Chariza

 

Autore: Francesca Angelinelli
Genere: Fantasy orientale
Serie: Ryukoku Monogatari – Le avventure di Chariza
Pagine: 554
Prezzo: ebook: 3,99 – cartaceo: 19,90
Editore: Youcanprint – Self publishing
Data di uscita: 01/12/2015
ISBN CARTACEO: 9788893216906
EBOOK 9788891121783

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SINOSSI
Un misterioso nemico trama nell’oscurità mettendo in pericolo il Drago d’Oro, la sua discendenza e la pace nell’intero Si-hai-pai. Chariza è la migliore combattente dei Monti Sacri, ma è anche un’assassina e la traditrice su cui ricade la maledizione della Dea Sole che la porta a desiderare ciò che c’è di più raro e prezioso. A lei, donna affascinante e in lotta con se stessa e il proprio passato, verrà affidato l’incarico di proteggere dalle insidie del nemico il piccolo Suzume, unica speranza per il futuro del regno e dell’Alleanza.
Preparatevi ad incontrare guerrieri, demoni, cortigiane e sovrani in un viaggio che vi condurrà lungo le strade di un grande e antico impero. I profumi dell’Estremo Oriente inebriano leggendo una storia in cui azione e suspense, introspezione e sentimento sono dosati con sapienza. 
“Chariza. Il soffio del vento” raccoglie i romanzi precedentemente editi come “Chariza, il soffio del vento” e “Chariza, il Drago Bianco” in una nuova, rivista e affascinante veste.
Un misterioso nemico trama nell’oscurità mettendo in pericolo il Drago d’Oro, la sua discendenza e la pace nell’intero Si-hai-pai. Chariza è la migliore combattente dei Monti Sacri, ma è anche un’assassina e la traditrice su cui ricade la maledizione della Dea Sole che la porta a desiderare ciò che c’è di più raro e prezioso. A lei, donna affascinante e in lotta con se stessa e il proprio passato, verrà affidato l’incarico di proteggere dalle insidie del nemico il piccolo Suzume, unica speranza per il futuro del regno e dell’Alleanza.
Preparatevi ad incontrare guerrieri, demoni, cortigiane e sovrani in un viaggio che vi condurrà lungo le strade di un grande e antico impero. I profumi dell’Estremo Oriente inebriano leggendo una storia in cui azione e suspense, introspezione e sentimento sono dosati con sapienza.
“Chariza. Il soffio del vento” raccoglie i romanzi precedentemente pubblicati come “Chariza, il soffio del vento” e “Chariza, il Drago Bianco” in una nuova, rivista e affascinante edizione.

 

