COME SI SCRIVE UN ROMANZO STORICO

Patrizia Debicke
COME SI SCRIVE UN ROMANZO STORICO

Scuola di scrittura Scrivere narrativa

 

Tutti i segreti per impostare e scrivere un romanzo storico che possa soddisfare gli appassionati del genere

Saggio | pagg. 78 | 13/02/2018 | Scrittura creativa

 

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DI CHE COSA PARLA L’OPERA

Il romanzo storico è un’opera narrativa ambientata in un momento del passato che riesce a far rivivere – attraverso i protagonisti – atmosfere, usi, costumi e mentalità di quell’epoca. Un’operazione più facile a dirsi che a farsi, se non si conoscono le regole che governano questo affascinante universo della scrittura. Ecco come fare, attraverso i consigli della scrittrice Patrizia Debicke, a orientarsi e diventare degli esperti del romanzo storico.

 

Argomenti trattati

    • Parte 1 Come cominciare?
    • Capitolo 1 Qual è la ricetta perfetta per scrivere un romanzo storico
    • Capitolo 2 Quanta storia e quanta fantasia o meglio invenzione?
    • Capitolo 3 Perché si pensa di voler scrivere un romanzo storico
    • Capitolo 4 Quali sono i punti di forza e le criticità di questo particolare genere letterario?
    • Capitolo 5 Quanta libertà si può usare scrivendo un romanzo storico?
    • Capitolo 6 Un romanzo storico in un certo senso può essere visto come una riscrittura della storia?
    • Capitolo 7 Come si fa per far convivere personaggi storici con personaggi inventati?
    • Capitolo 8 Cosa si dovrebbe fare e cosa non si dovrebbe fare
    • Capitolo 9 L’etica nel romanzo storico
    • Capitolo 10 Le differenze tra un romanzo tradizionale e un romanzo storico
    • II Parte La pratica
    • Capitolo 11 Come si inizia una storia?
    • Capitolo 12 Costruzione di una storia
    • Capitolo 13 I personaggi: i protagonisti e i coprotagonisti
    • Capitolo 14 I personaggi: i comprimari
    • Capitolo 15 L’importanza dei dettagli
    • Capitolo 16 La voce narrante o il punto di vista?
    • Capitolo 17 L’incipit
    • Capitolo 18 Snodi e schemi narrativi
    • Capitolo 19 La comunicazione: il linguaggio parlato e il linguaggio scritto
    • Capitolo 20 Il contenuto e la forma
    • Capitolo 21 Scansioni: capitoli e paragrafi
    • Capitolo 22 Meglio documentarsi prima di cominciare a pensare e scrivere una storia? O anche il contrario?
    • Capitolo 23 Attualizzare
    • Capitolo 24 Il linguaggio nei tempi…
    • Capitolo 25 Come si fa a far dialogare un personaggio storico realmente esistito?
    • Capitolo 26 La ricerca
    • Capitolo 27 Come impostare un romanzo storico, la ricostruzione ambientale
    • Capitolo 28 Le fonti
    • Capitolo 29 I modelli letterari
    • Capitolo 30 Come si faceva pervenire un messaggio nei secoli?
    • Capitolo 31 I mezzi d’ispirazione
    • Capitolo 32 Il problema del finale, ovverossia la conclusione della storia, l’ultima parola
    • Capitolo 33 Quanto dovrebbe essere lungo un romanzo storico?
    • Capitolo 34 Note storiche esplicative
    • Parte 3 Regole in generale
    • Capitolo 35 Quali sono le principali regole da considerare per scrivere un romanzo storico?
    • Capitolo 36 Ma sarà poi diverso dal presente quel passato che vogliamo descrivere nel nostro romanzo?
    • Capitolo 37 Scuole di scrittura creativa
    • Capitolo 38 Giallo storico questo sconosciuto oppure…

 

