Il primo incontro


Titolo: Il Primo Incontro – Libro 1
Saga: La grande Onda
Autore: Malerba Chiara
Genere: Fantascienza, fantasy, avventura
Edizione: Seconda (2017)
Editore: Self Publishing
Numero pagine: 132
ISBN: 979-12-200-1883-8
Prezzo: 6€ formato Kindle; 10€ formato cartaceo
Data di pubblicazione: Marzo 2017

 

 

TRAMA:

Anna è una giovane ragazza, che improvvisamente si ritrova catapultata in un mondo completamente diverso dal suo.
Qui incontra persone molto speciali, che la aiutano a comprendere cosa le stia succedendo, e a fuggire dai predatori che la inseguono.
Primo libro di una serie ambientata in mondi paralleli e pianeti sconosciuti, in cui la tecnologia e la spiritualità si scontrano fondendosi in un contesto fantascientifico e allo stesso tempo magico.

 

 

Estratto:

La luce della luna filtrava fra la nebbiolina sottile e i rami fitti degli alberi. L’aria era fredda e allo stesso tempo pesante, a causa dell’umidità della sera. Sembrava una notte di autunno in un qualunque bosco, a giudicare dall’ambiente che la circondava, ma Anna non aveva idea di dove fosse, né di come fosse arrivata in quel luogo. Mezz’ora prima era a casa sua, tranquillamente seduta sul divano a leggere un buon libro, e poi improvvisamente si era trovata in quel posto freddo e sconosciuto. Credeva di essere impazzita. Non poteva essersi addormentata perché quello non era certo un sogno! Le sensazioni erano troppo nitide: il freddo, l’umidità, gli odori del bosco, i piedi nudi sulle foglie cadute dai rami nel sottobosco, non potevano essere imitazioni oniriche del suo cervello. Era tutto troppo reale per essere un banale sogno. «Un’allucinazione» pensava la ragazzina «non può che essere un’allucinazione… devo avere dei problemi al cervello. Ho sentito di persone, che ne hanno di spaventosamente reali. Devo solo calmarmi, prima che mi venga un infarto. Mamma tornerà a casa fra poco, e si accorgerà che sto’ male. E’ andata solo un attimo dalla vicina». Cercava di tranquillizzarsi da sola, mentre si stringeva le braccia al petto per non tremare. «Tornerà presto e mi porterà all’ospedale, così poi starò bene». Quando riuscì a calmarsi un pochino si rese conto che oltre al suono assordante del suo cuore che sembrava volergli uscire dal petto e oltre al fruscio del vento tra le foglie autunnali, si sentiva un vociare confuso in lontananza. Aveva seguito quel suono, facendosi strada tra gli arbusti: le spine e i rametti secchi la graffiavano e la pungevano ovunque. Era in pigiama dopotutto e per quanto robusto e simile ad una tuta da ginnastica, non poteva pretendere che la proteggesse adeguatamente. Nessuno si sarebbe addentrato in quel luogo vestito a quel modo.

 

Perché leggere il romanzo?

Esploriamolo assieme all’autrice!

  • Ciao Chiara, quando hai progettato questa storia?

Ho progettato questa storia nell’estate del 2015, dopo essere venuta a conoscenza, per caso, di un concorso letterario indetto da una casa editrice. Il tempo massimo di consegna per il racconto era la fine di settembre. All’epoca stavo già scrivendo un romanzo ma non sarebbe mai stato pronto in così breve tempo, così mi sono ricordata di un sogno fatto poche settimane prima, e ho deciso di prenderlo come spunto per questo libro e di usarlo poi come inizio di una saga fantasy.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?