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Estratto

Suzume alzò lo sguardo su di lei per ringraziare, ma le parole gli morirono sulle piccole labbra. Yukai si destò dalla concentrazione della partita e seguì lo sguardo del Principe. Entrambi rimasero ammutoliti a guardarla come se la vedessero per la prima volta, ma fu Suzume, con la sincera innocenza dei fanciulli, a dare voce ai pensieri di entrambi.
«Ma sei bellissima!»
Chariza lo guardò sorpresa, ma si limitò a inchinarsi al complimento del Principe. Non aveva fatto altro che lasciare i lunghi capelli corvini sciolti lungo la schiena, invece che intrappolarli in una crocchia come faceva di solito, ma quell’insignificante accorgimento la rendeva meno severa e ancor più affascinante e misteriosa. Yukai credette di trovarsi di fronte alla reincarnazione di qualche Dea antica. La pelle di Chariza era bianca come polvere di madreperla, l’arco delle sottili sopracciglia nere era perfetto, il mento forte e volitivo, e lo sguardo eterno come quello di una statua. Yukai non aveva più dubbi riguardo ai suoi sentimenti e alla strada che avevano imboccato. In principio tutto ciò che aveva visto in lei era stata l’abilità del guerriero che lui avrebbe voluto essere, aveva assaporato quell’aria di elegante minaccia che si respirava attorno a lei ogni volta che impugnava Kageboshi, aveva tremato di desiderio incrociando la fredda sicurezza dei suoi occhi. Ma ora che la vedeva così, apparentemente indifesa e comunque pericolosa, non poteva negare che era stata la sua bellezza, simile a quella d’un petalo di ciliegio coperto dalla neve, a turbarlo più di quanto non avesse fatto la risoluta ferocia della sua abilità di combattente. Anche se Chariza fosse stata una delicata peonia coltivata nel giardino dell’Haru-in, invece che il resistente fiore della magnolia sempreverde, lui ne sarebbe stato inevitabilmente rapito. Lei allungò il collo come una giovane gru e mosse il capo come se stesse annusando l’aria; si alzò con un fluido, elegante movimento che lasciò Yukai senza fiato, e si diresse verso la finestra. L’uomo e Suzume la seguirono con lo sguardo, rapiti dal suo fascino glaciale. Lei aprì il pannello della finestra e si appoggiò al davanzale, sporgendosi per guardare il cielo carico di nuvole grigie. Yukai e Suzume si strinsero nelle vesti.
«Ma che fai? Si gela questa notte!»
Lei si voltò con un sorriso raggiante.
«Venite a vedere!»
Suzume scrutò l’oscurità oltre il corpo della donna e la raggiunse correndo, inginocchiandosi accanto a lei, con il naso rivolto al cielo e lo sguardo sognante.
«Nevica!»
Yukai si mosse più lentamente, ma li raggiunse. La finestra della stanza era troppo piccola perché potessero affacciarvisi in tre comodamente, e così lui fu costretto dalle circostanze a restare molto vicino a Chariza. Lei raddrizzò la schiena e sollevò il mento per osservare le sinuose spirali di neve, ma nel compiere quel movimento sfiorò con la spalla il petto di Yukai. L’uomo per un attimo fu tentato di ritrarsi, ma quando Chariza quasi si appoggiò a lui, si abbandonò a quel contatto e lasciò che il calore del corpo della donna si diffondesse in lui. Chariza allungò una mano. I fiocchi di neve cominciarono a depositarsi sul suo palmo come petali bianchi.
«Un’ombra di gelo» sussurrò lei. Lentamente, la neve che, sulle mani di qualsiasi altro essere umano, si sarebbe sciolta al contatto con il calore emanato dal corpo, cominciò a posarsi come avrebbe fatto su una gelida roccia. Suzume ammirò, sbalordito, quel piccolo prodigio, mentre la neve continuava ad accumularsi sulla mano di Chariza.
«Come fai?» domandò il bambino, pieno di meraviglia.
Lei rovesciò il palmo lasciando cadere i petali di neve. «Un giorno ti insegnerò» rispose, ma il suo sguardo e la sua mente erano lontanissimi da quella stanza. Il ricordo del giorno in cui il Maestro, il Drago Bianco, le aveva insegnato, quasi per gioco, a controllare le energie del suo corpo, così da poter controllare il calore come il respiro, la fame come la sete, la riempì di malinconia. Ora tutti quegli insegnamenti, che l’avevano resa la migliore tra le figlie del Drago Bianco, servivano solo a domare un’avidità opprimente. Nevicava anche il giorno in cui si era recata alla grotta di Shen-dao per ottenere la spada. Per questo lei era stata Ombra di gelo, e per questo aveva chiamato la sua spada come l’antica arma delle leggende, perché la sua lama era bianca come la neve e portava il gelo nel cuore dei nemici.
Kageboshi.
C’era stato un tempo in cui era stata felice e non era stata avida, ma era stato prima che la maledizione la colpisse, prima che perdesse la fiducia nell’Alleanza. E ora guardava la neve cadere e immaginava che ogni fiocco fosse una delle ragazze con cui era cresciuta e che ancora servivano il Drago Bianco al monte Tōmei, mentre lei se n’era andata. Non era la prima volta che dubitava della sua scelta, accadeva spesso quando arrivava l’inverno e i ricordi la rendevano malinconica, ma quell’anno sembrava che la neve volesse stringerla più che mai nella sua morsa. Cosa sarebbe diventata se fosse rimasta al monte Tōmei? Non sarebbe stata Chariza la ladra, l’assassina e la mercenaria, ma non sarebbe più potuta neppure essere Chariza la figlia prediletta del Drago Bianco, non con il marchio della maledizione. E anche se, a volte, pensava che quel che aveva fatto non fosse stato poi così sbagliato, perché ubbidire agli ordini di un Drago è il primo dovere di una Combattente, si rendeva conto che, anche se avesse disubbidito, le cose non sarebbero cambiate, perché in ogni caso lei sarebbe stata punita e forse scacciata. Non aveva avuto scelta allora e non ne aveva adesso. Quando il Drago Bianco le aveva ordinato di sottrarre il Calice dal tempio della Madre, la dea Sole, le aveva assicurato che era per garantire il futuro dello Si-hai-pai. Quando il Drago d’Oro le aveva imposto l’incarico di proteggere Suzume non le aveva forse detto la stessa cosa? Solo quando aveva incontrato Shen-dao, in una mattinata nevosa, Chariza aveva avuto una reale possibilità di scelta. Poteva prendere la spada e giurare di custodirla, oppure lasciarla dov’era e attendere che a qualche altra Combattente fosse affidata quella prova. E lei aveva scelto, ma allora non aveva idea che sarebbe stata maledetta dall’avidità e che non sarebbe più stata una Combattente della Trasparenza.

