Puoi fidarti di me

 

Autore Susy Tomasiello
Casa Editrice Genesis Publishing
Pagine 210
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Formato digitale 3,99€
Formato cartaceo 10,60€
Genere: Romantico, contemporaneo
Data di pubblicazione: 20 maggio 2017

Sinossi

Sara ama il suo gatto e il suo lavoro di maestra elementare. Il palazzo in cui vive è diventato per lei come una seconda famiglia e lentamente sta imparando a leccarsi le ferite che la vita le ha inferto.
Stefano ha deciso di prendersi cura dell’unica famiglia che gli è rimasta: il suo fratellino Luca. Per farlo, si è trasferito ed ha cambiato casa e per quanto non sia facile per lui, non è pentito della sua scelta.
Appena Sara e Stefano s’incontrano, tra loro scatta un’antipatia reciproca basata solo sui pregiudizi che inizialmente provano l’uno per l’altra.
Stefano non ha mai conosciuto una persona più saccente di Sara, sempre pronta a rimproverarlo per ogni sua mancanza e Sara non sopporta la sua arroganza, non accettando mai consigli da chi vuole solo aiutarla.
Decisi a frequentarsi non oltre il dovuto, dovranno fare i conti con le strane effrazioni che colpiscono il palazzo. Perché hanno puntato Sara? Che cosa c’entra lei con questi strani avvenimenti?
Sara è spaventata e preoccupata e senza che se ne renda conto finisce con l’appoggiarsi a una persona che comincia a vedere sotto un’altra luce. Il suo problema però, è che da tempo ha smesso di fidarsi degli altri. Riuscirà Stefano con il suo sorriso sempre pronto a conquistare il suo cuore e soprattutto la sua fiducia?

 

Estratto

Sai qual è il tuo problema? Pensi troppo.
Mi bacia e il mio cervello si spegne del tutto, perché è quello che succede ogni volta che Stefano lo fa. Ogni singola volta mi sembra di salire in cima alle montagne russe e poi scendere di corsa con una sensazione stupenda e di libertà che mi fa sentire in pace col mondo.

 

Perché leggere il romanzo? Esploriamolo assieme all’autrice!

In questa intervista Susy ci parla anche di Voglio solo te (presentazione di prossima pubblicazione)

  • Buongiorno, Susy, quando hai progettato questa storia?

Ciao e grazie per avermi ospitato in questo angolino virtuale. Le storie che scrivo non hanno un momento particolare perché nascono quasi all’improvviso e poi la storia viene da sé.

  • Sei stata ispirata da qualche lettura, vecchia o recente?

Amo leggere e sicuramente la lettura mi ispira sempre tantissimo ma poi la storia che scrive prende forma un po’ da sola man mano che la scrivo anche se la storia principale è quasi intera nella mia testa.

  • L’ambientazione è reale o di fantasia?

L’ambientazione delle mie storie è sempre reale perché i romanzi che scrivo sono rosa e quindi preferisco ambientarli in luoghi che esistono davvero.

  • Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?

Sono tutti autoconclusivi.

  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.

In Puoi fidarti di me abbiamo Sara che è insicura, generosa e disponibile. Stefano che è fintamente arrogante, affidabile e generoso. In Voglio solo te c’è Samantha che è leale e generosa e Dylan che è amorevole e adorabile.

  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?

Sinceramente non so se il pubblico maschile apprezzerebbe i miei libri perché sono un genere rosa e non so se a tutti piace, ma credo sia adattissimo alle donne che amano le storie romantiche dal lieto fine e non è pensato solo per gli adulti.

  • Che tipo di linguaggio hai scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?

Colloquiale sicuramente, ci sono molti dialoghi e siccome ho usato la prima persona penso che sia anche più di impatto.

  • Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?

In Puoi fidarti di me cerco di lanciare un messaggio che l’apparenza non è tutto ciò che conta nella vita, in Voglio solo te cerco di indicare che la vita è fatta anche di seconde possibilità.

  • Hai usato una tecnica particolare, per scrivere questo romanzo?

Non credo di avere una tecnica, come ho detto prima quando la storia arriva nella mia testa poi è facile trasformarla in parole.

 

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