Sfumature della notte di Damiano Darko

  • Selfpublishing
  • Lunghezza stampa: 134 pg.
  • Editore: Youcanprint (2 marzo 2017)
  • Genere: Thriller/Mistery

Che cosa si nasconde dietro una maschera di seta nera?
Una mente oscura?
Un angelo nero?
E sotto, cè un cuore che batte?

SINOSSI

Il giornalista Argenta Drogo conduce una vita in apparenza normale, ma non mostra a nessuno il suo volto. E nessuno sa perché. Indossa sempre una maschera che cela un segreto profondo come la notte, con le sue infinite sfumature.
La sua vita è sconvolta dall’arrivo in città della giovane e affascinante pop-star Ricardo Guerrieri e della sua stretta collaboratrice, Naomi Albatros. Drogo li conosce per motivi di lavoro e finisce per provare un fiammante sentimento verso la carismatica Naomi. Ma finirà per nascere un amore tormentato, dove terribili ricordi riemergeranno dagli abissi del passato, come relitti di navi che riaffiorano da tempi lontani.
Delitti, sogni inquietanti e un amore disperato.

UN ESTRATTO ROMANTICO

Lei mi guardava con occhi che non avrei saputo decifrare. Continuava a fissarmi senza parlare. I miei occhi faticavano a reggere il suo sguardo, ma poi sentii le sue mani che stringevano le mie.
Il resto sembrò quasi un sogno. Le mie mani si posarono sui suoi fianchi mentre le sue si avvinghiavano al mio collo, carezzandolo dolcemente come la brezza che in quel preciso istante ci accarezzava i corpi. Le nostre palpebre iniziarono a chiudersi lentamente e man mano che i nostri volti si avvicinavano, le labbra si schiudevano per sfiorarsi inizialmente con un timido contatto. Ma poi la brezza aumentò fino a diventare tempesta e la passione che ardeva dentro di noi ci guidò all’estasi.
Sentivo il suo profumo di rose. Mi sentivo inondato di fragranze che mai avrei creduto potessero esistere. Non posso dire quanto durò quel bacio, ma era destinato a diventare eterno dentro la mia anima. Quando, con fatica, le nostre labbra si allontanarono e i nostri occhi si riaccesero, rimanemmo a guardarci senza dire nulla. Attorno a noi c’era solo il silenzio della notte, interrotto dai nostri respiri ansimanti e le lucciole che ci danzavano attorno.
«Niente male per uno che non bacia una donna da tre anni» osservò lei, dolcemente.
«È come andare in bici, una volta imparato non si dimentica più.»
«Ho notato… È stata una serata molto bella, e anche questo bacio non lo dimenticherò mai. Sappilo.»
«Cosa intendi dire? Dimmi che ho capito male! »
«Avrai anche un viso devastato, ma un intuito molto superiore a quello della media degli uomini che ho conosciuto, perché le cose le capisci prima. Sì, hai capito bene. Io credo che dopo questa sera sia meglio non vedersi più, perché tu sai perfettamente che fra noi due non potrebbe mai esserci un futuro insieme. Mio tenero amore, noi due siamo distanti anni luce.»
Avrei voluto gridarle che si sbagliava, che non era giusto che finisse così, ma non riuscii a pronunciare una sola sillaba.
Le lacrime scendevano copiosamente in rivoli salati sulla maschera nera.

 

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