I FUMETTI – Nascita, storia e gloria delle mitiche “strisce”

 

I FUMETTI
nascita, storia e gloria
delle mitiche “strisce”

di Luisa Paglieri

Articolo diviso in due pagine

 

Nelle nostre città sono ormai consueti i vari “Comics”, saloni e mostre mercato dei fumetti. Dedichiamo quindi qualche riga al mondo dei fumetti che tanto affascina il pubblico (giovanile e non) e il popolo dei collezionisti.
Un racconto per immagini, accompagnato da “nuvolette” in cui sono racchiuse alcune parole dette da un personaggio: questo è un fumetto. E’ un racconto per immagini accompagnato quindi da una certa dose di testo scritto. Chiamato negli Usa dapprima “balloon”, il fumetto diventa poi “comic strip” o semplicemente “comic” nei paesi anglofoni e “bande dessinée” nei paesi francofoni.
In un certo senso, possono dirsi remoti antenati del fumetto i disegni degli uomini primitivi sulle rocce, disegni che narrano avventure di caccia o altri avvenimenti, come pure le scritture antiche a base di pittogrammi come i geroglifici o certi dipinti medievali che narravano episodi della Bibbia, storie allegoriche o altro e che a volte erano accompagnati da brevi testi esplicativi o dalle parole dei personaggi raffigurati (i testi uscivano dalla loro bocca o erano vicini ai loro visi, un esempio sono gli affreschi del castello della Manta in provincia di Cuneo).
Altri antenati del fumetto sono i disegni satirici, già esistenti nell’antica Roma: tali disegni divennero molto comuni dal Seicento in poi (ricordiamo quelli del pittore inglese William Hogarth). Erano vignette che trattavano (spesso in modo polemico) vari temi (costume, politica, religione) presentando anche le parole dei personaggi raffigurati: parole che a volte uscivano dalla bocca del personaggio chiuse in nuvolette.
Diretti precursori del fumetto si possono considerare due famosi disegnatori, lo svizzero Töpffer e il tedesco Busch, che nell’Ottocento invasero i giornali europei con le loro storie illustrate, ma la nascita del vero e proprio fumetto si fa risalire alla fine dell’Ottocento, al 1895, quando il disegnatore americano Richard F. Outcault cominciò a pubblicare le sue vignette sul supplemento domenicale del giornale New York World: il protagonista era uno strano personaggio detto Yellow Kid ed era infatti un bambino vestito di giallo.

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Nel 1897 in Germania compaiono invece le storie a fumetti di due bambini, i Katzenjammer Kids che in Italia diventeranno Bibì e Bibò.
Tra i primi eroi del fumetto ricordiamo Little Nemo, creato nel 1905 da W. McCay, che apparve sul supplemento domenicale del New York Herald, Krazy Cat, disegnato da George Herriman nel 1910 e Jiggs e Maggie, diventati in Italia Arcibaldo e Petronilla, nati nel 1913 dalla matita di George McManus. Questi due personaggi -una coppia di arricchiti volgarotti ma divertenti- conobbero un’enorme popolarità anche da noi e le loro avventure vennero pubblicate dal “Corriere dei Piccoli”, supplemento (dedicato ai bambini) del Corriere della Sera. E’ invece del 1929 la nascita del notissimo Popeye, il nostro Braccio di Ferro, dovuto alla penna del disegnatore Elzie Crisler Segar mentre nello stesso anno vedevano la luce le avventure di Tarzan ( il protagonista dei romanzi di Edgar Rice Burroughs) tradotte in linguaggio figurato prima da Harold R. Foster e poi da Burne Hogarth, professore universitario di storia dell’arte unanimemente ritenuto uno dei migliori illustratori in assoluto.

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Nei decenni successivi il fumetto ebbe un’incredibile diffusione negli Stati Uniti. In questo periodo i fumetti negli Usa si possono suddividere in quattro ben distinte categorie: fumetti a base di storie poliziesche con gangster e investigatori, fumetti di evasione fantastica con dei Supereroi, dotati di speciali poteri, per protagonisti, fumetti a sfondo melodrammatico o sentimentale, pieni di amori contrastati, difficoltà economiche, orfane bistrattate, donne in difficoltà e così via, veri predecessori delle telenovelas, fumetti a sfondo satirico o sociale che trattano o almeno sfiorano problemi come le moderne nevrosi, la droga, l’emarginazione, ecc. Poi inizieranno ad apparire anche fumetti ispirati alla fantascienza.
Tra i più celebri personaggi degli Anni Trenta e Quaranta possiamo mettere Flash Gordon, Agente segreto X-9 e Rip Kirby nati dalla prolifica matita di Alex Raymond, Mandrake e l’Uomo mascherato, disegnati rispettivamente da Phil Davis e Ray Moore con i testi di Lee Falk, il Principe Valiant, fumetto di ispirazione medievale, e infine i supereroi per eccellenza Superman e Batman, creati alla fine degli anni Trenta ( nei primi anni Quaranta vedrà la luce una controparte femminile di questi personaggi, l’amazzone Wonder Woman, mentre per la nascita di un altro supereroe, Spiderman ovvero l’Uomo Ragno bisognerà attendere il 1962).

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Negli anni Venti anche Walt Disney aveva iniziato a creare i suoi cortometraggi a disegni animati: nacquero allora i suoi famosi personaggi come Mickey Mouse cioè Topolino, nato nel 1928 e apparso anche in strips cartacee nel 1930 a cui venne affiancato nel 1937 Donald Duck, ossia Paperino. E’ stato osservato che Topolino, personaggio razionale, equilibrato, sempre dalla parte della legge, attivo e costruttivo, rappresenta il modello tradizionale dell’americano medio mentre Paperino pigro, nervoso, squattrinato, inconcludente e nevrotico sarebbe invece un personaggio più moderno, più rappresentativo della crisi dell’uomo contemporaneo. Ai due personaggi principali fanno corona parecchi personaggi di contorno tra i quali sono da ricordare almeno lo svagato Goofy, cioè Pippo, spalla di Topolino, e Uncle Scrooge, il nostro zio Paperone, spassosa caricatura del capitalista americano, il miliardario “che si è fatto da sé”.

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