Introduzione

Il romanzo storico è un’opera narrativa ambientata in un momento del passato che riesce a far rivivere – attraverso i protagonisti – atmosfere, usi, costumi e mentalità di quell’epoca. La principale caratteristica che distingue il romanzo storico è la costruzione di una trama collegandola a fatti e particolari realmente accaduti e documentati (vedi: l’incendio di Mosca di Guerra e Pace di Tolstoj, la peste manzoniana o la monaca di Monza dei Promessi sposi ecc. ecc.), in modo tale da creare un effetto di verosimiglianza. Può contenere personaggi realmente esistiti, oppure un bel mix di personaggi storici e di invenzione. Il vincolo o binario legato al genere è basato su una regola che lo scrittore di un romanzo storico necessariamente si impone: condizionare la propria inventiva alla verità storica (o per lo meno all’interpretazione di una delle tante verità storiche riportate dai testi).
L’antichità vide il rigoglioso fiorire della narrativa storica in Grecia da Omero a Tucidide, lo straordinario letterato che scrisse La guerra del Peloponneso attenendosi spesso all’effervescenza dei racconti orali, ai grandi latini come Cesare, Svetonio e Virgilio, passando poi alle Chansons de geste del medioevo francese, alla possente Divina commedia dantesca, all’ariostea grandezza dell’Orlando furioso e altri famosi romanzi storici in versi. A cavallo tra il Cinquecento e il Seicento dominano alcune tragedie di Shakespeare, in seguito però il genere langue e si dovrà attendere la fine del Settecento per trovare Daniel Defoe e il suo Romanzo di un cavaliere, che aprì la strada a Walter Scott.
Ma con l’Ottocento si arriva alla rigogliosa tradizione dei romanzi storici rappresentata dal largo fiorire di opere e autori: Scott, Tolstoj, Puskin, Stendhal, Manzoni, Dumas, Hugo e così via. Il Novecento italiano vede nomi di spicco quali Bacchelli, Banti, Tomasi di Lampedusa… Alla fine del Novecento, il romanzo storico, tornato in grande auge, mostra spesso una diversa percezione della Storia, meno riverenza verso le tradizioni, con invece un approccio più critico che fa parlare grandiosamente di romanzo neo storico con Eco come paladino. Il passato può non rappresentare più un modello, ma un sogno, una specie di rifugio per sfuggire al presente. Indubbiamente, e penso che lo immaginiate, la stesura di un romanzo storico chiede tempo, passione, ricerca, sangue. E un’ottima documentazione è indispensabile.
Salgari è stato formidabile e ha plasmato più di una generazione di entusiastici lettori, ma oggi è necessaria maggiore accuratezza nei particolari. Per lo meno a mio vedere. Tanto per cominciare: molto meglio se, pensando di scrivere, si ama il periodo che abbiamo scelto. Oltre a dare la soddisfazione di fare qualcosa che piace, sarà più facile e stuzzicante riuscire a calarcisi dentro. Non abbastanza appagante? Tutto da vedere questo, dipende. Poi essenziale: un bel tuffo nell’umiltà e relegare al giusto rango di sfondo il lavoro fatto. Si scrive di storia perché si ama la storia, ma non si deve mai dimenticare che il romanzo deve correre senza impantanarsi in dotti particolari.
Dal punto di vista stilistico, un romanzo storico è caratterizzato spesso da belle descrizioni di paesaggi che hanno la funzione di “incorniciare” l’azione e da minuziose e dettagliate descrizioni di oggetti, arredi, abiti d’epoca per meglio presentare fatti e personaggi. Di solito si utilizza un linguaggio abbastanza ricercato, per riprodurre al primo impatto quello dell’epoca, ma attenti a non esagerare. E non dimenticate mai un fatto essenziale: coccolate i vostri personaggi, buoni o cattivi che siano, e dedicate loro tutto il vostro amore. Sono loro l’ingrediente principe della trama. Altro consiglio: non lasciatevi mai schiacciare dalla Storia. Certamente non potete (e non dovete) reinventare i fatti storici più importanti che sono incontrovertibili. Giulio Cesare fu assassinato il 15 marzo, le famose Idi di marzo del 44 a.C., Carlo Magno fu incoronato imperatore a Roma nel il 25 dicembre del ‘800, Dante Alighieri scrisse e pubblicò in volgare la Divina Commedia nel 1300, l’uomo atterrò la prima volta sulla luna nel 1969. Ma potete prendervi qualche libertà. Dopotutto, state scrivendo una fiction. Tipo: potrebbe essere che il vostro romanzo sia ambientato a Roma nel 1545 e a voi serva un’inondazione. Viste le continue, millenarie e drammatiche piene distruttive del biondo Tevere, anche se quell’anno era rimasto bello tranquillo a correre nel suo letto, nulla vieta che gliene regaliate una di più come ho fatto io nel mio L’uomo dagli occhi glauchi. Non è vero ma è verosimile, e ha funzionato perfettamente. Ora, esaurito il cappello introduttivo, passiamo alla pratica.

 

 

L’autore

Patrizia Debicke ha pubblicato romanzi gialli, thriller, storici d’avventura, racconti ed ebook: L’oro dei Medici (Tea), La gemma del cardinale (Tea) e L’uomo dagli occhi glauchi (Corbaccio, ebook Delos Digital), che ha ottenuto il secondo premio assoluto al IV Festival Mediterraneo del giallo e del noir (12/2010). Al IX Premio Europa a Pisa, la Debicke ha ricevuto il Premio alla carriera. A settembre 2013 è uscito il romanzo La Sentinella del Papa, Todaro. A gennaio 2014: Il ritratto scomparso, DBooks. Con Delos Digital ha pubblicato anche Il segreto di Velasquez (2014) e La congiura Philippe le Bon (2014).

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