Il fiore d’inverno

Corina Bomann

Traduttore: Lucia Ferrantini
Editore:Giunti Editore

Pagine della versione a stampa: 336 p.
EAN: 9788809863439

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L’inconfondibile romanticismo di Corina Bomann in una storia natalizia carica di sogni e di magia.

 

Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 1902, una violenta tempesta infuria sulle lunghe spiagge sabbiose di Heiligendamm, sul Mar Baltico. Intanto, nell’elegante albergo della famiglia Baabe, fervono i preparativi per un’occasione speciale: il ballo di Natale nel castello del granduca, che inaspettatamente ha inviato loro un invito. Il momento ideale per annunciare in grande stile il fidanzamento della giovane Johanna con uno dei migliori partiti della città. Ma c’è un segreto che la ragazza non ha mai avuto il coraggio di rivelare a nessuno, nemmeno al fratello maggiore Christian, da sempre suo confidente: l’amore per Peter, la cui famiglia è nemica giurata dei Baabe da decenni. E a turbare i grandi progetti dei genitori arriva un altro evento inaspettato: durante una cavalcata sulla spiaggia, Christian trova una ragazza dai lunghi capelli neri riversa sulla battigia, priva di sensi. Fra le dita stringe ancora con forza il rametto di un ciliegio. Chi è questa donna che ha dimenticato perfino il suo nome? E perché l’unico ricordo che conserva è legato alla misteriosa leggenda dei “fiori di santa Barbara”? Davvero un rametto tagliato il 4 dicembre può fiorire a Natale realizzando i desideri più nascosti?

 

ESTRATTO:

Giovedì, 4 dicembre 1902

La nebbia aleggiava sul mare, grigia e fitta, il maestoso ponte quasi completamente inghiottito dalla coltre. Le cabine di legno montate su ruote erano ormai stipate nelle rimesse. La spiaggia, disseminata di alghe e conchiglie, era deserta.
Sulla Promenade, dove affacciavano le pensioni, ogni tanto spuntava qualche domestico con chissà quale faccenda da sbrigare. Ingobbiti e avvolti in cappotti scuri, camminavano a passo svelto senza rivolgere nemmeno uno sguardo al mare, sferzato dal vento tempestoso.
Johanna sospirò. Era un paesaggio malinconico, che incupiva lo spirito. Dov’era finita l’estate, con il suo mare azzurro e la Promenade brulicante di vacanzieri? Ripensò ai mesi precedenti, quando il suo cuore era ancora leggero. I suoi genitori avevano già accennato all’argomento matrimonio, ma Di sera si scatenò una tempesta, e il mare si agitò. Il muggito delle onde impedì a Johanna, già tesa per la novità del gran ballo, di addormentarsi.
Non sapeva cosa fare. Come avrebbe potuto evitare di dover prendere per marito un uomo che non voleva?
Non riuscendo a chiudere occhio, si mise in ascolto dei rumori del temporale. C’era qualcosa che continuava a sbattere al ritmo delle folate di vento, forse una finestra rimasta aperta.
Aveva sperato che il sonno le concedesse qualche ora di oblio, invece fu riassalita dai pensieri. E, soprattutto, dai volti dei due spasimanti.
Albert Vormstein era il figlio dell’amministratore di casa Anker. La sua famiglia non era messa molto meglio dei Baabe, ma suo padre aveva molti contatti con famiglie altolocate, e si diceva che avesse intenzione di acquistare casa Anker dal cavaliere von Kahlden, il quale a sua volta l’aveva comprata dal granduca. Il possesso di una delle più belle pensioni tra le “perle” sulla Promenade avrebbe senz’altro migliorato la posizione dei Vormstein. E i loro introiti.
Johanna però lo trovava un po’ noioso. Sì, forse il biondo Albert aveva fiuto per gli affari, ma era così timido da non aver mai osato parlarle a quattr’occhi. Passava spesso a trovarla, ma sempre accompagnato dalla madre o dal padre. Apriva bocca a stento e quasi non la guardava nemmeno.
La ragazza dubitava che quel matrimonio fosse stata un’idea di Albert, ma della madre, che evidentemente considerava una Baabe un buon partito.
Berthold von Kahlden, l’altro suo pretendente, era il nipote dell’uomo che possedeva più della metà di Heiligendamm. Era molto diverso da Albert, ma Johanna non lo considerava migliore, anzi: vanitoso e innamorato di se stesso, Berthold era convinto di avere il mondo ai suoi piedi. E lei era sicura che anche lui le facesse la corte solo a causa della loro pensione, visto che lo zio aveva cercato più volte di comprarla.
Di una cosa era certa: non sarebbe stata felice con nessuno dei due. Lei voleva solo Peter. Il reietto. Se i genitori lo avessero scoperto avrebbero scatenato un putiferio.
Johanna si sentì sopraffatta dalla paura, non solo della violenta tempesta. Si alzò, accese la lampada a olio sul comodino e tirò fuori le lettere del suo vero, unico amore.
Peter le scriveva sotto il nome di Norma von Bredow, che Augusta credeva fosse una sua amica di penna di Schwerin. Era possibile che controllasse la sua posta, a maggior ragione quando spuntava un nome nuovo. Fino a quel momento, però, il piano aveva funzionato.

 

L’autrice, Corina Bomann

Corina Bomann è una scrittrice tedesca.
Il suo romanzo L’isola delle farfalle (Giunti, 2012) è stato ristampato in otto edizioni. Con molto entusiasmo è stata accolta anche l’uscita de Il giardino al chiaro di luna (Giunti, 2014).
Fra i suoi titoli figurano anche Un sogno tra i fiocchi di neve (Giunti, 2015), romanzo natalizio, La signora dei gelsomini (Giunti, 2015), L’eco lontana delle onde del Nord (Giunti, 2015), Un’estate magica (Giunti, 2016), L’anno dei fiori di papavero (Giunti, 2016), Una finestra sul mare (Giunti, 2017), Il fiore d’inverno (Giunti, 2017).

 

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