 

Perché leggere il romanzo? Esploriamolo assieme all’autrice!

 

Quando hai progettato questa storia?
Sono passati parecchi anni. Eravamo nel 2003, se non ricordo male, la prima volta che pensai al personaggi di Chariza. Inizialmente era la protagonista di un racconto (poi edito in ebook come Il Drago Rosso), che divenne una serie (edita come Le avventure di Chariza) e che infine ha reclamato a gran voce il suo posto da protagonista in un romanzo vero e proprio.
Tutto nacque dal mio amore per l’oriente e per il fantasy. Volevo leggere quelle storie, ma quelle storie non c’erano in italiano, così me le sono scritte da sola ed è nato lo Si-hai-pai, l’Impero nel quale si muove Chariza, la serie Ryukoku Monogatari, che è quella nella quale raccolgo tutti i romanzi e racconti ambientati in questo stesso universo (Haibane e Kizu no Kuma sono degli esempio), e la storia di Chariza e dei numerosi personaggi che la accompagnano.

Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?
Dai numerosi film di arti marziali, specialmente i wuxia cinesi, dai manga e anime a tema storico che adoro, dalla letteratura classica giapponese che amo tantissimo, in particolare dal Genji Monogatari di Shikubu Murasaki, che ai più non dirà nulla, ma è un caposaldo della letteratura giapponese.
Oltre che dai fantasy, low fantasy direi, di Marion Zimmer Bradley che è una delle mie autrici fantasy preferite, ancora oggi.

L’ambientazione è reale o di fantasia?
Di fantasia, ma ispirata a culture e luoghi reali, in particolare a tutto ciò che costituisce l’oriente, quindi Cina, Corea, sud est asiatico in generale, ma soprattutto (è fuor di dubbio) il Giappone.

Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?
Il romanzo in sé è autoconclusivo. Si può leggere tranquillamente da solo. Ma ha collegati una serie di racconti, la cui non lettura però non pregiudica la comprensione della storia del romanzo Chariza. Il soffio del vento

Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.
Chariza… oddio, mi viene quasi da ridere, perché mi viene in mente la sua faccia che mi fissa e con gli occhi dice “attenta a come mi descrivi”. Lei è una donna forte e coraggiosa, una guerriera esperta e con un fortissimo senso dell’onore e del dovere. Tuttavia nella sua vita ha subito dei torti che l’hanno resa dura e chiusa verso gli altri. Chariza non è un personaggio facilissimo da comprendere, ma spesso i lettori l’hanno amata per questo.
Poi ci sono tutti i numerosi comprimari. C’è Midori, il Drago Verde, che potrebbe sembrare un’intrigante, ma in realtà ha a cuore solo il bene dell’Impero e si adopera per questo. C’è Yoshio Ryokin, l’Imperatore, combattuto tra i suoi desideri e il suo obblighi. Il piccolo, meraviglioso, Suzume, principe imperiale, che, nonostante la sua giovanissima età, dimostra maturità e coraggio. Jiui-ma e Kizimaru, il Drago Rosso e il suo attendente, anche loro messi alla prova dalle regole della società feudale che caratterizza il mondo che ho creato (li ho amati tantissimo!).
E poi c’è lui… Yukai Kurashi, la spalla di Chariza, la sua metà, il suo opposto. Uno dei personaggi più amati, non solo da me, di tutta la storia. Lui è un soldato e come tale è vincolato dalle regole di dovere e onore che tutti devono seguire, ma è anche un uomo in cerca di riscatto per un passato nel quale ha mancato a questo stesso ideale e, soprattutto, un personaggio che si rivela man mano più profondo di quanto appaia all’inizio.
Poi ci sono le kiniru e la Oku della locanda Kankaku, c’è il Drago Azzurro, l’Imperatrice… insomma, un mondo da scoprire e amare attraverso i personaggi della storia.

Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?
Difficile dirlo. C’è chi non aveva mai letto fantasy, eppure lo ha amato. C’è di era appassionatissimo di fantasy, e comunque lo ha amato. È piaciuto a persone mature e più giovani, donne e uomini.
È stato pubblicato la prima volta nel 2007, per cui ho avuto modo di ricevere tanti riscontri, spesso positivi, e mi sono sempre stupita di questo suo essere così trasversale.
Ecco… diciamo, però, che non è pensato per bambini e ragazzi, l’idea mentre lo scrivevo era di indirizzarlo a un pubblico sicuramente un po’ più maturo.

Che tipo di linguaggio ha scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?
Adatto all’ambientazione orientale e feudale della storia. Anzi, molto spesso i cambi di registro servono proprio a marcare un cambio nelle relazioni tra i personaggi.
Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?
Oddio, direi di no, non è così complicato. Volevo scrivere una bella storia, appassionante e avvincente, che potesse esprimere tutta la mia passione per l’oriente. Certo, se un significato lo si vuole trovare forse sta nel profondo senso del dovere che pervade tutti i personaggi. Il sacrificio per un bene superiore.
Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo (domanda opzionale, se vuoi, non rispondere)?
Io di solito progetto molto le mie storie. Scrivendo Chariza. Il soffio del vento ho anche costruito il mondo nel quale i personaggi si muovevano, quindi ho redatto schede per qualunque cosa dalle stagioni alla ceramica.

 

Le avventure di Chariza:

 

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Biografia dell’autrice

Dopo aver frequentato corsi di scrittura creativa e essersi dedicata alla stesura di racconti, Francesca Angelinelli esordisce nel 2007 con i primi due romanzi di una serie fantasy orientale, Chariza. Il soffio del vento e Chariza. Il drago bianco, editi da Runde Taarn Edizioni. Sempre per Runde Taarn Edizioni nel 2009 pubblica il fantasy eroico Valaeria, ispirato al mondo della Roma tardo-antica.
Nel 2009 pubblica anche il paranormal romance Werewolf per Linee Infinite Edizioni.
Il 2010 è l’anno del suo ritorno al fantasy orientale con la raccolta Racconti di viaggio del monaco Kyoshi, vincitrice della seconda edizione del Premio di Narrativa Fantastica – Altri Mondi e edita da Montag Editore, e con la pubblicazione del primo volume della Serie delle Cucitrici, Kizu no Kuma. La cicatrice dell’orso, per i tipi di Casini Editore, primo volume del progetto Ryukoku Monogatari.
Negli anni alcuni racconti brevi sono pubblicati in riviste e antologie e dal 2013 decide di passare al selfpublishing, prediligendo il formato dell’ebook e rilanciando così la serie Ryukoku Monogatari dedicata al fantasy orientale con la nuova edizione, in un unico volume, del romanzo che l’ha lanciata, Chariza. Il soffio del vento.
Ad oggi ha al suo attivo numerose pubblicazione sia come selfpublisher che con case editrici. Dream. Il sogno delle fate è il suo primo romanzo young adult.

 

 

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