Tutto in 29 ore

Tutto in 29 ore

Tutto in 29 ore

Autore Daniele Aiolfi
Editore Eroscultura, 2018
Pagine: 145
ISBN 8869361489, 9788869361487

DOVE TROVARLO: QUI

 

 NOI L’ABBIAMO LETTO E VE LO CONSIGLIAMO!
Divertente, romantico, molto caliente e con un finale da fiaba.

SINOSSI

Una domenica di dicembre ai magazzini La Rinascente di Milano, un incontro fortuito tra un uomo alla soglia della maturità e una giovane donna con mille problemi, sentimentali, economici, umorali. Più che un incontro, è uno scontro, ma lui è gentile, signorile e il suo comportamento garbato smussa le asperità caratteriali di Matilde, la quale ci narra in prima persona tutta la vicenda, peraltro breve, si svolge tutta in 29 intensissime ore. La scoperta, quasi sconvolgente, di chi è lui, Matteo, di come e dove vive, e del ciclone che sta per travolgerla in un turbinio di vicende al pari della eccezionale nevicata su Milano. Il finale è da cardiopalma, come ci ha abituati questo autore, ancora innamorato dell’amore a 65 anni, che desidera sempre sorprendere le sue lettrici e lettori. Voleva scrivere una novella meno erotica del suo consueto, c’è riuscito solo in parte. Dice che l’erotismo è troppo dentro le nostre vite per poterne fare a meno. Vediamo se anche voi la pensate come Daniele Aiolfi.
ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO.
il romanzo si trova in tutte le librerie online (oltre a www.eroscultura.com )

