FIORI DALLA CENERE

Il romanzo ispirato alla rete di spionaggio al femminile più efficiente di tutta la Prima

Guerra Mondiale: la Rete di Alice.
Kate Quinn
FIORI DALLA CENERE

Titolo originale: The Alice Network – Traduzione di: Anna Ricci
Pagine: 464 – Prezzo: 18,00 €
In libreria dal 12 settembre

Da oltre un anno in testa alle classifiche del «New York Times».
In corso di pubblicazione in 27 paesi

SINOSSI

Charlie ha affrontato un lungo viaggio su strade ancora dissestate dai bombardamenti. Ma adesso che è finalmente arrivata davanti a quella casa, esita. Questa è la sua ultima speranza di ritrovare la cugina Rose, scomparsa in Francia sei anni fa, nel 1941. Col cuore in gola, Charlie bussa alla porta. Ad aprire è Eve Gardiner, una donna burbera e piena di rancore, per nulla intenzionata ad aiutarla. Sta per cacciarla via, quando Charlie pronuncia il nome dell’uomo per cui lavorava Rose. E allora lo sguardo di Eve cambia. Perché sono trent’anni che lei cerca quell’uomo. Sono trent’anni che attende la sua vendetta.
Eve viene sempre sottovalutata: è giovane, timida, fin troppo silenziosa. Il giorno del suo arrivo a Lille, nel 1915, con un documento falso e l’entusiasmo dei suoi vent’anni, sembra una delle tante ragazze spinte in città dalla fame, abbastanza graziosa da essere assunta come cameriera, abbastanza insignificante da passare inosservata. Nessuno sospetta che sia una spia inglese, e che capisca perfettamente le conversazioni sussurrate in tedesco dai soldati cui serve da bere. Nessuno fa caso a lei. Tranne il proprietario del locale, un collaborazionista scaltro e spregevole, che vuole aggiungerla alla sua collezione di conquiste. Per Eve, quell’uomo segnerà il suo trionfo e la sua rovina…
Charlie ed Eve sono molto diverse, eppure condividono la stessa determinazione, lo stesso coraggio nel combattere per quello in cui credono. Facendo affidamento l’una sull’altra, intraprenderanno un cammino costellato di pericoli e di segreti, perché la fine della guerra non significa per forza l’inizio della pace. Ma solo scoprendo la verità saranno finalmente libere dai fantasmi del passato e pronte a guardare al futuro.

«Questa storia dal ritmo serrato offre protagoniste intrepide, antagonisti che sarete felici di odiare e colpi di scena indimenticabili. Tra eventi realmente accaduti, mistero e avventura,Fiori dalla cenere è un grande romanzo che ha qualcosa da offrire a qualsiasi lettore.»
Library Journal

 

 

Quella di Louise de Bettignies è una figura storica poco conosciuta al giorno d’oggi, e immeritatamente, considerato che il coraggio, l’inventiva e l’intraprendenza della «regina delle spie» non hanno bisogno di esagerazioni per essere degni di un romanzo. Reclutata da un certo capitano Cecil Aylmer Cameron, già responsabile delle operazioni di spionaggio a Folkestone, l’ex istitutrice Louise de Bettignies assunse il nome in codice di Alice Dubois e mise a disposizione dei servizi segreti la sua conoscenza delle lingue e le sue capacità organizzative. Il risultato fu la rete di spionaggio più efficiente di tutta la guerra.
La Rete di Alice era formata da numerose risorse sparse nell’area di Lille e riferiva informazioni sulle operazioni tedesche con velocità e precisione, tanto che l’intelligence e l’esercito inglesi ne cantavano le lodi. I tedeschi erano altrettanto colpiti – ed esasperati – dall’incredibile precisione delle informazioni trafugate: la rete era così efficiente che le nuove posizioni dell’artiglieria spesso venivano bombardate a pochissimi giorni dalla sistemazione. La Rete di Alice scoprì obiettivi ancora più importanti, come la visita del Kaiser, il cui treno sfuggì di pochissimo a un bombardamento, e la preparazione dell’attacco a Verdun, una delle ultime relazioni di Louise, che, tragicamente, non fu ritenuta affidabile dalle alte sfere. […]
Nel 1914, la Francia era piena di donne come Louise de Bettignies, nobili decadute che sfruttavano la loro istruzione per lavorare come istitutrici o svolgere altre occupazioni signorili ai margini della società aristocratica. A differenza delle altre, in tempo di guerra Louise de Bettignies non si accontentò di fare l’infermiera, come molte altre: lei voleva combattere, e con quanta determinazione lo fece!
Il capo della Rete di Alice era in continuo movimento tra la Francia occupata dai tedeschi, la Francia libera, il Belgio, l’Inghilterra e i Paesi Bassi, dove consegnava rapporti, raccoglieva informazioni e verificava lo stato dei suoi agenti. I sistemi con cui nascondeva informazioni descritti nel romanzo – messaggi cifrati arrotolati negli anelli o intorno alle forcine per capelli, infilati sotto le torte, nascosti tra le pagine delle riviste – sono tutti veri. Era dotata di un coraggio incredibile: varcava di frequente il confine nemico nonostante i riflettori tedeschi e le sentinelle armate, sul terreno disseminato di corpi di rifugiati, e non si era persa d’animo nemmeno dopo che due fuggitivi erano saltati in aria su una mina a pochi metri da lei. Forse ancora più incredibile era
la sua capacità d’improvvisare: Louise de Bettignies era abilissima a superare i posti di controllo grazie a piccoli trucchi, come far cadere di continuo dei pacchetti finché le guardie, esasperate, non la facevano passare, o chiedere l’aiuto dei bambini del posto, che le passavano di nascosto un permesso mentre giocavano a rincorrersi, entrambi casi documentati.
All’epoca, lo spionaggio non era considerato un mestiere affascinante, come invece avvenne più avanti grazie a James Bond e a Hollywood; non era una professione da gentiluomini e meno che mai adatta a una signora.
Le spie donne della prima guerra mondiale sono quasi del tutto dimenticate, al giorno d’oggi. Benché il loro contributo fosse molto apprezzato durante la guerra, in seguito sono state considerate con un certo imbarazzo, in genere in due modi opposti: donne che rinunciarono alla loro femminilità, rese rudi e virili dalla guerra, oppure piccole donne valorose, che corsero grandi rischi per senso del dovere, ma in cuor loro sempre fragili. Louise de Bettignies fu ammirata, lodata e coperta di medaglie, eppure i suoi contemporanei non si concentrarono sulla sua forza e sul suo coraggio, bensì sulla sua statura minuta, sulla sua femminilità, sul suo patriottismo.

Dalla Nota dell’autrice

Kate Quinn è nata in California e ha ottenuto un diploma in Canto (voce classica) presso la Boston University. Attualmente vive a San Diego col marito e con i loro due cani, Ceasar e Calpurnia.

 

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