Per “il Primo Incontro” in particolare, no. E’ nato di getto, ispirato da un episodio che mi aveva lasciato un po’ frastornata: una notte avevo sognato una ragazzina giapponese che si ribellava ad un uomo ed una donna molto diversi da noi terrestri, fisicamente parlando. Cercavano di plagiarle la mente con delle apparecchiature ma dato che lei resisteva, la ammanettavano e la prendevano a spintoni e calci. Io mi arrabbiavo e provavo ad aiutarla, ma non potevo intervenire perché ero come un “fantasma”. Non mi vedevano nemmeno e quando provavo a toccare qualcuno, lo trapassavo con le mani. L’unica cosa che potevo fare era osservare bene i volti e la scena che mi si presentava, facendo considerazioni sui macchinari che questi utilizzavano e su come trattassero i loro “schiavi”.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

L’ambientazione è di fantasia: il libro è ambientato in un mondo immerso nella natura e solo per un brevissimo tempo in luoghi reali, a cui però non ho dato una collocazione geografica precisa.

  • Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?

Il romanzo fa parte di una saga intitolata “La Grande Onda”. Tuttavia l’episodio narrato nel racconto si conclude alla fine del libro.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

Premessa: in questo libro, come in tutti i romanzi della mia saga, ci sono molte razze con evoluzioni fisiche diverse dalla nostra (che la scienza vuole evolutasi da un ominide con sembianze di scimmia). Nessuno è stato realizzato con tratti animaleschi. Cioè i personaggi fisicamente sono proprio come noi, senza peli o zanne, l’unica differenza sono le proporzioni del viso e l’ossatura diversa da quella terrestre e questo, in un fantasy, è abbastanza insolito. Ho ponderato a lungo l’idea di raffigurarli con l’iconografia classica del fantasy, ma dato che tutti i libri si ispirano ai miei sogni ho optato poi per una rappresentazione che ne fosse il più fedele possibile. Il libro è illustrato e sul mio sito web aggiungo di volta in volta i disegni dei personaggi per spiegare meglio le loro caratteristiche fisiche.Anna: è una ragazzina italo giapponese ed è la protagonista del racconto. È appassionata di lingue ed un po’ goffa. È molto curiosa e, nonostante si ritrovi improvvisamente in un luogo misterioso e circondata da persone strane sotto ogni punto di vista, riesce ad ambientarsi e a crearsi nuovi amici che la aiuteranno nel suo viaggio di ritorno.

Goun: sono i nemici di Anna. Creature molto alte, rispetto a noi, che raggiungono i due metri e ottanta di altezza. Dalla pelle chiara, capelli crespi e biondi, hanno un aspetto diverso dal nostro: i loro occhi hanno l’iride azzurra chiara, più ampia della nostra e molto simile a quella dei gatti. Anche la pupilla non è tonda come la nostra, ma verticale. Hanno una fronte molto particolare, cioè con due bozze ai lati, simili a corna arrotondate rivestite di pelle. Sono individui spietati e hanno una tecnologia molto avanzata rispetto alla nostra.

Rouan: è un uomo “cinghiale”, cioè un essere umano che anziché essersi evoluto dalla scimmia (come si presume si sia evoluta la nostra razza), discende appunto dal cinghiale. È un “esploratore” cioè è nato con la capacità innata di potersi muovere tra le dimensioni e i vari mondi. È un ragazzo a modo, un po’ atipico per il suo popolo che generalmente è schietta e diretta nel rivolgersi agli altri.

Dal: è il miglior amico di Rouan, proviene dallo stesso pianeta degli “uomini cinghiale” ma è molto alto per la sua specie e raggiunge il metro e novanta centimetri. Ha un carattere molto diverso dall’amico ed è generalmente schietto e diretto. È un guerriero e per indole tende a preferire una pacca sulla schiena ad un discorso incoraggiante.

Iangram e Soria Basil sono due fratelli di razza “ghepardo” provenienti da un pianeta in rovina. Sono molto sensibili e la loro capacità principale è infatti quella di “sentire” le cose prima che accadano. Diversamente dai cinghiali sono educati e ponderano sempre molto le parole. Soprattutto Ian.

Rig: è un altro ragazzo cinghiale dell’età di Anna, è appena entrato nel gruppo di Rouan ed è un apprendista guerriero.

Gingerogers: è la gattina di Anna, è una piccola mascotte che fa la sua comparsa in questo libro e che accompagnerà i personaggi per tutta la saga.

  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?

