La linea del destino

 

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 5005 KB
  • Editore: Panesi Edizioni (16 gennaio 2017)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • Prezzo Kindle:EUR 2,99

 

Il libro è disponibile in tutti gli store on line sia come ebook che cartaceo. E’ stato pubblicato da Panesi Edizioni.

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SINOSSI

Arcola è un tipico borgo arroccato che si affaccia sulla Vallata del Magra. Il suo Castello e la sua Torre Pentagonale da millenni osservano silenziosi le vicende delle genti che lo abitano. Valentina arriva in paese alla ricerca della tranquillità, ma ben presto tutte le sue scientifiche certezze verranno scosse da inquietanti e quanto mai misteriose sensazioni. Tre donne, tre epoche e tre mondi completamente diversi, eppure legati da un unico indissolubile destino e dal mistero di un atroce delitto. Quanto tempo per scoprire che non si può sfuggire a se stessi e che la fine spesso è solo un altro inizio?

 

 

UN ESTRATTO

Arcola, 23 Dicembre Anno del Signore 1339

Freddo, pioggia e nevischio, Amelia correva veloce, sapeva che la stavano raggiungendo. La inseguivano fin dalla Piazza del Castello, la cercavano e non le avrebbero dato scampo. Allora giù, di corsa, lungo i “carrobbi” scivolosi e umidi, con il rischio di cadere. Voleva arrivare vicino alla sua casa, prendere poche cose, magari una coperta, un po’ di pane e scendere fino alle Tre Fontane, lì avrebbe potuto nascondersi nel bosco, forse non l’avrebbero trovata. Lì era il suo mondo, lì sarebbe stata salva. Sentiva i cani e le urla, erano vicini poteva quasi respirare il loro odio. Aveva inutilmente sperato che non sapessero di quel piccolo essere dentro il suo grembo. Non le interessava per sé, le dispiaceva solo per lui. Sapeva che se l’avessero raggiunta, per entrambi non ci sarebbe stato un altro giorno. Perché volevano ucciderla? E perché quelle accuse terribili? Aveva 17 anni, Amelia, quando fu raggiunta dal gruppo di uomini, con lanterne e forconi la trascinarono nello spiazzo delle Tre Fontane, gridavano… Fu allora che tutto le fu chiaro, capì che era proprio Lui a volere la sua morte, sapevano del bambino, avrebbero fatto in modo che nessuno mai si ricordasse di lei… come non fosse mai esistita. Amelia morì ad Arcola nell’anno del Signore 1339, l’antivigilia di Natale. Aveva 17 anni ed era incinta, nessuno trovò mai il suo corpo, nessuno pianse per la sua morte. Amelia non esisteva, forse non era mai esistita.

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Perché leggere il romanzo? Esploriamolo assieme all’autrice!

