Un attimo ancora

  • Lunghezza stampa: 140
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. in ebook e in cartaceo
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B01N2HDN96
  • I edizione – Novembre 2016
  • In copertina: Maria Economidis, Karpathos (GR)

 

Il RomanZo

“Un attimo ancora” è un libro intenso, scritto con l’inchiostro sincero della spontaneità, dalla forma curata e fantasiosa. Poche pagine in cui ci si nutre di emozioni e si annusa il profumo carezzevole dell’immaginazione.
La storia d’amore tra Daniel ed Alessia, nata per caso in una chatroom e vissuta nell’atmosfera della Milano da bere e i colori della Costa Azzurra, sfumava, come in un dipinto, nelle ultime pagine di “Somewhere I belong”.
“Un attimo ancora” è il prosieguo del racconto.
Dopo l’interruzione della relazione con Alessia, Il desiderio di Daniel di diventare scrittore si realizza e così si ritrova in volo per Palermo, inseguendo un sogno attraverso la penisola, dove l’attende una presentazione in pompa magna del suo romanzo.
In un viaggio dove realtà e immaginazione scorrono su binari paralleli, inseguendosi e giocando tra loro, Daniel incontra diversi personaggi: Andrea, giovane e bellissima scrittrice da cui resta colpito, Agnese, donna straordinariamente intraprendente che di Andrea è stata la guida materiale e spirituale e Serena, dinamica imprenditrice giramondo ancora alla ricerca di se stessa.
Ma c’è un altro Daniel protagonista del racconto, quello che vive e soffre fino a intraprendere la strada del successo, guidato dall’eterea presenza di Alessia.
Il tempo dell’incontro tra i due personaggi si dipana, come spesso accade, seguendo un movimento circolare. Bisogna arrivare alla fine perché le loro storie si incrocino e si uniscano, camminando lungo un sentiero di speranza. Bisogna arrivare alla fine per comprendere l’inizio.
Ciò che colpisce di “Un attimo ancora” è il tono leggero ma ricercato della narrazione, ci si affeziona ai protagonisti, ai loro gesti, ai loro dialoghi.
Il punto di forza del libro è la familiarità delle situazioni, il mescolarsi delle loro vite al nostro vissuto. I vari personaggi ci suscitano ricordi, immagini, sentimenti, nei quali è facile immedesimarsi.
È un libro che si può sorseggiare in un bar, mentre si è in viaggio, o comodamente rilassati in poltrona coccolati dal calore di un camino.
È una storia che cattura sin dalle prime pagine che non si fa smettere di leggere, fino ad arrivare all’ultima pagina, dove i controversi stati d’animo dei protagonisti arriveranno alla resa dei conti finale.
Ma come diceva Chaplin “Bisogna non aver mai paura di una scontro. Anche quando i pianeti collidono, dal caos nasce una stella”.

Un ESTRaTTO

Un’altra di quelle notti.
Accadeva sempre più spesso, da quasi un anno ormai. Andava a dormire piuttosto tardi, comunque in nessun caso prima di mezzanotte, nella speranza di concentrare il maggior numero di ore di riposo continue. Ricorrendo a qualche blando sonnifero si addormentava quasi subito e restava in quel sonno agitato e inconsistente fino a quando non cominciava a sentire picchiettare le tempie. All’inizio lentamente poi
sempre più forte fino a risvegliarsi. Allora si alzava, infilava la vestaglia e andava in cucina. Ad attenderlo una scatola di antidolorifici e un bicchiere d’acqua. Li aveva preparati prima di coricarsi, come faceva ogni sera, ben sapendo che non avrebbe più dormito. Dopo si spostava in soggiorno, caricava nel lettore quel cd che lei gli aveva regalato e si rannicchiava in posizione fetale sulla comoda sedia a dondolo. Teneva il volume basso e gli occhi chiusi. In questo modo l’emicrania rallentava il suo tormento.
Quando le prime luci dell’alba cominciavano a filtrare attraverso le persiane, si alzava e andava in cucina a prepararsi il caffè. Seguiva un rituale accurato e scrupoloso, quasi fosse una cerimonia religiosa. Riempiva la moka con dell’acqua minerale facendo attenzione a non oltrepassare il livello della valvola, metteva due
cucchiaini di caffè, a cui aggiungeva una spruzzata di cannella. Quando dalla caffettiera zampillavano le prime gocce, prendeva un croissant al cioccolato e lo scaldava nel fornetto elettrico il tempo necessario che il resto della miscela uscisse completamente.
Era questo un piccolo lusso che si concedeva, forse l’unico, prima di iniziare la giornata. Davanti a sé, come sempre, una decina di ore senza sorrisi e senza squilli, in compagnia di quel pensiero abituale e persistente come un tacito e doloroso ronzio nella testa.

Perché leggere il romanzo? Esploriamolo assieme all’autore!

  • Buongiorno, Davide, quando hai progettato questa storia?

“Un attimo ancora” nasce come sequel di “Somewhere I belong”. Dopo aver letto questo mio primo romanzo molti lettori mi hanno chiesto a gran voce un “capitolo successivo” perché non volevano che la storia finisse lì. Allora ho cominciato a scriverla, inserendo un prologo che riassumesse il contenuto del primo libro così da renderlo indipendente

  • Sei stato ispirato da qualche lettura, vecchia o recente?

Non direi. Però leggo molto e questo sicuramente influenza il mio stile.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

Ho inventato una storia sulla base delle mie esperienze di vita vissuta

  • Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?

E’ un sequel e come tale rappresenta il capitolo conclusivo della storia.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

Il protagonista, Daniel, è una persona colta, educata, dolce e determinata. Capace ancora di provare, nonostante le vicissitudini, sentimenti puri e di saperli esprimere con genuina eleganza. Un sognatore che non si accontenta di sopravvivere ma che desidera sempre mettersi in gioco. Rappresenta un po’ l’uomo che molte donne vorrebbero avere al proprio fianco. Andrea, giovane e bellissima scrittrice, racchiude in se tutte le caratteristiche delle donne che hanno dovuto crescere in fretta per non lasciarsi sopraffare dalle ingiustizie della vita. E poi c’è Agnese una incredibile signora di mezza età con un’esperienza di vita invidiabile, ricca di curiosità e di saggezza.

  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?

Credo sia un libro per tutti. Mentre il primo racconta una storia d’amore prevalentemente rivolta ad un pubblico femminile, in “Un attimo ancora” ci sono diversi paragrafi e situazioni che fanno immedesimare anche gli uomini.

  • Che tipo di linguaggio hai scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?

Questa domanda mi piace molto. Io scrivo volutamente in modo semplice ma ricercato e mai banale perché mi piace l’idea di poter essere letto da chiunque. Se poi riesco anche a trasmettere o a insegnare qualcosa sono ancora più felice. La ricerca dei termini e la cura dei dettagli è un lavoro che faccio in maniera minuziosa, quasi maniacale.

  • Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

Un messaggio positivo di speranza. Tralascio volutamente i dettagli per evitare di raccontare troppo.

  • Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

Sì. Ho sviluppato due storie parallele, una scritta in corsivo per differenziarla dall’altra, che all’inizio possono sembrare divergenti ma che alla fine, gioco forza, confluiranno su un sentiero comune.

 

 

Cards e Booktrailer forniti dall’autore.

Images for entertainment purposes only.
NO COPY RIGHT INFRINGEMENT INTENDED

Chi ha letto questo romanzo lo promuove per

Esprimi il tuo parere e scopri quali voci hanno scelto gli altri lettori!

Precedente Immaginare il futuro Successivo Il segno della morte