È un libro per tutti. Questo primo capitolo della saga può essere letto anche dai ragazzi, mentre gli altri sono per un pubblico più maturo, diciamo dai sedici, diciassette anni in poi.

  •  Che tipo di linguaggio ha scelto, per questo romanzo?

Colloquiale, forbito, diretto ecc…?Ho scelto un linguaggio colloquiale e sebbene nel romanzo ci siano spiegazioni di un certo tipo, ho deciso di semplificarle il più possibile, proprio per non appesantire la lettura. È un romanzo di avventura principalmente e non volevo assolutamente che risultasse troppo noioso o complesso.

  •  Che cosa desideri comunicare al lettore?C’è un significato nascosto, sotto la trama?

Che siamo tutti uomini a prescindere dall’aspetto fisico, dalla razza, dalla cultura, dall’evoluzione o dal pianeta in cui siamo nati. Non ci sono esseri superiori ad altri. Le diversità rendono meraviglioso l’universo e ognuno di noi, in qualche modo, è speciale.

  •  Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

Sì, ho utilizzato un tipo di narrazione con periodi brevi e strutturati in modo semplice. Poche ed essenziali virgole per dare una cadenza veloce al racconto. Volevo ottenere una storia che potesse essere letta in un soffio e tenere il lettore inchiodato al racconto fino alla fine. Questo è il taglio che sto dando all’intera saga e spero di essere riuscita nel mio intento.

 

 

Biografia:

Chiara Malerba nasce a Rho, in provincia di Milano, il 2 aprile del 1978 da una famiglia di artisti e artigiani. Cresce in questo ambiente artistico che le permette di sviluppare una certa indipendenza di pensiero tanto da consentirle di trascendere le regole stesse che qui ha appreso. Finite le scuole dell’obbligo ottiene la maturità classica e in seguito frequenta per due anni, l’accademia di belle arti di Brera, a Milano.
All’età di ventuno anni inizia il suo percorso spirituale: si avvicina per la prima volta alle esperienze extracorporee e intraprende studi su oobe, nde e sogni lucidi. Come metodo di indagine utilizza soprattutto la pratica su sé stessa oltre allo studio teorico. Inizia a studiare Tao Yoga e Chikung ed ad applicarsi nella meditazione Vipassana. Scopre che queste discipline influenzano piacevolmente l’attività onirica: con lo scorrere dell’energia, infatti, si può navigare all’interno del proprio microcosmo interiore, interagendo con esso, così come ci si rapporta nella quotidianità con il macrocosmo esterno. Nell’anno 2009 si imbatte negli studi sulle razze aliene e sulle abduction. Collabora per tre anni con un ricercatore e poi abbandona il campo per continuare la propria ricerca e il proprio percorso da sola. Questa esperienza la prova sul piano fisico, mentale e spirituale: scopre sulla propria pelle come possano essere invasive e dannose certe tecniche, volte a manipolare la mente umana. A causa di ciò non riesce più ad ottenere risultati accettabili nello studio delle oobe. Questo la porta ad indagarsi più a fondo e a cercare di scoprirne i motivi per potervi porre rimedio. In questo lasso di tempo i suoi studi diventano più intensi e si concentrano prevalentemente sul microcosmo interiore. Durante questo periodo sente la necessità di comunicare quello che le succede ma allo stesso tempo teme di condizionare il pensiero altrui con i propri scritti e, per paura che qualcuno si possa fare del male leggendo queste esperienze e provandole su se stesso, apre e chiude due blog nel giro di tre anni, in cui racconta una minima parte di quello che vive. Nel mese di luglio 2015 decide finalmente di scrivere libri di genere fantastico, nei quali raccogliere i risultati di tutti i propri studi. Si ispira alle avventure oniriche che ha vissuto, e che si sono accumulate durante questo lasso di tempo, ben conscia del fatto che siano solamente una manifestazione del proprio mondo interiore. Il genere fantastico le permette di inserire il proprio pensiero filosofico e parte del cammino spirituale che ha percorso fin ora senza pretese, sicura che in questo modo i fatti narrati non verranno presi in modo “dogmatico” e come verità assolute, ma come semplici spunti di riflessione.

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