Il Chiosco di Diana

 

IL CHIOSCO DI DIANA

di 

Laura Fogliati

 

 

 

 

SINOSSI:

Diana gestisce l’edicola del chiosco di Piazza Gramsci, fulcro della cittadina in cui si è trasferita in cerca di un futuro migliore. La sua vita prosegue fra alti e bassi ma relativamente tranquilla, fino al giorno in cui incontra un anziano signore che le consegna un regalo misterioso: un piccolo libro che la costringerà a fare i conti con il proprio passato. Tutto si complica ulteriormente quando una sera la sua gattina fugge e, durante le ricerche, Diana incappa in Giulio, il ragazzo che amava quando era ragazzina.
Una storia che viaggia sulla linea sottile del destino, oltre il tempo, oltre tutte le resistenze, oltre tutti gli ostacoli.

 

ESTRATTO:

Per la seconda volta in quella notte infinita, l’onda di piena dei ricordi occupò tutto lo spazio di cui aveva bisogno e Diana si arrese di fronte al suo potente richiamo. All’improvviso, fu colta dalla vivida sensazione di trovarsi seduta sul proprio scoglio preferito, con la schiena appoggiata alla parete della piccola nicchia naturale, erosa nella pietra da secoli di poderose bordate marine. Di fronte a sé, una delle più spettacolari mareggiate a cui avesse mai assistito e, tutt’intorno, l’aria salmastra che le inzuppava i vestiti e si appiccicava sul suo viso e sui capelli. Ebbe la netta sensazione di poter toccare la spessa tela della cartella, di avvertire il peso del libro di scuola sulle ginocchia e l’indifferenza che provava nei confronti di entrambi gli oggetti. Percorse nuovamente le vie della cittadina di mare in cui si erano trasferite con la madre dopo la fuga dalla casa paterna e incurvò la schiena come se ancora dovesse reggere l’enorme fardello d’infelicità che le gravava sulle spalle ossute, sbilanciando l’andatura di una ragazzina troppo alta e troppo magra per la sua età.  Sì, perché fino a quando non aveva smesso di darsi in pasto ai sensi di colpa Diana aveva vissuto con la ferma convinzione di essere “troppo”. Troppo alta, troppo magra, troppo solitaria, troppo strana, troppo vivace e troppo stupida. Insomma: era troppo ed era sbagliata.

 

 

ESTRATTO:

La mattinata sfumò piuttosto lentamente, con la calma caratteristica dei giorni festivi e interrotta solo dallo sciamare delle famiglie dirette in chiesa per partecipare alla funzione domenicale. Anche il microcosmo della piazza che le gravitava intorno sembrava muoversi con passo regolare e rallentato, incurante del desiderio pressante di Diana di lasciare il chiosco per partire al più presto e raggiungere Ornella in orario per il pranzo. Quando le campane della chiesa suonarono a festa, segnale che la messa era terminata e si stava avvicinando il momento della partenza, Diana sbrigò alla svelta le operazioni di chiusura per allontanarsi il più in fretta possibile dalla piazza.  La sua Cinquecento verde chiaro, acquistata di seconda mano per una cifra più che ragionevole, l’attendeva nel parcheggio in fondo alla via. Nonostante si sentisse un po’ sciocca, non poteva fare a meno di pensare che possedere un’auto, comprata con i risparmi del proprio lavoro, fosse un enorme passo avanti, indispensabile per consolidare la sua indipendenza. Per non parlare poi delle scorribande in compagnia di Chiara – macinando chilometri per le strade di campagna dei dintorni con la scusa di prendere confidenza con la guida –, della radio a tutto volume e delle canzoni intonate a squarciagola che facevano voltare ogni passante incontrato lungo la via.

La conferma di essere sempre più vicina alla meta arrivò nel momento in cui intravide da lontano il rigoglioso oro giallo che rivestiva le colline. La ginestra in piena fioritura l’aveva sempre ammaliata: quel giorno in particolare le sembrava ancora più abbagliante e le metteva allegria. A quel punto, Diana non poté fare a meno di accostare l’auto e scendere per qualche istante ad ammirare il superbo panorama che si stagliava dinanzi a lei. Le colline della vallata scendevano dolcemente fino a incontrare lo spicchio di mare che riluceva sotto il sole, confondendosi con la linea lontana dell’orizzonte. La ginestra spiccava come una stella lucente fra il verde delle felci che lambivano i pini marittimi e la pace silenziosa del luogo le fece provare un brivido di commozione per lo spettacolo incantato che la natura – voleva crederci – sembrava aver disposto solo per lei.

 

 

ESTRATTO:

Diana osservava Ornella e si smarriva a contemplarne il fascino inalterato a dispetto del tempo che, con l’aggiungersi di ogni compleanno, lasciava tracce di sé sul bel viso dalla carnagione olivastra. I capelli, un tempo lunghi e corvini, avevano assunto tutte le sfumature dell’argento e Diana pensò che sua madre non fosse mai stata così bella. Fin da bambina le piaceva immaginarla una figlia della luna e del mistero e, anche in quel momento, si convinse fosse proprio così: l’affascinante figura si stagliava nella luce rossa del sole che volgeva al tramonto, mentre l’abito leggero si muoveva sinuoso intorno al suo corpo, rispondendo al tocco lieve della brezza marina. C’era un non so che di magnetico nello sguardo di Ornella e lei l’amava sopra ogni altra cosa: la luce dolce e al contempo temeraria ne illuminava gli occhi, rendendola unica e coinvolgendo a tal punto Diana da convincerla che niente al mondo fosse impossibile. Sua madre era una guerriera, figlia della luna e plasmata con la stessa materia delle stelle, e lei era l’erede del suo regno, quello inventato nei giochi di fantasia in cui si rifugiavano ogni volta che ne avvertivano il bisogno. E, tutto sommato, le piaceva ancora credere che quel luogo fantastico esistesse davvero e fosse proprio lì, a portata di mano, per proteggerla e sostenerla.

