La Farfalla d’Ombra

“Molte volte mi è stato chiesto di raccontare come fossero andate realmente le cose e io non mi sono mai decisa a ripercorrere la mia vita con la memoria, perché per chi cammina sulle sue gambe da così tanto tempo come me, ricordare diventa un gioco troppo crudele. Ho anche provato ad ignorare ciò che è rimasto dei miei diari, ma non ho mai sopportato i buchi nelle librerie, i lampadari a cui manca una candela o una lampadina, i quadri storti e gli sportelli aperti; quindi, come resistere alla tentazione di rimettere insieme le pagine perdute? Chi mi conosce sorride per il mio modo bizzarro di esprimermi, e vi chiedo pazienza, vi chiedo di perdonare il mio idioma, poiché esso è l’insieme delle lune che sono sorte sulla mia pelle, dei passi che ho messo uno in fila all’altro, delle lingue che ho appreso e parlato, dei luoghi che ho visitato e delle anime che ho preso.
Non sono una scrittrice, pertanto è senza maestria che vi racconterò la mia storia.
La Farfalla d’Ombra ”

 

La Farfalla dOmbra ...E non chiamatelo fantasy!

Tutto comincia il giorno delle nozze di Yalihta, matrimonio combinato dalla madre con un uomo ben più anziano ma ricco, e il suo destino sembra essere già irrevocabilmente scritto, a metà tra prole e lavori all’uncinetto. Invece finisce col ritrovarsi braccata e ferita, ben lontana dagli agi e dalle comodità della sua casa, e si salva solo grazie al soccorso di due cavalieri, che sono soltanto i primi di una serie di straordinari personaggi che animeranno la sua esistenza.
Da innocente giovinetta, passando dalla vita di strada, conosce il vizio del bere, impara svariati mestieri, vive i primi amori, guida un gruppo di fanatici antivampiri, per diventare infine vampira ella stessa.
Sarà il protagonista maschile del romanzo, Lord Malesh Ruben De Vaurien, un antico vampiro, ad accompagnarla nell’ultimo capitolo della sua vita umana; egli le donerà la vita eterna, una nuova esistenza in cui Yalihta sarà predatrice, ma questo non la renderà immune ai dolori e alle delusioni degli umani.
Immancabile presenza al fianco di Yalihta è una farfalla blu di nome Ita, uscita direttamente da una visione creata dal Mago, che mago non è; proprio per questa piccola creatura alata, Yalihta viene ribattezzata con il nome di “Farfalla d’Ombra”.
“La Farfalla d’Ombra” non è un romance, anche se l’amore, in forme talvolta bizzarre, vi fa capolino; non è propriamente un fantasy, nonostante la presenza di vampiri; non è un horror; non è erotico, sebbene vi siano momenti carichi di una particolare tensione sessuale…
“La Farfalla d’Ombra” è una storia, narrata attraverso gli occhi e la voce di chi l’ha vissuta.

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Leggi qui la recensione di LES FLEUR DU MAL

Linguaggio, struttura, trama, dettagli contribuiscono a renderlo più di un semplice romanzo ma quasi un dipinto, da osservare giorno per giorno non solo per ricavarne emozioni ma soprattutto per cogliere dettagli che sfuggono a un occhio vigile. Questo è un libro che va letto con altri sensi, quelli dell’intuito, quelli che di solito l’arte segreta stuzzica fino a creare una vera e propria ossessione.

[…]

È difficile definire il genere. Sicuramente è un gotico ma ha anche toni del grottesco, del fantasy e del mistery e del romanzo di formazione. Ogni tanto le sfumature del vittoriano fanno una fugace apparizione nei dialoghi tra i protagonisti, essi stessi di pregiata fattura, con quel linguaggio aulico in cui si introduce, furtivo, un termine più moderno che, lungi da stonare nella tipologia retrò, riesce a elargire un gusto frizzante alla ridondante bellezza del manierismo linguistico. Un manierismo che non sfigurerebbe davanti a Cime Tempestose, alla Villette, o al ritratto di Dorian Grey. ”

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Perché leggere il romanzo?

Esploriamolo assieme all’autrice!

 

  • Buongiornol, Yali. Quando hai progettato questa storia?

Progettata mai, non ho mai fatto schemi. È comparsa nella mia mente e nel 2006 ho iniziato a trascriverla. Ho pubblicato il romanzo in questione solo gli ultimi giorni di Dicembre del 2016, perché è stato un anno orribile e volevo che non l’avesse vinta lui; così invece, seminando qualcosa di buono, ho vinto io. Sono passati 10 anni, 2 editing con due editor diversi, ripensamenti, riscritture, crisi e restyling… Ma alla fine, dopo tutta questa fatica, il 2017 ha visto nascere anche la versione cartacea.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?

La mia ispirazione va a pescare nel baule del mio background. Tutto quello che ho letto nella mia vita fa parte della mia formazione e forse della direzione che ha preso la mia fantasia. Quindi la risposta più veritiera è: tutte le letture e nessuna.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

“La Farfalla d’Ombra” è ambientato in luoghi che non esistono, ma che volendo ricordano certi posti che possiamo incontrare nel Nord Europa, specialmente Inghilterra, Irlanda, Scozia.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo.
  • Dentro “La Farfalla d’Ombra di personaggi ce ne sono tanti. Ognuno di loro rappresenta una fase, un mezzo attraverso il quale Yalihta diventa la protagonista di questa storia. Sono tanti e molto diversi gli uni dagli altri; a descriverli brevemente si farebbe loro un torto e non si comprenderebbero le loro essenze, quindi l’unico modo per conoscerli è incontrarli durante la lettura.
  • Che cosa desideri comunicare al lettore, con questo romanzo? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

La vita è veramente straordinaria e noi siamo sì attori, ma anche registi. Il mio messaggio è questo: noi tutti viviamo avventure straordinarie che varrebbe la pena raccontare, ma di cui non ci rendiamo nemmeno conto.

  • Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

La storia è raccontata dalla protagonista. Yalihta per prima si scusa per il suo linguaggio che è il miscuglio di tutto ciò che ha imparato nella vita, dei luoghi che ha visto e del tempo che è passato. Usa un linguaggio che può sembrare aulico, ma in realtà è intinto nella modernità, perché in fondo noi possiamo leggere solo ciò che ci viene raccontato da lei e così come lei lo ricorda. Leggendo il romanzo questa cosa potrà capirsi sicuramente meglio.
Un altro linguaggio nascosto fra le pagine è quello musicale; legata al mio romanzo esiste infatti una playlist che si può trovare su Spotify: una canzone per ogni capitolo, come una vera e propria colonna sonora che accompagna il lettore durante tutto il romanzo.

Due parole sullautrice.

Yali Ou Ametistha nasce a Venaria Reale nel 1977. È fotografa, stilista, costumista, grafica, appassionata di marketing, lettrice e scrittrice.
Possiede due diplomi: uno come maestro d’arte e l’altro come disegnatrice di moda e costume. Nel corso degli anni, ottiene varie specializzazioni tra cui: fotografia, ripresa e montaggio video, disegno e studio dei tessuti, canto, marketing e grafica. Raccoglie tutte le competenze che ha accumulato e si butta nel mondo del lavoro.
Viaggia, ma ritorna a Torino, la città in cui ha vissuto da quando è nata. Dopo aver fatto esperienza nei settori più disparati, molla tutto, si trasferisce a Firenze e comincia a costruire il mondo di Steam Butterfly (https://www.facebook.com/steambutterfly/), un multilab dove nascono abiti da sposa, costumi d’epoca, cappelli stravaganti, servizi fotografici, copertine di libri… e libri.

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