UN ESTRATTO

“Signorina, mi scusi, potrei chiederle una cortesia?”
E questo chi cazzo è? Cosa cazzo vuole da me? Ma come si permette? Mi giro e vedo un tipo, sulla quarantina, forse meno, sembra elegante, infagottato, come tutti in questa nevosa e fredda giornata, in un parka di una qualche firma, che mi porge due strisce di cartoncino bianco, quelli per annusare i profumi. Che fa, ci sta provando?
“Mi potrebbe aiutare a scegliere tra queste due fragranze? Le trovo ottime tutte e due e sto faticando a scegliere quale prendere, sono un regalo per una signora e mi farebbe piacere avere un parere femminile.”
E vieni a rompere i coglioni a me?
Proprio oggi, due dicembre, a pochi giorni dal Natale, in questo periodo che per me è di super merda. Cioè, ieri sera ho perso il lavoro, scaricata con una e-mail dopo tre anni di lavoro, il mio lavoro, di grafica nel maggiore gruppo editoriale italiano, con cinque minuti di preavviso. Sì, perché in questo cazzo di Paese che è diventato l’Italia, ti fanno un contratto della durata di tre anni e poi per l’eventuale rinnovo, te lo annunciano quando mancano cinque minuti alla scadenza, tipo ieri, venerdì alle diciotto e venticinque, porca puttana! E tu mi vieni a chiedere quale profumo scegliere tra questi due? Magari da regalare alla tua amante o a qualche troietta da strapazzo? E bastasse la perdita del lavoro, no, pure l’uomo ho perduto! Dopo tre anni di fidanzamento e quasi due di convivenza, dopo che tra mille sacrifici ci eravamo arredati il nostro miniappartamento con quei tremendi mobili della Ikea dal nome impronunciabile ma dal prezzo accessibile anche ai poveri come me, quello mi lascia di colpo perché si è innamorato di una collega del suo fottutissimo ufficio, e tu vieni a chiedermi che cazzo di profumi scegliere? Ma vai a fare in culo!
“Signorina, si sente bene?”
“Eehh?”
“È diventata paonazza, spero di non averla spaventata, le ho solo chiesto un piccolo favore, ma se la disturbo, mi allontano subito.”
Oh, mamma, che figura di merda sto facendo? Costui non ha alcuna colpa. Lo guardo meglio. Mmmhh, non è male, non è proprio il mio tipo, però ha un bel sorriso, uno sguardo dolce, dei bei capelli castano chiari. Gli occhi non li vedo bene con questa luce. Le mani curatissime, come piacciono a me. Dai, cerco di recuperare.
“Senta, mi perdoni, è che sto passando un brutto momento, troppe cose brutte tutte insieme. Ero qui giusto per fare un giro e distrarmi ma la testa è altrove e non proprio in un bel posto.”
“L’ho immaginato… si vedevano i pensieri scorrerle sul viso. Bel viso, mi correggo. Comunque, non importa e mi scusi ancora se…”
“Dia qua!” Lo blocco prima che scappi e gli strappo dalle mani quelle due maledette strisce di carta impregnate di profumo. Sentiamo un po’. Oh cazzo! Oh porca p… ma è straordinario. È il profumo femminile migliore che io abbia mai sentito in vita mia!
“Mamma mia, ma è buonissimo.” Il mio sguardo corre veloce alla sua mano sinistra, sgombra di fedi nuziali. Lo sapevo, il solito porco o peggio, sfigato. Sì, perché un tipo di questa età, se è libero, o è uno sfigato da schivare come la peste, o è un puttaniere da evitare come la grandine. Oppure è gay, ma di primo acchito mi pare che il tasso di virilità sia adeguato, anche se c’è chi sa mascherare bene.
“La sua amante sarà soddisfatta.” Tiè, beccati questa.
Che fa? Alza il sopracciglio? Senti bello, non fare la mammoletta con me, ti ho sgamato.
“Lieto che le piaccia, per favore annusi l’altro. E comunque non è per la mia amante, sono libero come l’aria, però, se vuole, dopo le dirò per chi è.”
La mamma… è per la mamma di sicuro, che tenero, che… mammone del cazzo!
“Sentiamo…” Porca vacca, ma è buonissimo pure questo. Non smetto di annusare, non vorrei sembrare volgare ma… potrei bagnarmi tutta per questi profumi. Mai sentito nulla di così buono. Questa è roba di classe, chissà quanto costano. E chissà a chi andranno. Io continuo a riempirmi le narici, svolazzo da una striscia all’altra, è davvero difficile scegliere. Se fossi io la fortunata, li vorrei entrambi. Ma non sono io…
“E quindi…?” Avvicina il viso, giustamente vuole un responso. Intanto la commessa che era dietro si deve essere scocciata di attendere e se n’è andata.
“Guardi, davvero, sono in difficoltà.”
“Anche io, per quello ho chiesto il suo aiuto. Provi a pensare, se fosse lei a dover ricevere questo regalo, quale sceglierebbe?”
“Tutti e due!” Maleducata, vero? Vabbè, dai, tanto è un gioco, lasciatemi esagerare.
“Tecnicamente non ci sarebbe alcun problema, solo che presentarsi con due profumi… mi pare…” Cafone, dillo pure. Infatti, adesso faccio un poco la sciura milanes, anche se son friulana. Che poi, dopo venti anni che vivo a Milano, un po’ lumbarda la son anca mi.
“Oh, certo, non accetterei mai un simile doppio regalo” che falsa che sono “vediamo, mi faccia dare una ultima annusatina. Mi dice i nomi?”
“Attenda, verifico perché non so più quale è la prima striscia” mi prende la mano, ha un tocco lieve e sento quasi una scossa. Si avvicina e annusa. Ora vedo meglio i suoi occhi. Ha uno sguardo dolce, pare perfino… adesso bestemmio: sincero.
“Allora, quello di destra è Eau des Merveilles di Hermès, l’altro è Gabrielle di Chanel.” Ecco… mica eau de tombin. Non so decidermi, uffa.
“Guardi, sono in difficoltà, davvero non saprei quale scegliere, sono straordinariamente buoni entrambi, non ho mai avuto un profumo così buono e davvero…”
Si gira, oddio, si è incazzato e mi molla qui, che stro… no, torna con le due boccette, mi prende le mani, mi scopre i polsi, e lo fa con una calma e una delicatezza inconsueta per me, e su uno mi spruzza l’Hermès e sull’altro lo Chanel.
“Lo senta sulla sua pelle e mi dica. Io ho tutto il pomeriggio, non so lei, anzi, spero di non farle perdere tempo.” Di solito gli uomini non sono così pazienti.
“Guardi, per quello che ho da fare io, potrei annusare tutti i profumi del reparto almeno dodici volte, ma lasciamo perdere.”
Matilde, non fare la vittima, non è colpa sua se hai perso il lavoro. E il fidanzato. Cazzo!
“Faccio un ultimo giro e poi le dico.” Mi concentro, allargo le narici, chiudo gli occhi, immagino di essere colei che lo deve ricevere, mi lascio avviluppare da queste fragranze di rara eleganza, mi immagino seduta sullo yacht del mio ragazzo, ormeggiato nel porto di Montecarlo, anche Saint Tropez va bene, ho un bikini che pare un francobollo, la pelle ambrata dopo due… facciamo tre settimane di mare, abbiamo girovagato per tutto il Mediterraneo: Sardegna, Ibiza, Formentera, Barcellona…

Precedente Qualcosa di migliore Successivo La dama bianca. Il potere delle armi sacre