 

 

Perché leggere il romanzo?  Esploriamolo assieme all’autRICE!

  • Quando hai progettato questa storia?

La storia ha cominciato a delinearsi dentro di me qualche anno fa, mentre chiacchieravo con un’amica con la quale ho trascorso la maggior parte della mia infanzia. Durante lo scambio reciproco di aneddoti e ricordi del passato, ho avvertito il desiderio di raccontare una storia che andasse un po’ indietro negli anni e in cui l’amore, in alcune delle sue molteplici sfaccettature, facesse da filo conduttore.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente? Hai qualche modello di riferimento, per scrivere i tuoi romanzi?

Per rispondere in una frase: tutte e, forse, nessuna in modo particolare. Leggo parecchio, spinta dalla curiosità di scoprire sempre nuovi generi. Nella mia libreria ci sono libri ai quali tengo molto, per quanto hanno saputo trasmettermi e per le emozioni che hanno suscitato in me. Quando leggo un libro che mi si incolla addosso facendomi provare la sottile frenesia di leggere fino all’ultima pagina ma, al contempo, si insinua in me la triste consapevolezza di avvicinarmi sempre di più alla parola fine, ecco, in quei momenti, e per non dover dire addio troppo presto alla storia ‒ come credo succeda a molti lettori ‒ mi lascio pervadere completamente da ciò che esercita su di me.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

L’ambientazione è frutto della mia fantasia. Ciononostante, nascendo da un insieme variegato di luoghi e panorami realmente esistenti, credo possa avvicinarsi molto a una dimensione reale.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili, agli occhi del lettore.

Diana, la protagonista, mi ha catturata fin dall’inizio per le sue contraddizioni, la dolcezza e un vissuto da raccontare che prendeva sempre più corpo durante la stesura del romanzo. Diana è cresciuta di pari passo con la sua storia e lo ha fatto in modo tale da farmi affezionare a lei come se fosse una persona vera e non un personaggio di fantasia. 

Ornella, la madre di Diana, è una donna forte che ha saputo scendere a patti con le proprie difficoltà e ne è uscita vincitrice. Il suo esempio è fondamentale per il percorso di rinascita della figlia.

Valter, il padre, è una figura dispotica e tendenzialmente violenta che ha influenzato in modo negativo l’infanzia di Diana, accentuandone le insicurezze e le paure nei confronti della vita.

Giulio, l’uomo che Diana ama fin da quando era ragazzina, ha saputo crescere e prendere le distanze dal contesto elitario di una famiglia ‒ in special modo della madre Lidia ‒ che non ha mai accettato le origini modeste di persone come Diana e Ornella, facendo la guerra a chiunque manifestasse l’intenzione di non accettarle all’interno della piccola comunità.  

  • Che cosa desideri comunicare al lettore, con questo romanzo? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

“Il chiosco di Diana” narra la storia di una giovane donna che ha alle spalle un passato difficile con il quale convivere. Tuttavia, Diana trova dentro di sé la forza di prendere in mano il proprio destino, cercando di cambiarne gli esiti.

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, il mondo che ci circonda non corrisponde quasi mai al nostro ideale di perfezione e, spesso, siamo costretti a confrontarci con situazioni difficili e dolorose, vivendole in prima persona o essendone, nostro malgrado, spettatori. In questo libro “sfioro” temi come quello della violenza domestica, del pregiudizio e della conseguente emarginazione sociale, ma voglio credere con tutte le mie forze che ci sia sempre una via da percorrere per cambiare il nostro destino e, anche quando sembra che tutto sia perduto, non dobbiamo perdere la speranza di riuscire a liberarci dalle gabbie che ci imprigionano e andare incontro al nostro miglior futuro.

 

 

BIOGRAFIA AUTRICE:

Laura Fogliati nasce a Chiavari, in provincia di Genova, nell’aprile del 1967 e vive in un paesino della Riviera di Levante assieme alla sua famiglia e ai suoi gatti. Inizia a scrivere fin da piccola, ancor prima di appassionarsi alla lettura – alla quale, oggigiorno, dedica una fetta cospicua del proprio tempo.

Autrice presso Panesi Edizioni, esordisce nell’ottobre 2016 con la favola per bambini e ragazzi “Oltre le Nuvole Martina e il Paese dell’Arcobaleno”.

Nella primavera del 2017 contribuisce con un racconto e alcune poesie alla stesura della raccolta “Pensieri di mamma”.

Nel giugno 2018 pubblica, sempre per Panesi Edizioni, il romanzo “Il chiosco di Diana”, aggiudicatosi il secondo posto al concorso letterario nazionale Panesi-Lugalé del 2016.

Attualmente, è in fase di pubblicazione la sua nuova storia per bambini e ragazzi.

 

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