Mio assoluto amore

 

Mio assoluto amore

di

Gabriel Tallent

 

 

 

 

TRAMA: 

STILE: 

PERSONAGGI: 

AMBIENTAZIONE:

 

 

SINOSSI:

«Tu sei la cosa più bella che c’è. In te tutto è perfetto, crocchetta, ogni dettaglio. Sei l’ideale platonico di te stessa. Ogni tuo graffio, ogni piccola spellatura è l’inimitabile elaborazione della tua bellezza e del tuo essere selvaggia. Sei come una naiade, come una ragazza cresciuta dai lupi. Tu sei la mia cosa numinosa in un mondo profano, di tenebra.» Mio assoluto amore racconta l’adorazione di un padre per la figlia, un sentimento da lei ricambiato in maniera cupa e alternante. Pressoché isolati in una vecchia casa di legno, in una parte selvaggia della California, eccoli, loro due, meravigliosi e contorti, unici. Il padre violento e sboccato, maniaco delle armi, e sua figlia quattordicenne, Turtle, incapace di parlare alle sue compagne di classe, muta per troppo amore filiale, sopraffatta dal dolore e dalla passione per un uomo che non le ha mai comprato un vestito, che le ha insegnato soltanto a cacciare, uccidere gli animali, scuoiarli, curarsi da sola e che, per anni, le ha sussurrato all’orecchio di un mondo là fuori sfinito, chiuso nella morsa di un consumismo impazzito, un mondo che loro devono rifiutare, sradicare dalle loro menti, odiare insieme. Mio assoluto amore di Gabriel Tallent è stato segnalato come il miglior debutto americano del 2017, ha subito raggiunto i primi posti della classifica del “New York Times” e Stephen King lo ha definito un capolavoro precisando di non esagerare – tutte cose vere senza dubbio, che non dicono però la grazia e la forza di questo esordio: una storia mozzafiato, una bellissima trama comandata da uno stile straordinario. È un libro concepito in due grandi parti, come la navata e l’abside di una chiesa, discesa all’inferno e risalita di una ragazza prima prigioniera della psiche e del suo amore ossessivo per il padre, poi fuggitiva nella natura e nel corpo, in una storia incalzante, vorticosa, selvaggia e intima. È in questo arco teso allo spasimo che il linguaggio di Mio assoluto amore si attorciglia ai piedi del lettore come una radice infestante e lo avvolge dal basso verso l’alto, con la sua battagliera cupezza di situazioni e oltraggi e disagi e speranze e crudeltà.

 

 

ESTRATTO:

 

«Non so neanche cosa dire» dice Martin. «Non so cosa dirti. L’umanità si sta suicidando – lentamente, rovinosamente, collettivamente caga nell’acqua dove fa il bagno, caga sul mondo solo perché non riesce a convincersi che il mondo esiste. Il ciccione e quella stronza, loro non lo capiscono. Ti mettono davanti dei cerchi per farti saltare dentro e vogliono farti credere che quello sia il mondo; che il mondo sia fatto di cerchi in cui saltare. Ma non è così, e non devi mai, mai pensarlo. Il mondo è la Buckhorn Bay e lo Slaughterhouse Gulch. Eccolo, il mondo, e quella scuola è soltanto… ombre, distrazioni. Non dimenticarlo mai. Ma devi stare attenta. Se fai un passo falso, ti portano via da me. Cosa dirti, allora? Che la scuola è il nulla, ma tu devi stare al gioco?» La guarda, valutando la sua intelligenza. Poi allunga una mano, le afferra il mento e dice: «Cosa ti passa in quella testolina?». Le fa ruotare la testa di qua e di là, lo sguardo fisso su di lei, intenso. Alla fine dice: «Lo sai, crocchetta? Lo sai cosa significhi per me? Tu mi salvi la vita tutte le mattine quando ti alzi ed esci dal letto. Sento i tuoi passettini che scendono le scale e penso, eccola, la mia ragazza, è per lei che vivo». Resta in silenzio per un istante. Lei scuote la testa, il cuore che si spacca per la rabbia.Quella notte Turtle aspetta in silenzio, ascolta, si sfiora il viso con la fredda lama del suo coltellino tascabile. Lo apre e lo chiude in silenzio, alzando la sicura col pollice e rimettendola in posizione per impedire che scatti. Lo sente camminare da una stanza all’altra. Si stacca la pelle dalle mezzelune all’attaccatura delle unghie. Quando lui si ferma, lei si ferma. Ora è in silenzio giù in soggiorno. Lentamente, in silenzio, lei chiude il coltello. Si scrocchia le dita di un piede contro il tallone dell’altro. Lui sale le scale, la prende in braccio, lei gli mette le braccia intorno al collo, lui la porta giù, attraverso il soggiorno, fino in camera sua, dove la luna proietta sulle pareti nude le ombre ora a fuoco ora sfocate delle foglie dell’ontano.

 

ESTRATTO:

 

Quella sera, Turtle si siede a gambe incrociate con l’AR-10 smontato davanti e l’otturatore staccato dal telaio, color rosso acceso alla luce del camino, privo di munizioni e camma e percussore. Ha versato il solvente per le tracce di carbonio in un bicchiere basso. È indistinguibile dal whisky. Turtle vi immerge il suo straccio e pensa: e se Anna avesse ragione e io avessi paura di sbagliare? Pensa: non è strano che Anna mi abbia detto la stessa cosa che mi diceva Martin – che ho paura di sbagliare e quindi ho troppa paura anche solo per provarci? Non è strano che tutti e due vedano la stessa cosa in me, la mia esitazione, la mia insicurezza paralizzante? Pensa: è inevitabile fare errori, se non vuoi fare errori resterai sempre ferma all’inizio di ogni cosa, devi smetterla di avere paura, Turtle. Devi metterti nell’ottica di essere rapida e decisa, o un giorno l’esitazione ti fregherà.

 

BIOGRAFIA AUTORE:

 

Gabriel Tallent, è nato in New Mexico ed è cresciuto sulla costa di Mendocino, California settentrionale. Nel 2010 si è laureato alla Willamette University e nei due anni successivi ha lavorato come guida nelle aree interne del Pacifico Nord-occidentale, accompagnando gruppi di giovani escursionisti nei luoghi della sua infanzia. Vive a Salt Lake City. Mio assoluto amore è in corso di traduzione in ventisette paesi.

 

 

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