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  • Buongiorno, Daniela, quando hai progettato questa storia?
  • La storia nasce a seguito di un disastroso evento accaduto nel 2010 nel paese di Arcola, evento che ha profondamente colpito e segnato la comunità. Amo molto le storie di mistero e ho pensato che offrire una giustificazione ai fatti accaduti con l’occhio rivolto al sovrannaturale, in qualche modo potesse aiutare ad accettarli di più. Devo dire che questo è servito realmente, ora quando si parla di quello che è accaduto, con un sorriso qualcuno dà la versione che ho proposto io.
  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?
  • Amo moltissimo di thriller storici e in generale tutti i romanzi in cui la storia è presente, anche se non c’è una lettura in particolare che si può collegare al mio romanzo. Forse per lo stile si avvicina alle scritture di Buticchi.
  • L’ambientazione è reale o di fantasia?
  • L’ambientazione è reale, le vicende si svolgono nel borgo medievale di Arcola in provincia della Spezia, che è il paese in cui vivo io. E’ talmente reale che il borgo può essere considerato di diritto il quarto protagonista della storia, con la sua Torre pentagonale e il suo Castello che da millenni osservano le vite e le vicende degli abitanti. La storia narrativa si intreccia con la Storia vera, quella con la S maiuscola, molti degli eventi citati sono accaduti realmente così come molti dei personaggi secondari. Volevo che le persone riconoscessero i luoghi e si domandassero: ma è accaduto davvero?
  • Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?
  • Il romanzo è conclusivo nel senso che questa storia si chiude ma la narrazione reclama sicuramente un seguito. Sono i lettori stessi che me lo chiedono. Al momento non è in programma ma non la escludo.
  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.
  • Le protagoniste del mio romanzo sono tre donne, tutte e tre affrontano e reagiscono alle avversità della vita in modo diverso. Donne che pur appartenendo a secoli completamente diversi reclamano il loro diritto ad esistere, a non essere invisibili. Donne che potrebbero essere ognuna di noi: troppo spesso per essere viste dobbiamo diventare qualcosa in più rispetto all’essere semplicemente donna. Amelia è la mia giovane sventurata del 1300, orfana, bastarda e con i capelli rossi, vittima dei pregiudizi del suo secolo e per questo uccisa in modo orribile. Vanda l’anziana donna che affianca Valentina nel suo percorso di ricerca della verità, saggia, materna e lasciata ai margini di una società che accetta solo chi si omologa. Infine Valentina la mia vera protagonista, giovane ed intraprendente donna dei nostri giorni, forte delle sue certezze si troverà invece ad affrontare un cambiamento drastico della sua visione della vita e della morte, uscendone completamente cambiata.
  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?
  • E’ un romanzo che parla di donne ma anche di storia e di mistero. Chiunque può avvicinarsi a questa lettura anche se è un adolescente e magari ama il fantasy. C’è spazio per le passioni di tutti: un pizzico di noir, un po’ di giallo, la storia medievale di un borgo e non tanto velata una sensibilità per il paranormale e il mistery.
  • Che tipo di linguaggio hai scelto, per questo romanzo?
  • Ho usato un linguaggio molto semplice, perché volevo che il romanzo fosse accessibile a tutti. Nella mia testa ho pensato: riesce a leggerlo mia nonna? Si, e allora questa è la chiave giusta.
  • Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?
  • Mi piacerebbe che tutti cogliessero il messaggio che la storia cambia ma in realtà non cambia mai. Quante donne ancora oggi sono costrette a subire, sono vittime di un mondo che ci vuole tutti uguali. Non importa il secolo e non importa il modo, da sempre le donne devono lottare per veder riconosciuto il loro diritto ad essere comunque solamente donne.
  • Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?
  • Ho giocato con la narrazione intrecciando due piani temporali diversi. La giovane Amelia vive e muore nel 1300, mentre la vicenda delle altre due protagoniste si svolge nel 2010. Le due narrazioni si abbracciano continuamente con un gioco di visioni, sensazioni misteriose e paranormali.

 

Biografia dell’autrice

Daniela Tresconi nasce a La Spezia 51 anni fa. Vive e lavora ad Arcola, una cittadina della Vallata del Magra.
E’ dipendente di un ente pubblico e iscritta all’Ordine dei Giornalisti. Collabora dal 1999 con il Secolo XIX per la redazione spezzina. Fa parte dell’associazione culturale toscana “Nati per scrivere”, con la quale collabora ad iniziative per la promozione e divulgazione della cultura. Il suo racconto Lo spartito del diavolo, ambientato nel borgo di Trebiano, è stato pubblicato recentemente nell’antologia Juxebox, sempre dell’associazione.
Il suo racconto “Il piccolo faro” è entrato a far parte dell’antologia Sognando – edita da Panesi – realizzata per una raccolta fondi in favore delle popolazioni terremotate del Lazio.
La linea del Destino è il suo romanzo d’esordio.

 

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2 thoughts on “La linea del destino

  1. Mauro il said:

    Una storia che ho letto una prima volta, tutta d’un fiato (è la storia stessa, e come è scritta, che ti porta a leggerla “correndo” per arrivare più in fretta alla fine. Una seconda lettura fatta, a distanza di alcuni giorni, con più calma per “assaporare” e cogliere tutte quelle sfumature che si nascondono in questa storia.
    Ultima considerazione; conoscendo molto bene i luoghi, ben descritti dall’autrice, durante la lettura “vedevo” le scene descritte, insomma mi sembrava di “correre nei carobi” assieme ad Amelia

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