secondo capitolo della trilogia, prenderà la sua importanza. Stephan è un goth in tutto e per tutto, sexy, sensuale in grado di tentare persino una Santa, ed ha abbracciato la cultura dei vampiri appieno. È Colui che cura gli articoli in inglese di Samyaza, che oltre ad essere l’ultimo discendente di Vlad, è un esperto della storia di Vald stesso ed un forte esponente delle scienze esoteriche, così come lo sta diventando Stephan. Stephan è colui che ospiterà Nemoch. I motivi di questa sua scelta, li leggerete nel libro.

Nemoch è il demone dello specchio. Senza volto e senza un corpo, infatti per poter tornare ha bisogno di un corpo che lo ospiti e con il quale si integrerà. A lui è legata una profezia, ed a lui è devota una setta massonica molto importante. Anche questo lo scoprirete leggendo il libro.

Poi, farà la sua bella comparsa Vlad. Ebbene si, non potevo non farlo partecipe di questa storia, anche se prenderà un ruolo più importante nel terzo libro, ma diciamo che con questo volume, preparo il lettore a quello che può aspettarsi nel terzo.

Sia Stephan che Samyaza non sono solo quello che sembrano. Entrambi sono legati a Geena, mentre Orpheus è legato a Vlad e… a Nemoch.

  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?

Questa lettura è un po’ più impegnativa della prima. Il pubblico ideale rimane lo young adult, ma anche gli amanti del goth classico e del paranormale rimarranno soddisfatti (spero). Il target è per lo più un pubblico femminile.

  • Che tipo di linguaggio hai scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?

Siccome in questo volume incontriamo un Angelo Caduto, e Vlad, ho usato un linguaggio diverso e più ricercato per loro, ovvio, Samyaza è un immortale, e si trova sulla Terra praticamente dagli inizi, e Vlad , Il conte Vlad, é vissuto nel 1400, a parte loro due, i protagonisti continuano ad usare un linguaggio giovanile.

  • Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

Non vi è un messaggio nascosto dietro la trama, se non l’eterna lotta fra il bene ed il male, che in presenza del Libero Arbitrio, diventa una cosa soggettiva.

  • Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

Io ho usato un brain storming iniziale che poi ho trasformato in un plot per avere uno schema da seguire che poi ovviamente non ho seguito, ma lo tengo sempre a portata di lettura per quando mi blocco. Appuntare i punti cruciali della storia credo sia importante per non incombere in errori di trama fra un libro e l’altro della trilogia. Ho trovato utile fare anche una scheda personaggi. La cosa più difficile da fare e a tratti noiosa è stata proprio questa, ma credetemi è necessaria. Solo con una scheda personaggi riesci a rendere la tua storia avvincente e non da cliché e quindi noiosa o improbabile e poi ho dato libero sfogo alla fantasia. Il plot serve anche per questo…indirizzare la propria fantasia ma non limitarla. La scheda personaggi a rendere i tuoi protagonisti veri e quindi anche con difetti e non solo pregi.

 

Biografia dell’autrice

Diana Mistera è nata al Roma nel 1972 da padre italiano e madre inglese.
È bilingue e trascorre la propria adolescenza a cavallo fra Italia e Inghilterra fino al 2003 quando si trasferisce in Finlandia, dove tuttora risiede.
Dopo la maturità scientifica intraprende la carriera universitaria, studiando all’Università degli Studi di Siena, Lingue e letterature straniere, con la specializzazione in Anglo-Americano.
Ama la subcultura gotica, l’esoterismo e la storia; soggetti dai quali prende ispirazione per i propri scritti.
Inizia come self publisher e lo rimane fino al 2016, quando firma il contratto con Lettere Animate, per la pubblicazione dei primi due volumi della Trilogia Orpheus.
Diana Mistera oltre ad essere una scrittrice è anche una poetessa internazionale ed ha partecipato a due progetti multiculturali distinti con sede a Helsinki, Sivuvalo; e Turku, Runokohtaus. Le poesie si possono leggere in Inglese, italiano e Finlandese.
È anche una blogger. Nel blog sia italiano che inglese potete leggere le sue recensioni.

2016 Orpheus-The Awakening- primo volume della saga Orpheus, esce con Lettere Animate.
2015, 10 poesie sono inserite nell’antologia Runokohtauksia, pubblicata dalla casa editrice finlandese Robustos.
2011, autopubblica il racconto ”Il Signore delle Ombre”.
2007, autopubblica una silloge poetica intitolata WINGLESS.

 

DOVE TROVARLA

Pagina dedicata alla trilogia Orpheus: https://www.facebook.com/Orpheusaga/
Profilo Autore: https://www.facebook.com/diana.mistera/
Blog Autore in italiano: http://dianamistera.blogspot.fi/
Blog Inglese: https://thedarklight.blogspot.fi/

 

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